Omocausto: lo sterminio dimenticato arriva in senato

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L'ottavo Giorno della Memoria,domenica 27 gennaio, sarà l'occasione per ricordare anche le vittime dimenticate della barbarie nazista, come gli omosessuali. E in senato arriva una proposta di legge.

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Domenica prossima, 27 gennaio, si celebra l’ottavo Giorno della Memoria in cui vengono ricordate le vittime dei campi di sterminio nazi-fascisti. Per ricordare e condannare le persecuzioni subite dai prigionieri degli aguzzini di Hitler ci saranno convegni, manifestazioni e iniziative di ogni tipo (la Rai ha perfino previsto una speciale programmazione interamente dedicata al tema della ‘Shoah’).
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel ricordare l’olocausto nel suo discorso al Quirinale che inaugura la serie di commemorazioni ha dichiarato: "Bisogna ricordare la barbarie per impedire che si ripeta. Le leggi razziali di fatto prepararono l’Olocausto". Le leggi a cui fa riferimento Napolitano sono quelle emanate dal regime fascista nel 1938.
Quello che forse non tutti sanno è che le prime vittime della barbarie nazista furono proprio gli omosessuali.

Eppure, quello di gay e lesbiche è, insieme alla storia di rom, sinti, oppositori politici e testimoni di Geova, ciò che si definisce uno sterminio dimenticato.
Tra il 1933 ed il 1945 le persone processate per la violazione del ‘Paragrafo 175’ (la norma tedesca anti-omosessuali cui facevano riferimento i nazisti per l’internamento dei gay) furono circa 60.000, di questi circa 10.000 vennero internati nei campi di concentramento. Gli altri furono condannati a pene detentive. Il tasso di mortalità degli omosessuali nei campi fu del 60%, contro il 41% dei prigionieri politici ed il 35% dei Testimoni di Geova. Un altro dato significativo è dato dal fatto che due terzi degli omosessuali internati morirono durante il primo anno di permanenza nei campi. All’inizio essi furono costretti ad indossare un bracciale giallo con una ‘A’ al centro ("Arschficker", sodomita). Successivamente venne adottato un triangolo rosa cucito all’altezza del petto che è ormai il simbolo internazionalmente riconosciuto contro l’omofobia. Le lesbiche non identificavano una vera e propria categoria all’interno dei campi di concentramento e, stando ai documenti al momento conosciuti, solo poche venivano internate ufficialmente come lesbiche. Questo però non comportava una minore ostilità dei nazisti nei loro confronti. Come racconta Rüdiger Lautmann "la loro sofferenza non era minore rispetto a quella degli omosessuali maschi, assumeva solo una forma diversa".

In Italia, la versione del Codice Rocco (il codice penale in uso durante il fascismo)  all’articolo 528 puniva con la reclusione i colpevoli di relazioni omosessuali. La norma venne poi eliminata perchè mantenerla significava riconoscere implicitamente

l’esistenza degli omosessuali in Italia. "La previsione di questo reato non è affatto necessaria perché per fortuna e orgoglio dell’Italia il vizio abominevole che ne darebbe vita non è così diffuso tra noi da giustificare l’intervento del legislatore" si legge nella relazione della Commissione Appiani che modificò il testo.
Il compito di reprimere nei fatti l’omosessualità fu dunque lasciato alla solerzia e all’iniziativa delle forze dell’ordine. Furono oltre 20mila le pratiche di ammonizione nei confronti degli omosessuali. Molti gay furono anche confinati in isole del Mediterraneo, in particolare le Tremiti.

Durante un convegno previsto per domani, la senatrice di Rifondazione comunista Tiziana Valpiana presenterà un progetto di legge che riguarda, appunto, gli ‘stermini dimenticati’ per modificare il decreto di legge del 200o che riguarda il Giorno della Memoria. "Vorremmo che nel Giorno della memoria venissero ricordate anche altre vittime di deportazioni e sterminio, per questo presenteremo un disegno di legge per modificare quello del 2000", ha affermato la senatrice.

"Le vittime di discriminazioni etniche, sessuali, sociali e religiose, come rom e sinti, omosessuali e disabili e testimoni di Geova – si legge nella relazione al ddl – hanno il diritto di essere ricordate e noi abbiamo il dovere di farlo. Per non dimenticare anche queste vittime del nazi-fascismo, riteniamo sia doveroso integrare la legge che istituisce il Giorno della Memoria nominando le altre forme di discriminazione che non sono state esplicitamente inserite nel testo del 2000. Farne apposita menzione vuol dire riconoscerli, farli vivere nella memoria e contribuire al superamento delle forme di razzismo che ancora oggi vedono questi gruppi sociali vittime di discriminazioni di matrice razzista".

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La deportazione di gay e lesbiche
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