Ho accettato la mia omosessualità tardi ed ora vorrei un compagno, ma sembra impossibile

Chi si scopre gay in età adulta spesso ha difficoltà a districarsi tra la voglia di una storia seria ed il mondo di oggi.

omosessualità
3 min. di lettura

Non c’è un’età precisa in cui si capisce di essere gay. Alcune persone possono capirlo da giovanissimo, altre devono fare un percorso più lungo e completo di accettazione della propria omosessualità, e iniziare a vivere il proprio orientamento sessuale a 30, 40 o 50 anni.

La storia di Marco (nome di fantasia) dimostra proprio questo fatto. Da quando aveva 15 anni “temeva” di essere gay, perché a quel tempo l’omosessualità era considerata una malattia. A 30 anni capisce che non può continuare a nascondersi, e da 2 anni sta cercando di costruire una storia seria. Ma qui arriva il problema: vorrebbe una persona da amare, con cui passare il resto della sua vita. Ma dalle applicazioni si ottengono solo appuntamento per sesso. 

L’omosessualità di Marco e la difficoltà nell’accettarsi

Ma lasciamo a Marco la possibilità di raccontarsi:

Sono di Milano e ho 40 anni appena compiuti.

Sin dall’età di 15 anni (circa), quando inizia a svilupparsi l’interesse sessuale in una persona, questo è sempre stato indirizzato verso i maschi; nel corso del tempo, è andato sempre più aumentando e definendosi in maniera inequivocabile.
Per tutta una serie di problematiche per lunghi anni non sono mai riuscito probabilmente neppure ad ammettere a me stesso di essere omosessuale. Né, tantomeno, a mettere in pratica qualcosa.

Consideravo tutti gli impulsi e i pensieri erotici che avevo come delle fantasie sessuali fini a se stesse, non osavo nemmeno dare un nome a tutto ciò (essere gay, omosessualità). La ritenevo quasi una malattia che speravo con il tempo potesse guarire, tanto da poter avere una vita “normale” con a fianco una ragazza, fidanzarmi, sposarmi. Condizionamenti culturali, sociali, religiosi, famigliari.

Ma con il passare del tempo il mio interesse e i mie impulsi verso i maschi aumentavano sempre di più e si imponevano con sempre maggiore forza e chiarezza.

Verso i 30 anni, ho iniziato a capire che non potevo continuare a stare in quella situazione. Che dovevo e volevo accettare e vivere in maniera totale la mia vera natura.

Ha preso quindi avvio un processo di graduale legittimazione di questa mia condizione, prima meramente dal punto di vista fisico, ossia prendendo coscienza del fatto che l’omosessualità è una condizione assolutamente naturale, e poi anche dal punto di vista, se così vogliamo chiamarlo, morale / socio-relazionale, comprendendo che non vi è nulla di male in questo, fino ad arrivare a concepire l’idea di avere un compagno.

Ed è così che ora mi trovo a poter dire, con orgoglio, che avere un compagno è una delle cose che desidero maggiormente. Da circa 2 anni e mezzo sto usando ogni tipo di chat per poter venire in contatto con persone simili a me. Da quelle generiche e “tranquille” a quelle più specifiche e dedicate. 

Il mio problema è che non riesco ad incontrare solo per sesso. Ho bisogno prima di conoscere una persona e di costruire un rapporto con gradualità, almeno un minimo. Su queste chat, invece, mi pare di capire che funzioni esattamente al contrario: il 99,9% dei frequentatori cerca sesso occasionale e da esso parte per eventualmente poi aprirsi anche alla conoscenza etc.. Quando inizio a chattare con qualcuno la cosa che capita 9 volte su 10 è che appena l’altro capisce che le parole che sto utilizzando non sono finalizzate a concordare un incontro per sesso, chiude istantaneamente. Non sono nemmeno tipo da discoteche gay.

Avendo saltato tutta la parte più “giovanile” della vita omosessuale, ora, da adulto non riesco a conoscere persone con cui eventualmente avviare una relazione. Che ne pensate?

Com’è scoprirsi gay a 40 anni e volere un compagno

In questo messaggio si riassume il disagio di una persona che è cresciuta in un periodo in cui l’omosessualità non era ancora considerata un fatto normale. Non lo è nemmeno oggi, per qualcuno, ma sicuramente le cose sono cambiate.

Un tempo, invece, una persona con “condizionamenti culturali, sociali, religiosi, famigliari” ben definiti, doveva affrontare un lungo percorso personale, in cui prima di tutto doveva convincersi di non essere malato, prima di affrontare momento del coming out

Ma qui si va più a fondo. Non si tratta solo di accettazione, ma anche di voler iniziare a vivere davvero. E come? Trovandosi un compagno. E se una persona non è tipo da locali, discoteche o club? Rimangono le app. Dove sappiamo tutti quanto sia difficile trovare una persona che cerca qualcosa di serio. Difficile, ma non impossibile. 

Come possiamo rispondere a Marco? Che anche se ha saltato la “parte giovanile della vita omosessuale“, non è costretto a passare la sua vita da solo. Anche se le applicazioni sono finalizzate a organizzare incontri per avere un rapporto sessuale fine a sé stesso, è possibile anche trovare persone che vogliono andare oltre il divertimento, così come siti gay meno “frenetici”, almeno rispetto alle più famose app in circolazione. Altro luogo su cui puntare sono i circoli e associazioni LGBT, spesso punti di incontro dove conoscere dal vivo persone anche nella stessa situazione.

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Marco 17.11.21 - 23:45

Ciao Marco, mio omonimo. So giunto qui cercando in google "gay solo 50 anni"... che dire, anch'io sono in una situazione simile. Ho ammesso a me stesso di essere gay a 32 anni. Ora ne ho 57 ma sono ancora solo. Sono incappato in una storiella estiva all'età di 50 anni e poi più nulla. Altra brevissima storia questa estate con un uomo appena uscito da una convivenza ventennale. Sono in psicoterapia: i miei problemi nelle relazioni sono dovuti a bassa autostima e soprattutto al fatto che non mi lascio andare nei confronti degli altri. Marco di 40 anni, se per caso leggi questo messaggio e soprattutto se ti va, contattami in privato. Magari abbiamo da scambiarci qualche parola e poi chissà. Io ora voglio vivere la mia vita ed incontrare altri uomini per cercare di cotruire una storia, una bella storia. Un abbraccio. Marco di 57 anni.

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rosario_ferrara 16.8.20 - 0:07

PER STE MARTINELLI... mo' mi devi spiegare come fai a trovare nuove amicizie se fai bloccare il tuo profilo facebook ai contatti in entrata...

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rosario_ferrara 16.8.20 - 0:01

PER MARCO [NOME DI FANTASIA, MA NON TI FANNO CERTO UN FAVORE A TENERE NASCOSTO QUELLO VERO] E STE MARTINELLI.... non avete scoperto la vostra gayezza nel momento sbagliato... la avete proprio scoperta nel posto sbagliato! se la cultura delle vostre zone fosse stata imperniata sull' amore e non sul profitto, sulla passione e non sul progresso, sul piacere e non sul rendimento, sulla famiglia di provenienza e non su quella da costruire, la vostra vita sarebbe stata esattamente all' inverso: omosessualita accettata su'bito, e amicizie facili da trovare... un posto cosi esiste: palermo! la nostra arcigay, fondata nel 1980, risulta a tutti gli effetti la piu antica d' italia, e tutte le altre devono a noi il loro avvio... se calcoliamo che nasce dalla fusione di precedenti entita e che quindi viene inizialmente gestita da persone "mature", i primi focolai glbt palermitani sono degli anni '50, e ci portano ad essere la capitale europea del mondo glbt! ma voi del nord siete piu "progrediti", dunque piu infelici e piu spersonalizzati... valutate questo quando riflettete su come approcciare gli altri! non si puo essere gay essendo sad!

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Ste Martinelli 7.11.19 - 13:00

Quando ho letto questo articolo sono rimasto scioccato, mi è sembrato scritto da me, non sto scherzando, parola per parola. Sono del 1980, il prossimo anno compio 40 anni, anche se ho capito intorno ai 21 che ero gay, ripensando con la maturità di adesso ai segnali che ho sempre avuto (il senno di poi XD) avrei potuto capirlo a 13 anni! A 21 mi sono letteralmente innamorato di un amico etero col quale si "giochicchiava" (tenerezze, abbracci, viaggi assieme, contatti fisici di vario tipo, è durata almeno due anni) ma solo all'età di 32 (il mitico anno 2012 della fine del mondo Maya eh) accettai pienamente di essere gay, da persona a metà con la percezione di avere una malattia o un handicap come dici tu, mi sono sentito per la prima volta completo, perché quella metà di me che volevo cancellare finalmente esisteva! Avevo compreso di non essere mai stato un essere a metà, ma solo di aver voluto per troppo tempo non vedere metà di me: comprendere il significato dell'orgoglio di essere ciò che siamo è il passo più importante e bello che puoi fare nella vita! Ma mi è mancato il coraggio di andare in un'Arcigay o chiedere aiuto a qualcuno! A 35 anni, per l'esattezza il 28 novembre 2015 decisi di dare una svolta alla mia vita, ovvero iniziarla per davvero! Ero a una conferenza con un amico per cui stavo provando dei sentimenti, etero tanto per cambiare, quando mi disse che si sarebbe fidanzato a breve, ho detto "adesso basta devo iniziare a vivere anche io". A 35 anni, non dichiarato con nessuno, mai baciato un ragazzo, mai stato in un'Arcigay, mai conosciuto persone gay ho iniziato un lungo percorso che mi ha portato a conoscere me stesso, tanti altri amici come me, fare esperienze. Ho avuto la fortuna di avere al mio fianco veri amici e veri genitori, perché dopo aver fatto coming-out il rapporto con tutti loro si è rafforzato e ho finalmente smesso di tenermi sempre tutto dentro! Un percorso di 4 anni, il più difficile della mia vita dove sono praticamente diventato un altro. Ho avuto solo esperienze "occasionali" con ragazzi incontrati sulle chat, non posso dire che non mi siano piaciute ma mi hanno fatto capire che nemmeno io sono fatto per l'incontro occasionale anche detto "proprio ora" o "right now" per usare termini di una nota app di incontri. Incontrare qualcuno, provare dell'attrazione, ecc. senza necessariamente esserne innamorati alla follia è sicuramente più sereno, naturale, confortevole che interagire con uno sconosciuto di una chat o incontrato in una disco; per come vanno le cose al giorno d'oggi mi rendo conto che questo sia limitante però non possiamo cambiare come siamo fatti. Mi sono innamorato due volte e palesemente friend-zonato e ho avuto una relazione durata solo qualche mese. Desidero tantissimo trovare un compagno, è l'unica esperienza che mi manca e che veramente voglio, sapere cosa si prova ad essere amati e poter finalmente esprimere anziché reprimere il forte desiderio fisico di abbracciare a fare l'amore con un ragazzo per cui provi un sentimento. Non so se leggerai questo commento, comunque il tuo racconto mi ha così colpito che mi piacerebbe incontrarti anche di persona se possibile e se lo vuoi, io proprio per il percorso fatto in questi anni, ho trovato in Milano i miei più cari amici, anche se sono di Bolzano, mi trovo con loro più o meno una volta al mese.

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rossss 3.11.19 - 18:06

Il consiglio migliore è sicuramente quello di bacibaci. Esci e lascia a casa gli stereotipi. Non è "il mondo di oggi" che è sbagliato, neppure le chat sono cattive... dipende tutto da come ti poni, da cosa scegli di mostrare di te e da cosa e come lo cerchi. Se in due anni e mezzo di ricerca non sei riuscito a trovare nessuno, ti consiglierei l'idea di rivolgerti a uno psicoterapeuta per accompagnarti in questa tua nuova avventura post coming out e chiarire eventuali punti difficili da affrontare.

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bacibaci 1.11.19 - 15:18

Lascia perdere le chat e incontra le persone dal vivo. Non ti piacciono le discoteche? allora vedi di trovare altri luoghi di incontro, tipo locali gay-friendly in cui mangiare e bere qualcosa o circoli sportivi aperti a gay, le associazioni gay della tua zona in cui ci sono degli attivisti, che possono essere interessati a te, conoscendoti, oppure che possono presentarti ai loro amici. Non devi cercare l'amore, devi costruire una rete di conoscenze con persone gay, per bene, e di conoscenza in conoscenza, troverai qualcuno.

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