Il Regno Unito vuole rimpatriare un malese omosessuale perché non sembra gay

Yaw Fook Sam non ha un partner. Quindi, per l’Home Office non può essere gay.

Sembra la copia di due storie analoghe, che qualche mese fa hanno fatto il giro del mondo. Il primo caso riguardava l’Austria, dove l’ufficio preposto voleva rimpatriare un ragazzo afghano perché non corrispondeva agli stereotipi che vedono i gay come effeminati, estroversi e con vestiti stravaganti. Il secondo invece è più recente e viene dalla Svezia. Anche qui, un ragazzo rischiava di essere rispedito in Iran, anche se in questo caso non aveva detto subito di essere omosessuale temendo che la sorella (presente anch’essa in Svezia) lo scoprisse tramite l’avvocato.

L’ultima storia arriva dal Regno Unito, e il protagonista è un malese di 67 anni, Yew Fook Sam. 

Non ha un partner: per l’Home Office del Regn Unito non è gay

In Malesia, l’omosessualità è considerata un reato. Se Yaw torna nel suo Paese, potrebbe essere arrestato per il suo orientamento sessuale. Quando, nel 2005, è arrivato in Inghilterra, all’Home Office (l’Ufficio Immigrazione) non aveva specificato il suo orientamento sessuale. Oggi, dopo anni che vive a Liverpool e lavora, il governo inglese lo vuole rimpatriare. A nulla è servito dichiarare la sua omosessualità, perché il personale che sta esaminando il suo caso non gli crede. La motivazione fornita è molto semplice: non ha un partner, quindi non può essere gay. 

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Secondo l’Ufficio, difatti, sta mentendo per poter rimanere in Inghilterra. Ma a smentire la teoria dell’Home Office è il fatto che Yaw, appena arrivato in Regno Unito, è stato aiutato da Open Table, una comunità cristiana ecumenica LGBT che opera in Inghilterra e in Galles. E’ proprio questa associazione ora a lanciare una petizione, affinché il governo britannico blocchi il rimpatrio.

Le persone LGBT di Liverpool mi hanno accolto, sono state molto buone nei miei confronti e mi stanno aiutando in questa battaglia.

ha spiegato Yaw, sostenuto dai volontari che operano per Open Table.

A testimoniare a suo favore anche il coordinatore di Open Table, Kieran Bohan:

Sam ha 67 anni ed è in fragili condizioni fisiche, ha bisogno di sostegno. Ci sono moltissime persone che a questa età restano single, a prescindere dal proprio orientamento sessuale. Ma non per questo cessano di essere gay, bisessuali o eterosessuali solo perché non hanno un partner.

La vita di Sam, in Malesia, non era di certo facile. Ha vissuto 30 anni nascondendosi, sposandosi e avendo anche dei figli. Quando la moglie lo ha scoperto, è scappata di casa con i bambini e da quel momento non ha più visto la sua famiglia. A Liverpool, invece ha partecipato a diversi pride e a testimoniarlo ci sono foto e video. Dopo che il giudice aveva rifiutato la sua domanda di asilo perché omosessuale, ha affermato:

Ero deluso e depresso quando il giudice mi ha detto che non ero gay. Come faccio a provarlo? Ho 67 anni e non sento il bisogno di fare sesso. Faccio attivismo, lavoro al Pride Festival di Liverpool e voglio essere libero di morire come una persona apertamente gay, non tornare in Malesia ed essere costretto a mantenere questo segreto.

Solo a Liverpool, a 67 anni, Yaw Fook Sam ha capito cosa significa essere liberi, e in virtù di questa libertà ha potuto vivere essendo se stesso senza limitazioni.