‘Brucerei un figlio gay’: Giovanni De Paoli oggi a processo. Sarà il primo caso contro l’omofobia in Italia

Dopo l'ennesimo rinvio del processo, ora Giovanni De Paoli dovrà rispondere davanti al giudice per la sua grave dichiarazione.

giovanni de paoli
2 min. di lettura

Dal 2016, il processo era stato rinviato già due volte. Ma oggi, il consigliere regionale Giovanni De Paolidovrà andare davanti a un giudice. E spiegare la sua dichiarazione omofobaSe avessi un figlio omosessuale, lo brucerei nel forno“. Il fatto, spiega in un comunicato la presidente del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazioneAleksandra Matikj, sarebbe “aggravato perché commesso per finalità di discriminazione“. 

Si tratta del primo caso contro l’omofobia in Italia. Ne siamo fiduciosi. Oltre alla nostra, risulta presa in carico anche la querela presentata dall’Associazione AGEDO (Associazione genitori di omosessuali). I due fascicoli sono uniti in un unico processo che inizierà (oggi), 30 gennaio 2020, alle ore 9:00 davanti all’Illustrissimo Giudice Dott. Massimo Todella. 

In Italia manca ancora una Legge ufficiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Ed in un Paese dei Diritti come l’Italia è il prossimo passo da compiere. Giunto è il momento che anche in questo Paese inizino a cimentarsi delle lotte ed a conseguire le vittorie contro chi per odio distrugge le vite innocenti altrui.

All’epoca, la dichiarazione shock del leghista Giovanni De Paoli, consigliere regionale in Liguria, aveva scatenato una forte polemica. In particolare, per la sede e il momento in cui è stata pronunciata. La documentazione della denuncia che il tribunale ha recapitato a De Paoli descrive dettagliatamente l’episodio.

L’episodio tra AGEDO e Giovanni De Paoli nelle carte del processo

Giovanni De Paoli è stato rinviato a giudizio secondo l’articolo 595 c.p. (in relazione all’art. 3 numero 1, della Legge 122/1993). Da quanto si legge nella documentazione ufficiale, al termine di una riunione della Commissione Consiliare, il consigliere ex-leghista (a maggio ha annunciato l’uscita dal partito non condividendo la linea di Salvini) avrebbe incontrato alcuni rappresentanti dell’associazione AGEDO e del Coordinamento Liguria Rainbow. Rivolgendosi in particolare alla coppia Manrico Polmonari e Gori Maria Estefania, e alla coppia Gimelli Fiorenzo e Matiki Aleksandra, avrebbe detto l’infelice frase, secondo la quale se avesse un figlio omosessuale lo butterebbe in una caldaia o lo brucerebbe.

Queste quattro persone, a seguito della discriminazione verso i loro figli, hanno quindi deciso di denunciare De Paoli.

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bacibaci 30.1.20 - 14:43

Questo è leghista? ecco le risorse salviniane che, secondo alcuni illusi, dovrebbero proteggerci dagli omofobi islamici.

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