Il fenomeno degli incel e la pericolosa radicalizzazione degli “uomini soli”

Uomini che odiano le donne. Cos'è un incel, perché è pericoloso e come riconoscerlo.

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Il movimento incel, una pericolosissima sottocultura che raccoglie tra le sue fila uomini che si definiscono “celibi involontari” ed esprime ideologie misogine estremiste, sta lentamente prendendo piede anche in Italia.

Gli incel sono nati in America, e il primo caso mediatico in Europa è stato quello di Jake Davison, 22 britannico che nel 2021 ha ucciso a colpi di pistola cinque persone – compreso un bambino – macchiandosi del peggior massacro della storia del Regno Unito dal 2010.

Come da evidenze date dalla sua cronologia online, Davison era un perfetto esempio d’incel. Ma cosa significa questo termine, e perché un movimento di questo tipo risulta estremamente pericoloso in un paese dove la tutela verso le vittime di violenza è ancora indietro di decenni?

Cos’è un incel – e perché fa paura

In diversi video YouTube postati da Davison prima del massacro di Plymouth, l’assassino fa riferimento al movimento incel, esprimendo idee sinistre in merito a donne e – in generale – odio verso le persone sessualmente attive.

Un membro attivo di diversi canali e forum il cui unico obiettivo è quello di fomentare l’odio verso le persone “normali”, ovvero quelle che riescono ad avere una vita sessuale appagante, e in particolare verso le donne – secondo queste persone la radice di ogni male.

Negli anni, diversi episodi di violenza hanno avuto come protagonisti la sottocultura incel in ogni parte del mondo. Tuttavia, secondo gli esperti, non si tratta di un gruppo terroristico.

Un incel presenta però tutte le caratteristiche di un estremista radicalizzato: un odio verso una particolare categoria di persone – le donne – l’incitamento all’odio e – talvolta – anche una struttura organizzata per compiere attentati.

Perché sì, quello di Davison è solo l’ultima di una serie di tragedie causate proprio da chi professa queste ideologie.

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Una retorica che incolpa le donne per il lo status di “marginalizzati” e la mancanza di una vita sessuale. Un incel è convinto che il sesso per un uomo sia un diritto, e che come tale vada garantito. Quindi, una donna che rifiuta un uomo che non trova attraente sta di fatto violando un diritto umano.

Se alcuni incel si limitano ad autocommiserarsi sui social, alcuni incitano invece alla violenza sulle donne, alla “vendetta” verso chi li esclude, discrimina e illude. Quindi, proprio per ogni ideologia, c’è la frangia moderata e la frangia estremista.

E quest’ultima, a parere di molti, merita l’appellativo di gruppo terroristico vero e proprio.

Da dove deriva l’ideologia incel?

In alcuni video condivisi prima del massacro di Plymouth, Davison afferma di aver fatto “un’overdose di blackpill”, riferendosi a una metafora ispirata a Matrix che deumanizza le donne e incita la supremazia maschile.

La teoria della blackpill, associata spesso con gli incel, promuove la desolante idea che il destino sessuale e affettivo di una persona sia segnato dalla nascita, e che per quanto ci possa provare, non riuscirà mai a incrementare il proprio “capitale sessuale”.

Un incel è spesso vergine o addirittura non ha mai sperimentato nessuna sorta d’intimità fisica con un’esponente dell’altro sesso, e di questo si cruccia e lamenta online fomentato da coloro che condividono la sua stessa idea.

La teoria della “redpill” è più soft, e sostiene semplicemente che il mondo abbia un bias atto a favorire il genere femminile, vedendo il femminismo come un incentivo alla supremazia femminile. Insomma, il mondo si adatta ai bisogni delle donne.

La metafora nasce dal “The Matrix”, capolavoro delle sorelle Wachowski – ironicamente, due donne transgender -, in particolare dalla scena in cui Keanu Reeves deve scegliere tra la pillola blu e la pillola rossa.

La prima, per rimanere beatamente ignorante, la seconda per conoscere la verità.

Gli attentati del movimento incel

Negli ultimi anni, gli attacchi terroristici legati all’ideologia incel sono aumentati esponenzialmente. Solo in America, almeno sei sono inequivocabilmente legati al movimento, ed hanno causato la morte di almeno 50 persone.

Uno dei più famosi – e forse il primo ad avere un collegamento così stretto agli incel – è stato il massacro all’Università della California, compiuto da Elliot Rodger nel 2014 come “vendetta” verso quelle donne che non gli hanno mai dato una possibilità.

Nel manifesto di 137 pagine lasciato da Elliot come eredità ai suoi adepti, l’assassino ha spiegato di aver compiuto la carneficina a causa della frustrazione derivante dai continui rifiuti da parte del genere femminile.

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Più recente, sempre negli Stati Uniti, il caso di Bianca Devins, decapitata dall’amico incel, Brandon Clark, dopo un rifiuto – sempre in America.

Un caso estremamente documentato sui social, anche a causa della diffusione di orribili immagini raffiguranti il cadavere della diciassettenne su vari forum incel americani.

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Il movimento incel in Italia: dobbiamo preoccuparci?

La risposta, purtroppo, è sì.

E mi spiace ripetermi passando magari per misogino e cattivo, ma l’unica spiegazione per questa follia è che [le donne] non sono esseri umani, hanno qualcosa che non va proprio a livello biologico, delle menti tossiche e irrazionali. Fuggite più che potete, sono buchi, nient’altro” scrive @JimDowning sul forum italiano ufficiale degli incel. Nel farlo, si riferisce a Fabiana, vittima di femminicidio da parte del fidanzato violento.

Ma è solo la punta dell’iceberg. Facendosi un giro su questi forum, che di facciata si dichiarano pacifisti e non violenti, si trova qualsiasi tipo di depravazione. Del resto, il loro manifesto cita al punto tre:

[gli incel] disconoscono l’interpretazione del mondo e della storia propria dell’ideologia femminista, in particolare la cosiddetta “teoria del patriarcato” (tesi secondo cui le donne sono vittime di una oppressione millenaria da parte degli uomini); la nostra tesi è che nella società attuale, tra uomini e donne, vi sia una marcata asimmetria nella capacità d’influenzare gli altri attraverso la propria attrattività sessuale e di conseguenza nelle possibilità di ricevere affetto attraverso il raggiungimento dell’intimità sessuale stessa”.

Insomma, la categoria si sta unendo e stratificando anche qua in Italia, e il pericolo è concreto.

La domanda principale è: ma se invece di passare tutto questo tempo a scrivere pipponi infiniti su quanto le donne siano elitiste, cattive e succubi della propria impostazione biologica, gli incel si iscrivessero a qualche app d’incontri, naturalmente dopo un lungo e approfondito percorso terapeutico?

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