TDOR, l’Italia è il paese con più crimini verso persone trans* in Europa insieme alla Turchia

Arcigay: "Servono nuove norme e nuovi protocolli, l'obiettivo è la depatologizzazione".

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tdor italia 2023 dati odio transfobico
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L’Italia è il paese in cui si commettono più crimini d’odio transfobico in Europa insieme alla Turchia. È quanto emerge dal Trans Murder Monitoring 2023 Global Update secondo cui Italia e Turchia sono i due Paesi dell’area europea in cui si registrano ogni anno più omicidi di persone trans.

Si celebra oggi il TDOR, Transgender Day Of Remembrance, giornata nella quale si ricordano proprio le vittime di odio transfobico. Numerosi gli eventi organizzati in Italia, qui l’agenda di Gay.it con date e città TDOR.

Leggi: Trans Lives Matter: il movimento trans* si fa sentire ancora più forte

Dal Trans Murder Monitoring Global Update 2023 emergono questi dati che riguardano tutto il mondo:

Sono stati segnalati 320 omicidi di persone trans e gender diverse.
Il 94% delle vittime erano donne trans o persone di genere femminile trans.
A livello globale, quasi la metà (48%) delle persone trans assassinate, di cui si conosce l’occupazione, erano lavoratori del sesso. Questo dato aumenta al 78% in Europa.
Le persone trans colpite dal razzismo rappresentano l’80% degli omicidi segnalati, con un aumento del 15% rispetto all’anno scorso.
Il 45% delle persone trans assassinate in Europa, di cui si conosce l’origine migratoria, erano migranti o rifugiati.
Il gruppo di età con il maggior numero di vittime di omicidio era compreso tra i 19 e i 25 anni. Di tutti i casi con dati sull’età disponibili, il 77% aveva un’età compresa tra i 19 e i 40 anni.
Quasi tre quarti (73%) di tutti gli omicidi registrati sono stati commessi in America Latina e nei Caraibi; quasi un terzo (31%) del totale è avvenuto in Brasile.
Sono stati segnalati omicidi in Armenia, Belgio e Slovacchia per la prima volta.
Quasi la metà degli omicidi segnalati (46%) sono stati commessi con armi da fuoco.
Poco più di un quarto (28%) degli omicidi registrati è avvenuto per strada, e un altro quarto (26%) nella residenza della vittima.

 

TDOR 2022

Così commenta questi drammatici dati una nota di Arcigay Nazionale che pone l’attenzione sul drammatico dato italiano.

TDOR 2023 ITALIA ANCORA IN TESTA IN EUROPA NELLA CLASSIFICA DEI CRIMINI TRANSFOBICI. CRISTALLI (ARCIGAY): “SERVONO NUOVE NORME E NUOVI PROTOCOLLI. L’OBIETTIVO È LA DEPATOLOGIZZAZIONE” – NOTA STAMPA ARCIGAY

Il 45% delle donne trans assassinate in Europa era migrante o rifugiata. “L’allarme continua ad essere alto – commenta Christian Cristalli, responsabile politiche trans nella segreteria nazionale di Arcigay. “Già da diversi anni la ricerca ci ha consegnato un dato clamoroso: oltre il 40% de* student* transgender dai 12 ai 18 anni abbandonano la scuola prima del tempo. Questi numeri sono i presupposti sui quali si fondano le terribili cronache degli ultimi anno: voglio ricordare il suicidio di Chiara, ragazza trans napoletana di appena 19 anni, e quello di Sasha catanese di soli 15 anni, perseguitate dai bulli a scuola. L’esclusione lavorativa ci riporta alla storia Cloe Bianco, insegnante transgender demansionata progressivamente e allontanata dagli studenti, e che alla fine si è tragicamente tola la vita. E voglio ricordare anche Bruna, donna trans venuta dal Brasile, brutalmente pestata dai vigili a Milano e stigmatizzata con accuse infamanti, poi rivelatesi tutte false. Tutti episodi che ci ricordano che il fenomeno transfobia non è circoscritto alle sex worker, come vorrebbero molte semplificazioni, e che soprattutto la violenza viene agita da chiunque: studenti, colleghi, famiglie, forze dell’ordine”.

“La violenza poi – prosegue Cristalli – è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che ha una frequenza e una pervasività quotidiane nella vita delle persone trans*. Voglio citarne due molto semplici, ma dall’impatto enorme:

  • dal 2015, cioè da quando le Alte Corti hanno rimosso l’obbligo dell’intervento chirurgico dall’iter per la riassegnazione di genere, la medicina di genere continua a non contemplare i nostri corpi non convenzionali, ed ecco che per esempio gli uomini trans che non si sono sottoposti all’intervento risultano regolarmente esclusi dai programmi di medicina preventiva oncologica destinati alle persone con utero (pap test). Test di screening che arrivano, invece, a ragazze transgender con documento al femminile che avrebbero bisogno di altra prevenzione. Un bug burocratico che nessuno affronta e che nega un diritto fondamentale a molti cittadini ad oggi ancora invisibili in Italia, pazienti imprevisti.
  • Altro esempio: nonostante la obsoleta legge in vigore in Italia, la 164 del 1982, non citi nell’iter per la riassegnazione di genere in alcun modo la diagnosi ma citi solo la necessità di una “consulenza in materia psicosessuale”, la prassi consolidata dai tribunali è la pretesa di una diagnosi psichiatrica alle persone trans, contrariamente a quanto avviene in Europa, dove si seguono le linee guida WPATH come suggerito dall’Oms ormai dal 2018. Quella diagnosi è un documento spesso costoso e inderogabile che resterà come uno stigma nel futuro di quella persona, precludendole persino l’accesso ad alcune professioni. Ecco perché continuiamo a rivendicare innanzitutto la depatologizzazione dei nostri percorsi e delle nostre identità trans*, uno scatto culturale che molti Paesi hanno già fatto e che è il primo passo per abbattere lo stigma che opprime la comunità Trans. E vogliamo anche, dopo 41 anni, una nuova legge per il diritto all’autodeterminazione di genere e all’integrità dei corpi delle persone intersex”.

tdor-2023-milano

 

“Nell’ultimo anno questa violenza si è intensificata, le segnalazioni vengono da tutte le realtà locali nel nostro Paese” comunica ACET sul sito ufficiale dell’associazione “Segnalazioni che non sono mai state ascoltate né prese in considerazione da questo Governo, che davanti ad un’emergenza di questa portata ha spesso deciso, al contrario, di buttare benzina sul fuoco strumentalizzando la tematica trans in favore di una propaganda ai danni delle stesse persone trans”. Una violenza sistemica che – senza sorprenderci – coinvolge anche le forze dell’ordine: solo lo scorso 24 Maggio a Milano quattro poliziotti (oggi indagati) hanno preso a manganellate Bruna, donna trans che con tanto di filmato che documenta l’accaduto, accusa lesioni e minacce gravi.

TDOR pisa

 

 

 

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