Caso Stephen Port, serial killer di Grindr: la negligenza della polizia ha contribuito alle morti

Arrestato nel 2015, dopo aver ucciso quattro giovani ragazzi gay. Senza le omissioni della polizia, le sue vittime avrebbero potuto salvarsi.

Caso Stephen Port, serial killer di Grindr: la negligenza della polizia ha contribuito alle morti - 120819185 stephen port mugshot - Gay.it
3 min. di lettura

Stephen Port è conosciuto nel Regno Unito alla stregua di un serial killer. Tra il 2014 e il 2015, quando è poi stato finalmente arrestato, si è reso autore delle morti di quattro giovani ragazzi – tutti tra i 21 e i 25 anni. Conosciuti online, in particolare sull’app di dating gay Grindr, Port li attirava nella sua casa, dove somministrava loro una dose letale di GHB (la droga dello strupro), li violentava e li lasciava poi morire. I loro nomi: Anthony Walgate, Gabriel Kovari, Daniel Withworth e Jack Taylor.

Il processo, durato anni, ha portato alla luce diversi aspetti inquietanti sulla vicenda dopo aver condannato l’uomo al carcere a vita. L’ultima sentenza, che risale al 10 novembre, ha decretato come i fallimenti nelle indagini da parte della polizia abbiano “probabilmente” contribuito alle morti quando, vi fosse stata una ricerca più approfondita, alcune delle sue vittime potrebbero essere ancora vive. Port ha tentato infatti di depistare le immagini in molti modi e, nonostante tutti i cadaveri delle prime tre vittime siano stati ritrovati nello stesso posto, nel cimitero di Barking, è stato solo dopo la quarta vittima che le morti sono iniziate a sembrare sospette agli investigatori che hanno ricollegato i casi per le loro somiglianze.

Caso Stephen Port Gay.it
Anthony Walgate, Gabriel Kovari, Daniel Withworth e Jack Taylor: le vittime di Stephen Port

Alle domande del giudice se le mancanze delle indagini abbiamo “probabilmente” contribuito alle morti causate da Port, la risposta della giuria è stata “Sì”.

Non che sia una vittoria per le famiglie delle vittime che, a differenza di quello che spera la corte – cioè che abbiano trovato delle risposte ad alcune delle loro domande -, hanno dovuto ascoltare la giuria giustificare in qualche modo le mancanze. «Siamo d’accordo sul fatto che gli ufficiali di tutti i gradi all’interno del dipartimento siano stati sottoposti a un pesante carico di lavoro che ha portato a certi errori nelle indagini. [..] Abbiamo concordato che nessuno legato al caso ha avuto il tempo sufficiente per esaminare l’indagine in profondità, il che ha permesso un completo fallimento della supervisione dell’indagine», si è ascoltato nell’aula del tribunale.

Sono queste affermazioni che hanno spinto Peter Tatchell, attivista per i diritti umani, ad accusare la polizia di omofobia istituzionale, chiedendo che i poliziotti coinvolti nel caso siano sottoposti ad azioni disciplinari.

«Le prove fornite all’inchiesta di Stephen Port hanno rivelato che la polizia è stata incompetente, negligente, non professionale e omofobica. Ogni persona gay che ha espresso preoccupazione per le morti è stata ignorata, licenziata e trattata con disprezzo, persino il partner di una delle vittime. Questa è omofobia istituzionale. Gli agenti coinvolti devono affrontare azioni disciplinari»

Che il comportamento della polizia siano quantomeno discutibile è fuori discussione e ha fatto nascere una serie di proteste nella comunità LGBTQ+ britannica, che non si sente protetta da chi dovrebbe far rispettare la legge. Non ci sono prove per accertare che le morti siano state volontariamente sorvolate solo perché riguardavano persone gay, ma la spia del dubbio si è ormai accesa. Troppe incongruenze e omissioni che, in un dipartimento di polizia, non dovrebbero per nessun motivo accadere. La vicenda di Stephen Port, a distanza di quasi sette anni, non si è ancora chiusa e molti, ora, chiedono giustizia anche nei confronti di chi, a quelle morti, non ha creduto.

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Agatha All Along, Joe Locke conferma che il suo personaggio è gay: "È tutto molto veritiero e positivo" - Agatha All Along - Gay.it

Agatha All Along, Joe Locke conferma che il suo personaggio è gay: “È tutto molto veritiero e positivo”

Serie Tv - Redazione 17.7.24
Emmy 2024, tutte le nomination. Boom di candidature LGBTQIA+, storica Nava Mau - emmy 2024 cover - Gay.it

Emmy 2024, tutte le nomination. Boom di candidature LGBTQIA+, storica Nava Mau

Culture - Federico Boni 18.7.24
Discorso di Re Carlo terapie di conversione farmaci bloccanti

Gran Bretagna, Re Carlo “Divieto assoluto alle terapie di conversione incluse le persone trans”: il discorso scritto dai Laburisti vincitori alle elezioni

Corpi - Redazione Milano 17.7.24
Queer Lion, tutti i vincitori del Leone LGBTQIA+ aspettando Venezia 2024 - queer lion story - Gay.it

Queer Lion, tutti i vincitori del Leone LGBTQIA+ aspettando Venezia 2024

Cinema - Federico Boni 12.7.24
tormentoni queer dal 2000 al 2023

Tormentoni queer, dal 2000 al 2023 le canzoni che hanno reso indimenticabili le nostre estati

Musica - Emanuele Corbo 15.7.24
Paola Turci e Francesca Pascale sarebbero in crisi

Paola Turci e Francesca Pascale hanno sciolto la loro unione civile

News - Redazione 18.7.24

I nostri contenuti
sono diversi

gran-bretagna-giovani-trans

Scozia, 1 giovane trans su 3 non si sente al sicuro negli spazi pubblici

News - Francesca Di Feo 12.4.24
Viktor Orban - Giorgia Meloni - Ungheria, la legge anti-LGBTI+ ha un impatto devastante sulla nostra comunità

Ungheria, impatto devastante della legge anti-LGBTI+, il rapporto di Amnesty

News - Francesca Di Feo 28.2.24
Titti De Simone - Legge contro l'omobitransfobia in Puglia

Legge contro l’omobitransfobia in Puglia, una battaglia durata 8 anni – Intervista a Titti De Simone

News - Francesca Di Feo 12.7.24
Salerno, aggressione omofoba al grido "ricchi*ne, uomo di merd*, clandestino di merd*” - Omofobia 10 - Gay.it

Salerno, aggressione omofoba al grido “ricchi*ne, uomo di merd*, clandestino di merd*”

News - Redazione 3.5.24
Palermo aggressione omobitransfobica

Palermo, aggressione omobitransfobica, anche da parte di minorenni: “Se denunciate vi ammazziamo”

News - Francesca Di Feo 22.1.24
L’Indonesia vuole vietare i media LGBTQIA+ e il giornalismo investigativo - indonesia gay protest - Gay.it

L’Indonesia vuole vietare i media LGBTQIA+ e il giornalismo investigativo

News - Redazione 29.5.24
Fabio Tuiach assolto in appello dopo l'iniziale condanna a due anni. La sua non era diffamazione omofoba - Fabio Tuiach a processo - Gay.it

Fabio Tuiach assolto in appello dopo l’iniziale condanna a due anni. La sua non era diffamazione omofoba

News - Redazione 13.6.24
papa francesco e comunità lgbtq

Papa Francesco torna a insultare e conferma l’esclusione cattolica dei seminaristi gay

News - Francesca Di Feo 12.6.24