Chi è Helena Dalli, la nuova commissaria Ue all’Uguaglianza

A favore delle minoranze, alla Commissione Ue arriva un’altra nomina importante: la socialista maltese Helena Dalli.

Ursula Gertrud von der Leyen nei giorni scorsi ha annunciato i 27 nomi dei commissari Ue, che saranno chiamati a guidare la Commissione Europea, della quale la stessa Der Leyen è presidente. Agli Affari Economici è andato il nostro Paolo Gentiloni, mentre spicca un nome che porta grandi speranze per tutte le minoranze: la nuova commissaria all’Uguaglianza sarà la maltese Helena Dalli.

Classe 1962, sposata e con due figli. Ha praticamente dedicato la sua vita ai diritti. 

La carriera di Helena Dalli

Partiamo dalla sua carriera in Europa: è stata prima ministro per il Dialogo sociale e le libertà civili (dal 2013 al 2017). Poi, dal 2018 al 2019, ha ricoperto il ruolo di ministro per l’Unione europea e l’uguaglianza. Ora, un nuovo passo in avanti, all’interno della Commissione Europea, assieme alle altre 13 donne e 14 uomini, nelle rispettive nomine.

Ma anche a Malta è conosciuta per le sue battaglie. Ad esempio, quella a favore delle unioni civili, la cui legge è stata approvata nel 2014. Oppure quelle per prevenire tutte le forme di discriminazione. Grande attenzione anche per le persone transgender e intersessuali, oltre al suo impegno nei confronti dell’identità di genere, compreso il riconoscimento del proprio genere auto-determinato, senza quindi operazioni e accertamenti medici. Tutte battaglie vinte con successo. Sempre grazie a lei, Malta può vantare di essere il primo Paese europeo ad aver bandito le terapie riparative (dal 2016). Il suo impegno è stato molto significativo per l’intero Paese, che è diventato il migliore in termini di accoglienza. 

Altro passo in avanti nel 2017, con l’approvazione del matrimonio egualitario. Oltre ai diritti LGBT, Helena Dalli ha pensato anche alle donne, eliminando qualsiasi forma di discriminazione per le donne che desiderano rimanere incinta, introducendo un fondo per il congedo di maternità.maternitàquesto modo, il datore di lavoro non avrà motivo di scegliere un altro candidato e la donna, dopo il parto, avrà sicuro il suo posto di lavoro.

Insomma, una nomina azzeccata, quella fatta da Ursula Von Der Leyen. Sicuramente in linea con il passato di Helena Dalli, sempre pronta a battersi a favore delle minoranze. Del resto, nel 2017 è stata la prima donna maltese a vincere  l’European Diversity Award, proprio per il suo lavoro a favore dei diritti umani e l’uguaglianza a livello locale e internazionale.

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