Tutte le coppie gay del grande schermo di Natale

Sherlock Holmes e il fido Watson, i pasticceri gay di Pieraccioni, amicizie interrazziali e fiabesche: coppie di maschi, gay e non, nei film delle feste. Le donne si consolano con l’aviatrice Amelia.

"Sherlock Holmes" di Guy Ritchie Doveva essere il film shock comprovante l’amore che giustificava il concubinaggio tra Sherlock Holmes e il suo inseparabile assistente Watson ma a quanto pare la lettura gay, anche a vedere il trailer, resta piuttosto sottotestuale. Dal marito di Madonna ci si aspetta comunque una predisposizione alle svirgolate queer – vi ricordate lo strepitoso ballo lento tra maschi in Rock’n’Rolla? – e fa ben pensare una dichiarazione del protagonista, bisex nella vita, un rinato Robert Downey Jr.: “Sono due uomini che dividono la stessa stanza, lo stesso letto e fanno spesso la lotta tra loro”. L’alchimia sulfurea col protagonista Jude Law è comunque assicurata e lui stesso conferma che “Guy ha voluto parlare della relazione tra Holmes e Watson. Sono entrambi irriverenti e complicati”. Molta azione fisica garantita a dispetto della trama gialla.

"Io e Marilyn" di Leonardo Pieraccioni Un’insolita coppia gay con un passato eterosessuale fa da contorno all’incontro tra il protagonista e lo spirito di Marilyn Monroe (Suzie Kennedy) nella nuova commediola natalizia di Pieraccioni. Sono Luca Laurenti e Massimo Ceccherini, proprietari della pasticceria ‘Il cannolo gioioso’ (sic!). “Ho cercato di stare lontano dagli stereotipi” spiega il regista. “Ho voluto rappresentare due gay che sono stati etero, caso frequente anche nella realtà. Luca Laurenti si prestava meglio a fare quello più geloso e isterico della coppia, mentre Massimo Ceccherini era perfetto per il ruolo dell’«orso»”.

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"Brothers" di Jim Sheridan Chi stravede per Jake Gyllenhaal non si perda questo dramma ad alta tensione emotiva diretto dal regista di ‘Il mio piede sinistro’ e ‘Nel nome del padre’ (una garanzia di qualità). Un promettente capitano dei marines, Sam Cahill – interpretato da Tobey Maguire – viene dichiarato morto in Afghanistan e suo fratello Tommy si prende carico della moglie Grace e delle due bambine. Ma in realtà Sam non è morto, è stato rapito dai talebani e viene liberato: quando torna a casa inizia a sospettare del legame che si è instaurato tra sua moglie e il fratello. Nel ruolo di Grace ritroviamo l’amata Natalie Portman di ‘Closer’ in un ruolo finalmente ‘adulto’. Si tratta del remake di ‘Non desiderare la donna d’altri’, film danese del 2004 diretto da Susanne Bier.

"Amelia" di Mira Nair Per le ragazze c’è ben poco da segnalare, ma sicuramente la brava Hilary Swank, doppio premio Oscar, se non è un’icona lesbo certo trova riscontri di favore nel pubblico femminile omosex anche per la sua predilezioni di ruoli ‘butch’ dalla forte personalità. È il caso di Amelia Earhart, prima aviatrice ad attraversare l’Atlantico nel 1928, misteriosamente scomparsa durante un tentativo di giro del mondo in aereo. Nel sontuoso biopic della regista indiana Mira Nair (‘Monsoon Wedding’) fanno da spalla alla Swank il neosessantenne Richard Gere, Ewan McGregor, Virginia Madsen  e la futura Alice ‘burtoniana’ Mia Wasikowska.

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"Welcome" di Philippe Lioret Resiste in sala ed è assolutamente da recuperare questo intenso dramma francese sul cinquantenne Simon, un insegnante di nuoto separato dalla moglie che dà lezioni a Bilal, un curdo diciassettenne immigrato illegalmente in Francia e desideroso di attraversare la Manica a colpi di bracciate per raggiungere la fidanzata a Londra. Vincent Lindon, dolente e accorato, non è mai stato così bravo ed espressivo ma anche il giovane esordiente Firat Ayverdi, nel ruolo dell’idealista Bilal, se la cava egregiamente. Il titolo deriva dalla scritta che si legge sullo zerbino del vicino razzista e delatore, convinto che tra Simon e Bilal intercorra una relazione sessuale.

"Il mio amico Eric" di Ken Loach Altro titolo da vedere prima che sia troppo tardi, uno dei migliori del grande regista inglese specializzato in impegnati drammi sociali su proletari ed emarginati. Questa volta sorprende il suo pubblico con una commedia leggera ma profonda con tocchi fiabeschi, in cui si ride anche, e di gusto. Un postino di mezz’età (Steve Evets), depresso per l’abbandono della moglie che gli ha lasciato due figli adottivi scavezzacollo e in odor di criminalità, s’immagina di dialogare col suo mito di sempre, l’ex calciatore francese Eric Cantona che gli si materializza a fianco e s’industria per fargli trovare il buon umore e dargli rassicuranti consigli su come raddrizzare l’esistenza. Strepitosa la scena del calciatore che ‘fa la donna’ per ballare col postino e rievocargli la notte in cui conobbe sua moglie e se ne innamorò.