Stefania Prestigiacomo di Forza Italia: “Matrimoni gay? Non c’è necessità”

Ma sulla stepchild adoption ammette: “Il Parlamento non potrà che prendere atto della realtà che ci circonda”.

Dopo l’approvazione della legge sul matrimonio egualitario in Germania, l’Italia è rimasta l’unico grande Paese europeo a non riconoscere quest’istituto alle coppie omosessuali. Per Stefania Prestigiacomo, deputata ed esponente di Forza Italia, però va bene così: “Abbiamo appena fatto le unioni civili, ogni Paese misura le leggi sulla propria storia”.

La Prestigiacomo, ministro delle Pari Opportunità dal 2001 al 2006, è stata intervistata nelle scorse ore dall’HuffPost, a cui ha rivelato che in questo momento non c’è necessità in Italia di approvare i matrimoni gay: “La legge sulle unioni civili, da me sempre supportata, è in linea con quella di tanti altri Paesi all’avanguardia in Europa. Non sono favorevole all’equiparazione con il matrimonio”. Anche perché, a suo dire, bisognerebbe modificare la Costituzione: “La Costituzione fa riferimento alla famiglia basata sul matrimonio, ecco perché. Insomma, tra tutto e niente ciò che abbiamo fatto è stata una grandissima riforma. Un’apertura in termini di diritti inimmaginabile fino a qualche anno fa”.

E per quanto riguarda la stepchild adoption, le adozioni congiunte e la maternità surrogata? Dapprima resta sul vago: “Forza Italia non può che lasciare libertà di coscienza su questi temi, anche se la posizione prevalente del gruppo parlamentare è sempre stata diversa. La materia delle adozioni mi lascia perplessa, mi spiego: un conto è regolamentare pratiche già realizzate all’estero, un altro aprire a pratiche come l’utero in affitto”. La questione, però, rimane aperta e la Prestigiacomo ne è consapevole: “In Italia ci sono diecimila coppie sposate che attendono e vorrebbero adottare, ma ci sono solo mille bambini all’anno. A fronte di coppie regolarmente sposate il problema non si pone. Comunque è evidente che alcune coppie ora unite in unione civile in Italia vogliano perseguire questa strada, quindi questo problema si dovrà affrontare. Il Parlamento non potrà che prendere atto della realtà che ci circonda”.

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