Zackie Oh: sit-in davanti l’ambasciata greca a Roma

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Fissato per oggi il sit-in davanti l'ambasciata greca a Roma.

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Era il 21 settembre, Zak Kostopoulos veniva aggredito da un gruppo di persone, in pieno giorno e nell’indifferenza totale.

Le botte gli erano state fatali. E ha perso cosi’ la vita Zackie Oh (Zak Kostopoulos all’anagrafe), ad Atene,  alla luce del sole. Senza che nessuno facesse niente per aiutarlo. Per questo motivo, oggi alle 11:00 inizierà un sit-in di protesta in Viale del Giardino Zoologico, vicino l’ambasciata greca, a Roma. Perché, a 2 mesi di distanza, la verità sul caso di Zackie Oh non e’ ancora stata svelata.

E’ stata opera di un gruppo di balordi, che lo ha ucciso per rapinarlo? O è stato  il gioielliere  che si e’ avventato su di lui come mostrano le telecamere? O è stato davvero un crimine d’odio per il suo orientamento sessuale? Zak era conosciuto in tutto il paese per le sue lotte da attivista, per la battaglia a favore dei diritti civili. Zackie Oh era il suo nome da drag queen, con il quale era diventato celebre in tutta la comunità. Il 21 settembre, Zak e’ stato ripetutamente colpito senza motivo, per ragioni ancora inspiegabili. Le indagini proseguono, ma si fa sempre più strada l’ipotesi che la Polizia non sia intervenuta subito, scambiandolo invece per un ladro e forse contribuendo alla sua morte con diverse manganellate. E oggi, le maggiori associazioni LGBT chiedono che venga fatta luce sul caso.

Cosa e’ successo veramente a Zackie Oh?

Il sit-in e’ stato organizzato da Articolo 21, Rete NoBavaglio e Gay News e vede il sostegno delle associazioni LGBT+ italiane, tra cui Prisma – Collettivo Lgbtqia Sapienza, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, oltre a Certi Diritti, Arcigay Napoli, COLT – Coordinamento Lazio Trans, Gaycs Lgbt, Dgp Digayproject, Agedo Roma e Arco.

Verità e giustizia per Zak Kostopoulos“. Questo lo slogan che i presenti ripeteranno per tutta la durata della manifestazione. “L’Italia è purtroppo il secondo Paese in Europa con il più alto tasso di #hatespeech di stampo omofobico nel dibattito politico-mediatico, una situazione che si aggrava ogni giorno di più anche sui temi dell’inclusione sociale e del razzismo“, viene spiegato in un comunicato, motivando cosi’ la decisione di protestare anche in Italia. A sostenere la causa, anche l’europarlamentare Daniele Viotti, nonché presidente dell’intergruppo parlamentare europeo per i diritti Lgbti. Il deputato aveva presentato un’interrogazione per chiedere giustizia per il ragazzo ateniese ucciso, denunciando la dilagante omofobia che si sta verificando nei paesi europei.

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