ECCO I 13 FILM GAY DEL 2006

Da ‘I segreti di Brokeback Mountain’ a ‘Il tempo che resta’ tutti i titoli queer di quest’anno. Col ritorno di due grandi autori, Pedro Almodóvar e Neil Jordan.

2006 fa rima con gay. Anche cinematograficamente. Sarà infatti un anno molto queer, almeno sul grande schermo (con una curiosa tendenza trans), grazie a diverse produzioni spesso indipendenti di grande rilievo critico e il ritorno di autori magistrali come Almodóvar e Jordan, quasi un riflesso dell’apertura dei rispettivi paesi, la Spagna e l’Irlanda, nei confronti dei diritti degli omosessuali (il matrimonio gay). O magari sarà una semplice combinazione, come successe nel 2000, anno benedetto da una pioggia di interessanti film a tematica omo e ben tre titoli queer in concorso a Venezia. Tra i temi trattati prevale il sentimento ma in chiave drammatica: sarà anche un caso, però, secondo Fassbinder, il 2006 è un ‘anno della luna’ – capita ogni sette – in cui “le persone la cui vita è dominata in gran parte dai sentimenti soffriranno in modo particolare di depressione”. Per fortuna, non avendo 13 pleniluni, si eviterebbero così le catastrofi della pericolosa congiuntura astrale raccontate nel suo celebre lungometraggio.

Ecco dunque i tredici film gay (con la speranza che vengano acquistati anche gli ultimi due ancora senza distribuzione) da non perdere assolutamente nei prossimi dodici mesi:

I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN di Ang LeeUscita annunciata: 20 gennaio. Distribuzione: BIM.

Si parte col titolo più forte, il 20 gennaio, con un’uscita massiccia in circa 200 copie dell’intenso western bisex front-runner agli Oscar: 7 nominations ai Golden Globes, Leone d’Oro a Venezia, miglior film per i critici di New York, San Francisco, Boston e Los Angeles (circoli molto influenti a Hollywood) e molti altri premi, per un totale di 24 riconoscimenti ufficiali e 25 candidature. ‘Brokeback Mountain‘ non ha seri contendenti per la statuetta più ambita oltre a ‘Capote’ e ‘Good Night, and Good Luck’, visto che ‘King Kong’ di Jackson ha lasciato abbastanza fredda la critica statunitense, mentre l’Academy ha già scelto un ottimo Oscar alla carriera, quello all’immenso Robert Altman sempre attento ai temi gay. In America sta conquistando anche il pubblico ed è già ottavo nella top ten con più di 22 milioni di dollari incassati. Sentimento e profonda sensibilità, due personaggi gay molto virili interpretati magnificamente (soprattutto da Heath Hedger), grande senso degli spazi e della natura, un finale straziante e memorabile: ha tutte le carte in regola per vincere.

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LA NEVE NEL CUORE di Thomas BezuchaUscita annunciata: 20 gennaio. Distribuzione FOX

Il personaggio gay più originale dell’anno: un sordomuto fidanzato con un nero. È uno dei figli della famiglia ultraliberal protagonista di questa commedia romantica alla Frank Capra. Everett porta a casa la fidanzata Meredith ma viene accolta male anche perché sostiene che “I gay non sono persone normali” e chiede alla madre: “Non sperava che suo figlio fosse gay, no?”. Everett vorrebbe regalare a Meredith l’anello di fidanzamento della nonna (la ‘pietra di famiglia’, ‘The Family Stone’, del bel titolo originale che gioca col nome dei protagonisti, gli Stone appunto, storpiato crudelmente in italiano per fare il verso al film della Comencini ‘La bestia nel cuore’) ma dopo la reazioni dei famigliari il ragazzo ci ripensa. Cast strepitoso con Diane Keaton nei panni della madre malata, la Carrie di ‘Sex and the City’ Sarah Jessica Parker in quelli di Meredith, nonché Dermot Mulroney e Claire Danes.

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CAPOTE di Bennett MillerUscita annunciata: 17 febbraio. Distribuzione: Sony

Eletto recentemente miglior film dell’anno dalla National Society of Film Critics americana, ricostruisce la genesi del capolavoro di Truman Capote ‘A sangue freddo’ a partire dal viaggio in Kansas dello scrittore americano autore di ‘Colazione da Tiffany’ insieme all’amica Nelle Harper Lee alla ricerca di informazioni sullo sterminio di una famiglia a Holcomb. Truman si innamorò poi di uno dei killer, Perry Smith, seguendone le vicende giudiziarie in carcere.
Splendida interpretazione di Philip Seymour Hoffman, abilissimo nel ricreare la sua tipica voce chioccia e le sue movenze effettate. Potenziale rivale numero uno di ‘Brokeback Mountain’ agli Oscar.

TRANSAMERICA di Duncan TuckerUscita annunciata: 24 febbraio. Distribuzione: DNC

Un’interpretazione da Oscar (ha già avuto la nomination ai Golden Globes sbaragliando le concorrenti al Tribeca Film Festival) per Felicity Huffman, l’affacendata Lynette Scavo di ‘Desperate Housewives’, qui trasformata radicalmente nel transessuale Bree – curiosamente lo stesso nome, nella finzione, della sua collega ‘disperata’ Marcia Cross – sul punto di operarsi per cambiare sesso, quando scopre di avere un figlio diciassettenne incarcerato a New York. Si mette in viaggio da Los Angeles verso la Grande Mela per raggiungerlo ma una volta incontrato non gli rivela la sua identità spacciandosi invece per una volontaria della ‘Chiesa dei Padri Potenziali’. Eccezionale la mimica e la voce roca modulata su toni bassi che rendono molto credibile la trasformazione della Huffman. Opera prima prodotta dal suo vero marito, il bravo attore William H. Macy. Duncan Tucker aveva diretto nel 2000 un corto gay molto apprezzato dalla critica, ‘The Mountain King’.

BASIC INSTINCT 2 di Michael Caton-JonesUscita annunciata: metà marzo. Distribuzione: Warner

“Aspettatevi molte scene di sesso lesbico” ha annunciato pruriginosa Sharon Stone rediviva al cinema anche grazie al successo del bel film ultraminimalista di Jim Jarmusch ‘Broken Flowers’. In questo seguito rinviato più volte, la bell’attrice americana torna nel ruolo della scrittrice bisex Catherine Tramell quattordici anni dopo l’originale ma questa volta l’ambientazione è londinese. La Tramell è di nuovo indagata per le curiose somiglianze tra i suoi libri e alcuni omicidi efferati: a indagare si mettono lo psicologo criminale Andrew Glass inviato da Scotland Yard (ruolo rifiutato da Pierce Brosnan, Benjamin Bratt e Kurt Russell, andato poi a David Morrissey) e il detective Washburn (David Thewlis). Neanche a dirlo, i due verranno coinvolti dalla perversa scrittrice in pericolosi giochi di seduzione. Nel cast anche la splendida sessantenne Charlotte Rampling.

MATER NATURA di Massimo AndreiUscita annunciata: fine marzo. Distribuzione: Istituto Luce

È finalmente riuscito a trovare una via d’accesso nelle sale (per altro dignitosissima) questo simpatico melò arcobaleno che ricrea una divertente Napoli solare e canterina attraverso la storia di un transessuale (la matronale Maria Pia Calzone, donna biologica nella vita) che si innamora del gestore di un autolavaggio (il fascinoso Valerio Foglia Manzillo) ma quando questi si sposa decide di rifugiarsi in un agriturismo aperto da tre suoi colleghi. Opera prima vincitrice del premio del pubblico alla Settimana della Critica a Venezia e di diversi riconoscimenti minori. Nel cast anche Vladimir Luxuria nel ruolo di un regista teatrale che si ribella al fidanzato politico trafficone ed Enzo Moscato en travesti con velo bianco. A tutt’oggi unico film gay italiano ad avere una distribuzione nel 2006.

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C.R.A.Z.Y. di Jean-Marc Vallée Uscita annunciata: marzo. Distribuzione: Istituto Luce
Commedia famigliare rockettara apprezzata alle Giornate degli Autori di Venezia. Christian, Raymond, Antoine, Zachary e Yvan (il cui acronimo è la canzone di Patsy Cline scelta come titolo del film) sono cinque fratelli canadesi i cui genitori sono molto preoccupati della loro educazione. La storia è raccontata dal punto di vista del quartogenito gay, Zachary, nato il giorno di Natale, bambino problematico che ha un difficile rapporto col padre. Tanta bella musica (Aznavour, Bowie, Pink Floyd, Rolling Stones) e diversi riferimenti cristologici tra cui un viaggio in Terra Santa e un rapporto omosessuale con un ragazzo che sembra Gesù. Grande successo di pubblico in patria, è stato scelto dal Canada come candidato all’Oscar per il miglior film straniero.

RENT di Chris ColumbusUscita annunciata: 14 aprile. Distribuzione: Sony
Versione cinematografica dell’omonimo musical di successo creato da Jonathan Larson e premiato col Pulitzer nel ’96 ma qui aggiornato al 2006: una delle sottotrame prevede un matrimonio gay. “Il concetto di nozze omosessuali non c’era nell’originale, ma lo trattiamo nel film” spiega il regista. “Si tratta di tolleranza che riguarda tutti, se due persone gay possono innamorarsi allora meritano di sposarsi. Se questo condizionerà in male il box office non mi interessa. Credo fortemente in questa storia”. Girato tra New York e San Francisco, ripropone gli stessi personaggi di questa sorta di Bohème pucciniana ambientata alla fine degli anni Ottanta nell’East Village e interpretata dagli stessi attori che hanno calcato i palcoscenici di Broadway con la new entry Rosario Dawson nel ruolo della lap dancer tossica e sieropositiva Mimi. Riecco quindi la drag queen Angel, il regista Mark e il suo compagno di stanza Roger, Maureen e la sua amante Joanne. Dal regista di due ‘Harry Potter’ non ci si può aspettare grande trasgressività ma l’importanza del progetto può far arrivare ‘Rent’ ad un pubblico davvero ampio.

BREAKFAST ON PLUTO di Neil JordanUscita annunciata: fine aprile. Distribuzione: Fandango
Altro ruolo da Oscar quello di Cillian Murphy (‘Red Eye’) nel ruolo del travestito Kitten che si trasferisce dall’Irlanda in una stimolante Londra tutta glam-rock e paillettes dove si reinventa come cantante di cabaret e trova l’amore. Per interpretare questo ruolo Murphy ha frequentato night club londinesi travestito come il personaggio. Dal grande regista del capolavoro trans ‘The Crying Game’. In trattativa un’anteprima al Togay di aprile.

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VOLVER di Pedro AlmodóvarUscita annunciata: maggio. Distribuzione: Warner
In predicato per Cannes, l’attesissima nuova fatica del grande Pedro. Rielaborando un suo soggetto, ‘La nonna fantasma’ (curiosamente annunciato da un manifesto visibile nello studio del regista de ‘La mala educación’), Almodóvar ritorna nella sua Mancha – e ‘Ritornare’ è il significato del titolo – per raccontare una storia tutta al femminile in chiave di commedia: tre donne, nonna, figlia e nipote, incontrano una signora venuta dall’aldilà per sistemare alcune faccende rimaste in sospeso. “Cambierò registro e si sorriderà di più” spiega Pedro “ma non rinuncerò a seguire un percorso più rischioso che in passato. Sarà una ‘pop comedy’ che include un dramma con elementi surreali”. Cast da urlo con Penelope Cruz, Chus Lampreave (l’adorabile settantacinquenne habituée di Pedrito) e il ritorno dopo diciannove anni da ‘La legge del desiderio’ dell’inossidabile Carmen Maura.

X-MEN 3 di Brett RatnerUscita annunciata: 26 maggio. Distribuzione: Fox
Sperando che il cambio al timone registico (Bryan Singer è passato a dirigere ‘Superman Returns’) non sgonfi le indubbie sottotracce omosessuali di questa saga sulla diversità, ecco il terzo capitolo delle vicende dei supereroi mutanti più famosi del mondo. Tornano, tra gli altri, i fedeli Magneto (‘gay sir’ Ian Mc Kellen), il professor Xavier (Patrick Stewart) e il metalicantropo Wolferine (Hugh Jackman). Nuove entrate: l’Angelo, la Bestia e la rinascita di Jean Grey nel ruolo di Phoenix, la Fenice.

GEORGE MICHAEL: A DIFFERENT STORY di Southan MorrisUn documentario presentato a Berlino che ricostruisce la movimentata esistenza del cantante di successo George Michael, dagli esordi con Andrew Ridgeley degli ‘Wham’ passando per il coming out forzato con arresto nei gabinetti di un parco a Los Angeles fino all’unione stabile col compagno Kenny Goss che dovrebbe sposare tra breve. Molte le testimonianze vip tra cui Sting, Elton John, Mariah Carey e Boy George. L’ideale sarebbe farlo uscire in concomitanza con le nozze ma rischia di essere distribuito dalla Sony solo in video.

IL TEMPO CHE RESTA di François OzonIl ritorno di Ozon in grande forma dopo il deludente ‘CinquePerDue – Frammenti di vita amorosa’: una specie di ‘Sotto la sabbia’ in chiave gay, dove l’elaborazione del lutto è proprio quella del protagonista, un fotografo omosessuale di trent’anni che scopre di avere pochi mesi di vita a causa di un cancro fulminante. Semplice, commovente, con un’interpretazione convincente sul filo dell’isteria di Melvil Poupaud, vanta una bella scena di sesso gay esplicita, un triangolo bisex con Valeria Bruni-Tedeschi e memorabili duetti con la nonna comprensiva Laura (un’ineguagliabile Jeanne Moreau). Distributore avveduto cercasi.

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