LIBRI: "Donne che ballano il tic tac".

di

I sentimenti lesbici amabilmente raccontati dalla coppia Bennet & Lacerteux...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
2276 0

‘Il tempo scandito. Il tempo delle donne che vivono tutta la forza dei propri desideri: Orologi, ticchettii che segnano storie e vite che avanzano cercando se stesse. E chi segna il tempo? Ma l’Amore…perché quando non c’è più amore, tutto s’annulla…’

Donne che ballano il Tic Tac è una raccolta di 15 racconti, edito da Il dito e la Luna scritti da Vanya Bennet e Alex Lacerteux. Le due autrici vivono entrambe a Roma, ma trascorrono lunghi periodi all’estero, alla ricerca di esperienze e di emozioni sempre diverse ma sempre al femminile. Appassionate di cinema, teatro, letteratura trovano nella

scrittura il modo di esprimere sé stesse e il loro grande amore per le donne. Amore e tempo, ambienti vicini e lontani, sensazioni ed emozioni che si rincorrono nel presente e nel passato. I racconti di Vanya e Alex sono segnati dalla magia del tempo, il cui fluire è sempre ritmato dal ticchettio di un orologio. Sono ricordi, sogni, momenti, risvegli, talvolta delicatamente sfiorati da un mattino scozzese o dal sole cocente a picco sul mare di Tindari. In "Il segreto della meridiana di Border Castle" siamo personaggi di una regia nascosta. La storia tra le protagoniste Micol e Victoria, può avere inizio solo dopo aver donato la luce ad uno scrigno nascosto, custode di un amore altrettanto nascosto; nel tempo tutto conserva il suo valore, oggi prende forma da ieri e l’amore ancora di più; l’amore di oggi deve la vita all’amore di ieri e se ieri era un tempo arido, un tempo difficile, solitario….oggi forse amore sarà. Dare valore al tempo e saperlo ascoltare, osservare. Margot in "Una provvista di magia" sa cosa vuol dire e, con la sua clessidra, con i suoi due cuori di vetro, da valore al tempo, granello dopo granello. E se in un attimo riusciamo ad amare, non

dobbiamo chiederci se sarà solo per quell’attimo; dopo un granello eccone un altro, quasi impercettibile, una magia raccolta in un fluire inconscio di sensazioni. "Il tempo si fermava dunque per cristallizzarsi in uno spazio dove non c’erano orologi capaci di segnare quel fluire oltre il tempo senza tempo" dice Anita nel racconto "Morte a Venezia" mentre alle prese con la lettura di Thomas Mann, incarna il momento di stasi, il fermo del tempo; la sua vita e quella di Aschenbach restano immobili, finché lei non deciderà di richiudere il libro e di spalancare le ali, senza indugio, senza paura; cristallizzare vuol dire immobilizzare: l’arte come la vita non possono ancorarsi. I mori di Piazza San Marco a Venezia in "Una maschera per Isabella" picchiano contro il tempo, e Isabella prova stupore; lo stupore sarà per rincorrere una maschera, un velo che sembra dar forma ad un amore; solo dietro la maschera, solo dietro la plasticità di tante apparenze Isabella vedrà finalmente il volto del suo amore. Le due autrici hanno raccolto emozioni legate da un semplice filo. Semplicità, ma anche valore; mi viene in mente un passo di O.Wilde, indimenticabile: ^S"In ogni istante della nostra vita siamo ciò che saremo non meno di ciò che siamo stati"^s. Essere e tempo sono da sempre un binomio di riflessione: essere e tempo rappresentano qualcosa di più di una presenza dislocata in un momento: sono una necessità. E vivere ora, o essere

vissuti allora, sono una necessità, così come lo sono le prove che il cuore sopporta. L’amore lesbico è espresso da Vanya e Alex in tutta la sua forza e la sua determinazione; le donne descritte sono espressione di una dimensione personale ben delineata. Ognuna le sue ambizioni e le sue espressioni, sono donne che viaggiano, donne che si inventano nei ruoli che la vita le assegna o che sanno aspettare se la vita non sembra essere pronta. E l’amore per queste donne e’ uno scrigno di grande importanza, è un sentimento di cui andare orgogliose.

Testo di Mi Manot

di Elle

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...