Russia, Putin sulla comunità LGBTQIA+: “Giù le mani dai bambini”

L'intervento del presidente russo in ambito di comunità LGBTQIA+ al forum “Idee forti per tempi nuovi”.

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La rete filoputiniana in Italia è molto più florida di quanto si possa credere. Sarà che più volte il presidente russo  ha parlato con affetto del nostro paese, sarà che fino a prima del conflitto l’Italia era grande partner commerciale della Russia, tant’è che questa fede nel decantatissimo Vladimir Putin non accenna ad affievolirsi neanche davanti alla tragica realtà dei fatti.

Lo dimostra, negli scorsi giorni, l’adorante intervento di una studentessa italiana di relazioni internazionali e diplomazia presso l’università moscovita Mgimo, al forum propagandistico “Idee forti per tempi nuovi” a Mosca, a cui ha presieduto lo stesso Putin – che non ha perso occasione per buttare lì anche qualche commento sessista verso la ventiduenne.

Ed è proprio allo stesso forum che Vladimir Putin ha pensato bene di difendere la propria posizione in ambito di diritti LGBTQIA+, raccontando come la situazione non sia in realtà così nera come la si dipinge.

Passino gli arresti sommari – per baci saffici  o per aver indossato degli orecchini arcobalenoverso la comunità LGBTQIA+ russa martoriata dal recente disegno di legge che ha inasprito i regolamenti contro la cosiddetta “propaganda gay”, annoverando i movimenti queer tra quelli estremisti – approvato lo scorso 30 novembre.

Passino i minuziosi controlli verso i media occidentali in ingresso al paese – l’app Duolingo è attualmente sotto indagine per “propaganda LGBTQIA+”, o il fatto che i conservatori canadesi considerino la Russia un paradiso LGBTQIA+-free: Putin sostiene che nel proprio paese gli omosessuali siano in realtà liberi di fare ciò che vogliano, basta che tengano le manacce lontane dai bambini.

Siamo abbastanza tolleranti nei confronti delle persone con orientamenti sessuali non tradizionali – mente Putin – Semplicemente non lo ostentiamo e non crediamo sia giusto ostentarlo. Lasciamo che tutti vivano come vogliono. Nessuno li limita in nulla. Quanto ai bambini, ho già detto tante volte: “giù le mani dai bambini”. Questo è tutto. Questo è la prima cosa”.

Un palese hint alla groomer theory – tanto cara anche ai conservatori dall’altra parte della barricata, i Repubblicani statunitensi. Secondo la groomer theory, l’omosessualità e le identità non conformi sono strettamente ed indissolubilmente collegate alla pedofilia, nonostante non vi sia nessuna evidenza scientifica in merito. Insomma, una teoria del complotto bella e buona, di cui però il Cremlino sembra avere così paura da limitare di fatto la libertà personale dei propri cittadini di serie B.

Il lento ma costante deterioramento dei diritti civili in Russia

A partire dal 2013, Putin ha fatto della lotta alla “propaganda LGBTQIA+” una questione personale, introducendo una serie di regolamenti che – nel corso degli ultimi dieci anni – hanno gradualmente deteriorato la libertà di espressione della comunità.

Dalla prima legge contro la propaganda gay sono passati già più di 10 anni, ma un secondo aggiornamento è arrivato nel 2022 – lo stesso anno dello scoppio della guerra in Ucraina e lo stesso anno in cui Putin ha deciso di alzare un muro verso l’Occidente – quando una nuova legislazione ha introdotto pesanti sanzioni per chiunque fosse ritenuto colpevole di promuovere “rapporti sessuali non tradizionali”, pedofilia e transgenderismo tra minori e adulti.

E si arriva poi alla fine del 2023, quando un’azione legale avviata dal Ministero della Giustizia russo contro un’organizzazione per i diritti LGBTQIA+ accusata di “incitamenti alla discordia sociale e religiosa” e di manifestare “caratteristiche estremiste non dettagliate ha avuto come esito l’ulteriore inasprimento dei regolamenti anti-queer.

La Russia “tollerante” che studia però la comunità LGBTQIA+ come se fossero soggetti psichiatrici – è di poche settimane fa l’annuncio dell’inaugurazione di una struttura che avrà il compito di esplorare, tra vari argomenti, le dinamiche comportamentali legate all’identità LGBT+ e alle questioni di genere – è la stessa in procinto di vietare gli interventi di affermazione di genere e le modifiche di genere sui documenti ufficiali nel paese (come già fatto dall’Ungheria di Oban qualche tempo fa, l’alunno supera il maestro).

Il disegno di legge, attualmente in fase di prima lettura, prevederà la proibizione della maggior parte degli interventi chirurgici di riassegnazione di sesso, ad eccezione di quelli indirizzati a correggere quello che viene definito come “anomalie congenite” nei minori. Stiamo parlando dei soggetti intersessuali.

La difesa dei cosiddetti “valori tradizionali” e la retorica contro la “propaganda gay” – salvo poi pararsi dalle critiche con interventi estemporanei quando è necessario – riflettono in realtà una strategia deliberata di controllo della popolazione attraverso la marginalizzazione e stigmatizzazione di minoranze, ritenute un sintomo di decadenza occidentale che mette in pericolo l’egemonia culturale che tiene Putin al potere.

È infatti evidente che le azioni del Cremlino non trovano giustificazione nella tutela dei minori, ma servono piuttosto a consolidare il potere attraverso la creazione di un “nemico interno”, distogliendo l’attenzione da questioni più pressanti come la crisi economica, la corruzione, e la mancanza di libertà politica. Ma di tali argomenti, al forum, non si è sentito nulla.

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