Cattodem: surrogata reato universale, carcere per chi la pratica

Emendamento a sorpresa da alcuni cattolici del PD con Dalla Zuanna in testa

La componente cattolica del Partito Democratico ha depositato in serata, un po’ a sorpresa, un emendamento che farà molto discutere nei prossimi giorni: “chiunque, al fine di accedere allo stato di madre o di padre, fruisce della pratica di surrogazione della maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa da 600 mila a un milione di euro“. L’emendamento prevede l’obbligo di dichiarare e documentare l’esclusione della pratica. Se manca la documentazione, “l’ufficiale di stato civile trasmette gli atti alla procura”.”Viene dichiarato lo stato di adottabilità del minore” se accertata la maternità surrogata e in assenza di alcun legame biologico. E’ evidente quindi la volontà di alzare la posta o con l’intento di trovare una mediazione più accettabile sulla stepchild o, come dicono altri, con l’obiettivo di far saltare una legge che – pare sempre più evidente – la si può approvare solo con i voti dei 5 Stelle e senza la componente cattolica della maggioranza (come però è già avvenuto sul divorzio breve, senza tutti questi drammi). Primo firmatario il senatore Gianpiero Dalla Zuanna, cattolico, professore a Padova che, eletto nelle liste di Scelta Civica, dal giugno 2014 ha aderito al gruppo del Senato del Partito Democratico. Come fanno notare in molti, questo emendamento è in qualche modo una bomba ad orologeria: avendo i voti per passare (Cattodem e la quasi totalità del centro-destra), rischia di compromettere seriamente l’approvazione del ddl Cirinnà.

Ecco il testo:

1. Chiunque, al fine di accedere allo stato di madre o di padre, fruisce della pratica di surrogazione della maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa da 600 mila a un milione di euro. Chiunque organizza, favorisce o pubblicizza la pratica di surrogazione della maternità è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con una multa da 600 mila a un milione di euro.

2. Le presenti disposizioni, essendo la presente legge disposizione speciale ai sensi dell’articolo 7 comma 5 del Codice penale, si applicano anche quando il fatto è commesso all’estero da cittadino italiano.

3. In sede di trascrizione degli atti di nascita ricevuti dall’estero dalle autorità consolari, i cittadini italiani richiedenti sono tenuti a rendere una dichiarazione all’ufficiale di stato civile attestante che la nascita è avvenuta senza il loro ricorso a pratiche di surrogazione della maternità vietate ai sensi della legge n. 40 del 2004, nonché a produrre documentazione attestante la dichiarazione, anche fornendo l’identità della partoriente. In mancanza di tale dichiarazione e documentazione, ovvero quando questa è stata resa e l’ufficiale di stato civile e le autorità consolari ravvisino la necessità di accertarne la veridicità, l’ufficiale di stato civile sospende la trascrizione e trasmette gli atti al procuratore della Repubblica.

4. Nel caso in cui venga accertato il ricorso a pratiche di surrogazione della maternità, la trascrizione è negata se non risulta provata la sussistenza del rapporto di filiazione biologica tra il nato e almeno uno dei genitori risultanti dall’atto di nascita ricevuto dall’estero. In quest’ultimo caso, il giudice trasmette gli atti al tribunale per i minorenni, che dichiara lo stato di adottabilità del minore ai sensi della legge n. 184 del 1983. Nei casi in cui sia invece provata la sussistenza del rapporto di filiazione biologica tra il nato e almeno uno dei genitori risultanti dall’atto di nascita ricevuto all’estero, il giudice, nell’esclusivo interesse del minore, può autorizzare la trascrizione dell’atto di nascita con l’indicazione del solo rapporto di filiazione biologica, ovvero applicare la legge n. 184 del 1983 qualora ricorrano le condizioni di cui all’articolo 8 comma 1.

5. All’articolo 12, comma 6, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, le parole: “o la surrogazione di maternità” sono abrogate.

Immediata la reazione di Arcigay Nazionale: “Una proposta indecente, irricevibile”, così la definisce Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, che respinge senza mezzi termini la proposta di emendamento. “Una legge che nasce con l’idea di riconoscere diritti non può tramutarsi in una legge penale che parla di carcere. In nessuna parte del mondo le leggi che riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso sono state associate a clausole penali di alcun tipo. Solo il fatto che qualcuno immagini nel nostro Paese questa eventualità dovrebbe farci vergognare. Se il senatore vuole intervenire sulle pratiche di procreazione assistita deve avere la trasparenza e l’onestà di depositare subito una proposta di modifica delle legge 40, perché è quella che norma queste pratiche.”

Decisa anche la reazione di Micaela Campana, responsabile Diritti del PD: “Apprendiamo che alcuni parlamentari vorrebbero rendere la gestazione per altri un reato pari al crimine contro l’umanità. Si tratta di una ricostruzione faziosa, abnorme e fuori luogo che andrebbe a colpire centinaia di coppie, omo ed eterosessuali, che si rivolgono all’estero per avere un figlio. Vorrei ricordare che nel nostro ordinamento la deroga al principio della territorialità della legge penale ha luogo soltanto per crimini molto gravi, che violino principi fondamentali del diritto internazionale come crimini contro l’umanità, gravi violazioni dei diritti umani o la tortura”. “Che un bambino costituisca una minaccia così grave per il nostro ordinamento – continua Campana – mi pare quantomeno ridicolo senza contare che esso una volta in Italia non sarebbe riconosciuto giuridicamente, diventando così un minore di serie b pronto per essere affidato ad una casa famiglia.

Ecco altre reazioni dalla rete:

L’emendamento alla legge sulle unioni civili presentato dal senatore Dalla Zuanna è una vera schifezza. Il divieto della…

Posted by Aurelio Mancuso Cupello on Mercoledì 20 gennaio 2016

Potrei anche stare qui a tediarvi con le svariate ragioni di incostituzionalità dell’ultima boutade di chi,…

Scusa @Gianpiero Della Zuanna, non ho capito: presenti un emendamento che punisce la maternità surrogata con la galera e…

Posted by Cristiana Alicata on Mercoledì 20 gennaio 2016

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