Torino, negato l’atto di nascita a due figli di una coppia gay – la spiegazione del Comune

Polemiche a Torino per la mancata trascrizione dell’atto di nascita di due gemelli nati in Canada da mamma surrogata.

Polemiche a Torino per la mancata trascrizione da parte di un ufficio del Comune dell’atto di nascita di due gemelli surrogati nati in Canada da una coppia di uomini.

Nulla di nuovo, purtroppo, vista l’assenza della stepchild adoption dalle unioni civili, con l’atto che era stato trascritto per il padre biologico ma non esteso all’altro genitore. Il Coordinamento Torino Pride ha immediatamente chiesto alla sindaca Chiara Appendino, all’assessora Paola Pisano e all’assessore Marco Alessandro Giusta dettagliate spiegazioni in merito garantendo il proprio supporto, laddove utile o necessario, per risolvere questa situazione inaccettabile, e da parte di Palazzo Civico è arrivata immediata la replica, sottolineando come «le indicazioni date agli uffici erano di eseguire la trascrizione senza indugio. È una questione tecnica che affronteremo e risolveremo».

Tra i motivi del diniego, come riportato da La Stampa, c’è la legge 40 sulla procreazione assistita, che vieta la gestazione per altri, ovviamente legale in Canada.

«Si tratta di una questione puramente tecnica a cui si sta cercando di porre rimedio sia per questo caso, sul quale stiamo lavorando per rimettervi mano, sia per il futuro», hanno proseguito dal Comune. «Non appena si è avuto sentore di casi simili, la Città ha presentato una interrogazione al ministero dell’Interno e all’Anusca, l’associazione degli stati civili e anagrafi». «Inoltre si sta valutando la possibilità di intraprendere una costituzione di parte civile a fianco delle coppie che richiedono il riconoscimento dei figli per far sì che le decisioni dei tribunali valgano anche per gli uffici comunali. Stiamo valutando tutte le strade possibili per risolvere questa problematica tecnica».

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Il riconoscimento dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali nati in Italia e le trascrizioni sui registri di stato civile di quelli nati all’estero devono diventare prassi consolidata in tutte le amministrazioni comunali. Questo – ha detto al Fatto Quotidiano l’assessore alle Pari Opportunità della Città di Torino, Marco Giusta al momento non è possibile perché viviamo in un vuoto normativo che gli uffici di stato civile hanno difficoltà a riempire, per questo assistiamo a differenti posizioni nei vari comuni a livello italiano”.

La necessità di prendere rapidi provvedimenti dal punto di vista legislativo, per il bene soprattutto di quei figli che esistono e che meritano pari diritti, è a dir poco lampante, con il prossimo Governo, di qualsiasi ‘colore’ sia, chiamato ad un pronto e deciso intervento.