Arcigay Aosta contesta Giorgia Meloni in visita nel capoluogo valdostano: “Contro l’invisibilizzazione della nostra comunità”

La protesta improvvisata è avvenuta ieri, durante la storica fiera di Sant'Orso ad Aosta, tra la rabbia dei sostenitori del governo e l'indifferenza di Meloni.

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“Quando abbiamo cominciato a intonare Bella Ciao, due signore che volevano farsi la foto con Giorgia Meloni hanno cominciato a cantare con noi pensando fosse un coro a sostegno. Poi hanno smesso subito e se ne sono andate via indignate”.

Alice Sartore, vicepresidentessa di Arcigay Valle D’Aosta, la butta un po’ sul ridere quando racconta della contestazione improvvisata alla visita di Giorgia Meloni ad Aosta, ieri.

La premier si trovava in visita nel capoluogo per incontrare il presidente della Regione, Renzo Testolin, insieme ai sindaci dei singoli comuni, e discutere dei progetti PNRR per la riqualificazione di alcune infrastrutture sul territorio Valdostano.

Al suo passaggio nel centro storico di Aosta – proprio durante lo svolgimento della storica Fiera di Sant’Orso – si è però imbattuta nell* attivist* del banchetto organizzato da Arcigay, che in un moto di protesta tanto improvvisato quanto sentito, hanno intonato Bella Ciao.

“Sono nipote di una partigiana – commenta Sartore – quindi ci è venuto naturale scegliere il coro simbolo della ribellione e della resistenza contro i totalitarismi verso un governo che ci sta opprimendo”.

A quanto pare, il sentimento non sarebbe però stato condiviso dai presenti, che avrebbero cominciato a insultare pesantemente il comitato.

“Alcune persone ci hanno dato delle ridicole, ridendo anche delle nostre colleghe che si trovavano vicino alle macchine, dove avevano sistemato ombrellini arcobaleno. Qualcuna di noi si è beccata della tr*ia.

Inizialmente eravamo solo noi quattro del direttivo di Arcigay al banchetto, siamo stat* raggiunti da una giornalista e un’avvocata, che già conoscevamo, e altre due persone provenienti da altre associazioni. Nessun’altro si è però unito a noi”.

Perché alla nostra comunità viene naturale protestare durante le visite istituzionali di questo governo, nonostante i rischi?

“Come direbbe Raffaella Carrà, dobbiamo fare rumore per evitare di diventare invisibili. E quindi, facendoci sentire ad ogni occasione, speriamo di mettere fine alla cancellazione che questo governo sta facendo alle persone queer e non solo. Ci sono sempre cose più importanti dei nostri diritti, c’è sempre qualcosa che merita più attenzione. Salvo quando questi diritti ce li vogliono togliere. E l’indifferenza mostrata da Giorgia Meloni verso la nostra protesta ne è la testimonianza lampante”.

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