IL PIU’ AMATO DALLE STAR

Madonna, Kylie Minogue, Robbie Williams, Ricky Martin, Geri Halliwell: tutti lo vogliono. Il coreografo Luca Tommassini racconta la sua vita al fianco dei divi. In esclusiva su Gay.it

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I più grandi artisti a livello mondiale non possono fare a meno di lui. Oltre che artista della danza è anche l’attore; esilarante la sua interpretazione in "Piume di struzzo" con Robin Williams.

Non è facile trovare Luca: viaggia tra Roma, Milano, Los Angeles e Gran Bretagna. È proprio da Londra che rilascia questa intervista per Gay.it

Quando hai iniziato a ballare?

Ho iniziato a nove anni a Roma. Classico, tip-tap, moderno, jazz… ho iniziato a lavorare più o meno a 11 anni. Ho fatto pubblpubblicità href=”https://www.gay.it/tag/televisione”>televisione. Poi sono entrato nel balletto di Roma a 13 anni. Mi sono diplomato come ballerino classico a 16 e sono partito subito per l’America. Sono andato a studiare a New York e a Los Angeles.

Pensando alla storia di Billy Elliot, ci sono ancora i pregiudizi per un ragazzo che vuole fare il ballerino?

Assolutamente sì. Mio padre, corridore di automobili, era terrorizzato: "Mi diventa una checca"! Un machismo esagerato. Mia madre lottava contro il suo punto di vista e devo ringraziare lei se sono qui.

Poi, però, quando mi ha visto in televisione è diventato un mio grande fan. Voglio dire, (ride) se uno è checca è checca no? Indipendentemente dal fatto che balli o no!

Il tuo primo lavoro importante?

Ci sono stati diversi passi importanti. Sicuramente i primi in Italia, ballare al fianco della Parisi come primo ballerino, poi della Cuccarini. Tutto prima dei 18 anni. Dopo tutto questo ho fatto i bagagli e sono andato via: il futuro è finito qui! Poi sono andato in America e le occasioni sono arrivate una dopo l’altra: a 17 anni il video con Janet Jackson, diamonds, a 23 anni la mia prima audizione con Madonna che mi ha scelto come primo ballerino per il Girlie Show. Dopo Evita al suo fianco, produzioni televisive e altre cose. Poi il video di Human Nature. Con lei collaboro da più o meno otto anni.

Com’è il rapporto con Madonna? Suppongo che ormai sia molto amichevole.

Sì, molto. Abbiamo passato anche diverse feste di Natale insieme. Per i compleanni se posso vado a Miami a festeggiare con lei.

Siamo molto legati anche se siamo entrambi molto impegnati quindi ci vediamo meno di quanto vorremmo. Ultimamente ci vediamo spesso a Londra e se capitano degli incontri fortuiti, come agli MTV Awards, poi restiamo insieme.

Facci un po’ sognare, descrivici un provino con questi artisti famosi. Qual è il criterio di scelta di Madonna? Fa delle audizioni?

Assolutamente sì. Devo dire che con noi del Girlie Show all’inizio è stata molto fredda perché aveva avuto una brutta esperienza con i ballerini dello show precedente, erano andati in causa, parecchi di loro l’hanno portata in tribunale.

Come mai?

Problemi di soldi, contratti… Madonna era un po’ scottata da questa storia e addirittura non voleva nemmeno prendere ballerini da Los Angeles.

Poi alla fine ha fatto le audizioni a Miami, a New York ma non aveva trovato quasi nessuno. Dopo ‘duemila’ audizioni alla fine ha capitolato ed è venuta a Los Angeles. Io mi sono presentato. Poi il suo atteggiamento è cambiato. Provavamo insieme 12, 15 ore al giorno, balli molto intimi, ‘l’orgia’, coreografie in certi casi anche molto spinte.

Questo tipo di cose crea un rapporto.

(ride) Sì…poi, in giro per il mondo con il tour, nello stesso aereo, nello stesso albergo. Alla fine facevamo il footing insieme la mattina, ci allenavamo in palestra, mangiavamo insieme, praticamente una famiglia. C’è anche un bel rapporto con suo fratello Christopher. Un bel sentimento che ci lega tutti.

Qual è la differenza tra l’America e l’Italia?

Ci sono grandi differenze. Io apprezzo tutti e due i mondi, e anche l’Inghilterra, moltissimo.

Mi manca l’Italia quando sto in America e viceversa, quindi non sto più bene da nessuna parte. Per quanto mi riguarda credo che in USA ci siano molte più possibilità. Si mangia meglio in Italia, ma l’America è la terra delle opportunità. Anche se non sono tutte belle: si può cadere facilmente nei problemi, droga e roba simile. Diciamo che lì c’è l’eccesso di tutto, nel bene e nel male. L’Italia è più tradizionalista, più sicura, più tranquilla.

Non solo un ottimo ballerino, sei anche coreografo e regista.

Sì, veramente sono anche art director: seguo moltissimi cantanti, da Robbie Williams a Ricky Martin, Kylie Minogue, Geri Halliwell, Samantha Mumba, in Italia sto seguendo Paola e Chiara, ho appena finito il programma di Fiorello, Popstar su Italia Uno.

Ho messo su un’industria, ho 80 persone che lavorano per me. Io personalmente però, seguo i loro tour, disegno le scenografie e i costumi.

Ma come riesci a fare tutte queste cose, come sei arrivato a questi livelli?

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Ma come riesci a fare tutte queste cose, come sei arrivato a questi livelli?

Ho preso dall’America tutto ciò che era buono, il sistema, mi sono organizzato. Ho anche messo su un’agenzia che si chiama Vibes di base in Italia che però lavora soprattutto in Inghilterra. In pratica esporto ballerini. I ballerini italiani mi dicevano sempre: "Sei l’unico che lavora all’estero, come hai fatto?" Io credo che alla fine ognuno ha quello che vuole, se si vuole una cosa veramente, la si fa. Io l’ho fatto e tutti gli altri possono farlo! La cosa che mi da più soddisfazione è che abbiamo circa venti ballerini che lavorano in Inghilterra. Sono i migliori in Italia e io poi li porto all’estero.

La cosa più bella è che ora sia Robbie Williams che Ricky, Geri e Kylie vogliono solo ballerini italiani. C’è stato anche uno scandalo in Inghilterra: parecchi ballerini si risentono di questa cosa.

Per i nostri lettori che amano la danza, dove si trova l’agenzia?

Ha base a Roma, ma c’è un ufficio a Los Angeles e un altro a Londra.

Qual è l’atteggiamento verso i gay nell’ambiente?

Sicuramente è il posto più giusto per essere gay. Penso che nel mondo in generale, l’ambiente dello spettacolo sia il più adatto, anche se poi, a certi livelli, non sia molto conveniente. Parecchi lo nascondono ancora. So di persone che sono gay ma non lo dicono perché venderebbero meno dischi o avrebbero meno pubblico.

E persone come George Michael o Elton John? Ne risentono davvero?

George ne ha risentito sicuramente. Non vende più tanti dischi. Però, loro sono cantanti famosi da anni, hanno venduto più di cento milioni di dischi, è anche relativo: noi ci siamo affezionati alle loro canzoni oltre che a loro.

Alla fine arrivano ai quarant’anni e oltre, quindi non c’è più la ragazzina che va a comprare il disco perché le piace il cantante.

Le tue coreografie sono una forma d’arte: dove trai l’ispirazione?

Guarda, io sono molto difficile: se vado ad una riunione alle dieci e mi dicono: "Allora, cosa facciamo?", io non riesco a parlare, non sono un tecnico, un banchiere, non ho cataloghi. Io devo prendermi la musica, viverci un attimo e poi l’ispirazione magari arriva in mezz’ora. Non mi va di fare quello che fanno gli altri e cerco di fare cose sempre molto diverse. Non è che in Italia faccio quello che vedo in America. Il complimento più grande che mi è stato fatto e che mi piace, che mi fa godere, me lo ha fatto Baglioni. Un giorno mi ha detto: "Tu non sei un coreografo italiano, non sei nemmeno americano, tu stai un po’ lì, in mezzo all’oceano." Questa è la cosa più bella che mi possa descrivere. Anche in America, quando vedono i miei lavori mi dicono:

"Non sono americani, ma non sono nemmeno italiani, stanno un po’ nel mezzo."

Luca, qual è la tua situazione sentimentale adesso? Single, felicemente accoppiato?

Sono felicemente single e tristemente solo. Lavoro talmente tanto che non ho proprio modo. Finirò come Madonna, a quarant’anni…

Sì, ma se lo fai in un antico castello scozzese, allora invitami!

Brava! Ho un grande progetto in mente. Vado dritto verso la meta, è da quando avevo nove anni che lo so!

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di Lily Ayo