Se ne va oggi Rita De Santis, ex-presidente dal 2007 al 2013 dell’Associazione Agedo Nazionale, ODV che sin dal 1992 crea uno spazio di scambi, dialogo, e sensibilizzazione per genitori, parenti, e amici di persone LGBTQIA+ (per saperne di più, qui potete leggere la loro lettera ai genitori in occasione del Pride e la nostra intervista all’attuale presidente Cinzia Valentini).

Si è spenta questa notte dopo una breve malattia, lasciando in tuttə quellə che la conoscevano un’energia irrefrenabile.

Rita De Santis
Rita De Santis

Classe 1938 e cresciuta a pane e rivoluzioni femministe, quando nel 1982 uno dei suoi cinque figli le scrive una lettera facendo coming out, De Santis inizia la lotta di una vita. Nelle sue parole: “Non potevo permettermi del disorientamento, l’amore di mamma non mi dava scampo”.

L’ha raccontato anche nel suo libro ‘Il Nuoro‘, resoconto di una madre che risponde all’omosessualità del figlio, riflettendo su quella “cosa” che viene accolta da tutti ma quando succede a te ti invita a mettere in discussione dubbi, pregiudizi, e insicurezze di ogni tipo (in un’epoca dove lo stigma verso la comunità omosessuale era alle stelle). Per parlare del compagno del figlio, inventa un nuovo neologismo (il nuoro, appunto) dando spazio e forma ad una figura familiare impensabile nel 1996.

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Nel 2004, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, incontra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e quello della Camera, Gianfranco Fini, accompagnata dalla ministra Mara Carfagna. Nel 2010 ha scritto una lettera aperta a Silvio Berlusconi per rispondere a quelle battutine omofobe che dicevano “meglio essere appassionati di belle ragazze che gay”.

Ha lottato insieme a Ivan Zamaudio, in memoria del figlio Daniel ucciso per omofobia in Cile, a supporto di tutte quelle persone perseguitate dal proprio paese per il proprio orientamento sessuale o identità di genere, dal Sudamerica all’Albania.

Rimasta attiva e agguerrita fino all’ultimo, Agedo la ricorda come un vulcano d’interessi, dalla scultura alla poesia. Un’attivista sanguigna e tenace che parlava con chiunque e ribadiva le sue sue idee senza timore, ma anche aperta al dialogo e il confronto con un’empatia contagiosa. Ha vissuto la sua vita appieno senza dipendere da nessuno, combattendo la battaglia transfemminista e intersezionale quando se ne parlava ancora meno di oggi.

Agedo dichiara di voler tenere vivo il suo ricordo, continuando a batterci per tutto quello che ha costruito.
Come ci ha insegnato lei, con dolcezza e coraggio.

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