È primavera, 10 canzoni per uscire dal letargo e tornare a vivere

Archiviati i mesi più freddi è tempo di risvegliarsi e farsi avvolgere dal profumo di giornate friccicarelle. Salutare l'arrivo della bella stagione con l'aiuto di una playlist è anche meglio.

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Primavera, la playlist per salutare la bella stagione
Annalisa, Cher e Madonna nella nostra playlist per accogliere la primavera
5 min. di lettura

“Respiriamo l’aria, è la primavera”. Ogni anno in questi giorni la voce di Marina Rei torna prepotentemente in radio e sulle bacheche degli amici di Facebook (sì, c’è ancora chi usa il buon faccialibro pur avendo meno di 65 anni). E, puntuale uguale, ogni anno i media tentano di spiegarci quando cade davvero l’equinozio tirando in ballo l’anno solare, il calendario gregoriano e la primavera astronomica. Personalmente voglio restare ancorato alle certezze assimilate all’asilo, quindi per me la stagione ha inizio il 21 marzo. Fine della discussione.

Sebbene i cambiamenti climatici ci indichino, una volta di più, che le mezze stagioni sono solo un lontano ricordo, i concetti di rinascita, risveglio e ritorno alla vita dopo i mesi più freddi rimangono, nell’immaginario collettivo, associati al periodo che ci apprestiamo a vivere d’ora in avanti. Ciò si riflette anche in musica, e per questo vogliamo festeggiare la primavera con una selezione di canzoni che ne portano il profumo e quello spirito che, una volta tanto, non ci fa urlare: “Che vita di…”.

Un’unica avvertenza: in questa playlist non troverete né la già citata Primavera della Rei, né la sempiterna Maledetta primavera di Loretta Goggi solo perché sarebbe stato troppo facile. Ma stanno esattamente qui, incollate sul cuore, e pronte a essere stonate a tutti i karaoke tra amici.



Annalisa, Tra due minuti è primavera – Ben prima dei tormentoni programmati per uccidere, la rossa di Carcare ha battuto diverse strade musicali, incluso un elegante pop dal gusto retrò esplorato nei primi lavori. Così elegante che infatti se lo sono filato in pochi. Ed è un peccato, perché nello scorso decennio la cantante ci ha regalato autentici gioiellini come questo brano contenuto nel secondo disco Mentre tutto cambia. Pubblicato nel 2012, Tra due minuti è primavera mi ha sempre fatto gridare al capolavoro. In 3 minuti e 36 secondi c’è tutto: un sobrio e composto ‘friccicorìo’ che si autoalimenta nelle strofe sostenuto dall’incedere della base, per poi esplodere nel ritornello che ha lo stesso effetto di una finestra spalancata su una fresca giornata di metà aprile. Che dire poi della parte finale in cui Nali ci spettina con i suoi acuti? Nella mia personalissima top 3 dei pezzi migliori della Scarrone, non ho mai avuto dubbi.

Cher, Strong Enough – La primavera non è solo la stagione in cui si risveglia la natura, ma è anche il momento in cui possono sbocciare nuove consapevolezze. Come quella di bastare a se stessi e riuscire a tagliare i rami secchi. Ce lo ricorda quell’essere mitologico di Cher, che con Strong Enough ci ha consegnato un inno all’amor proprio in grado dopo 25 anni di far ballare ancora e scendere una lacrima che non è sinonimo di tristezza, ma segno tangibile di vita nuova che continua a sgorgare. Una I Will Survive a cavallo dei due millenni, insomma. Non è un caso che Chicago Tribune abbia inserito Strong Enough tra i 25 inni del Pride di tutti i tempi, affermando che si potrebbe intendere il testo pure come riferimento a una società repressiva che non si è più disposti a tollerare.



Madonna, Love Profusion – Sebbene sia uscito come singolo nel dicembre 2003, l’ultimo estratto da American Life sprizza atmosfera primaverile da ogni poro, a partire da quella chitarrina acustica che apre il pezzo, fino all’abito sbarazzino indossato dalla popstar nel coloratissimo videoclip. Una dichiarazione d’amore per l’allora marito Guy Ritchie, unica certezza e punto di riferimento in un mondo in cui dominano confusione e distruzione.

Niccolò Agliardi, L’ultimo giorno d’inverno – A metà tra canzone e lettura, in questo brano del 2011 a fare da sfondo al rapporto tra due (ex?) innamorati è una Milano in procinto di lasciarsi alle spalle la neve della stagione più fredda per cedere il passo alla bellezza della natura che si desta dal torpore. “Ancora ci si ostina a credere che Milano è una città dove mancano i colori” recita il cantautore, citando invece i viali rosa e gli alberi in fiore di Porta Venezia. L’ultimo minuto e mezzo, poi, è un’esplosione di suoni e, nel video ufficiale, di colori. Impossibile non percepire una rinnovata linfa vitale che torna a scorrere nelle vene.



Kylie Minogue, Love at First Sight – In primavera ci sentiamo ben più propensi ad accogliere gli stimoli di Afrodite. Amori e amorazzi spuntano come fiori, e in questo fortunato singolo contenuto nell’acclamato album Fever del 2001 la Venere tascabile del pop racconta di un sentimento nato a prima vista. Proprio quando nulla gira per il verso giusto e la protagonista si prepara a sventolare bandiera bianca, ecco che arriva l’incontro inaspettato. Il cielo di Kylie si riempie di stelle e il cuore danza al ritmo di una base dance-pop che richiama i successi di quegli anni firmati Stardust e Mojo.

Sash!, La primavera – “Senti allora dammi la tua mano, ti farei scoprire il più bel tempo della primavera. La primavera dell’amore”. È il testo integrale della canzone di Sash!, un team di dj e produttori tedeschi che nel 1998 fanno irruzione nelle classifiche di mezza Europa con questa tamarrata impreziosita dalla suadente voce di Patrizia Salvatore. Che poi, chissà quella mano in quali lidi doveva approdare per scoprire “la primavera dell’amore”.

Emma Bunton, What Took You So Long? È il biglietto da visita di Baby Spice come solista, solare quanto basta e innocuo proprio come la sua interprete. Se il testo si interroga sul motivo per cui gli uomini ci mettano più delle donne a capire che sono innamorati, nel video la cantante – sola nel deserto – aspetta il manzo di turno. Per ammazzare la noia gioca a bowling con le bottiglie di vetro, balla intorno al fuoco e di tanto in tanto solleva maliziosa il vestitino da campagnola. Alla fine il bel fusto arriva, lei lo irretisce finché lo carica sul camioncino salvo sbatterlo fuori dopo pochi metri perché, hey, sono pur sempre una ex Spice Girl e porto avanti la narrazione del girl power. Il singolo, piazzatosi nella top 10 italiana nel maggio 2001, è il primo estratto dal disco A Girl Like Me, che il 20 aprile prossimo uscirà per la prima volta in vinile in occasione del Record Store Day.



Mango, La rondine – Una rondine non fa primavera, ma non nel caso di questo brano pubblicato a maggio 2002, nel pieno della bella stagione. Malgrado un testo tutt’altro che spensierato, la voce del cantautore e l’arrangiamento pop rock fanno sempre venire voglia di cantarla con il finestrino dell’auto abbassato, immaginando di essere in prima fila al Festivalbar. Ventidue anni dopo, grazie all’interpretazione della figlia Angelina nella serata delle cover a Sanremo, La rondine è entrata sia nella classifica FIMI che tra i brani più riprodotti su Spotify.

Lollipop, Down Down Down – Elaborare un lutto sentimentale sulla pista da ballo è un metodo infallibile. Se ci hanno spezzato il cuore perché dare loro pure la soddisfazione di saperci rintanati in casa a strafogarci di gelato? Meglio esorcizzare tutto sul dancefloor come fanno le 5 ragazze selezionate dal programma Popstar. Il brano fotografa il momento in cui la persona ferita sta ancora sotto un treno, ma almeno ha capito che bisogna mettere un punto a una storia che non può portare nulla di buono. Un giorno starò bene, per ora vado giù, giù, giù (ma in classifica vado su, su, su fino al primo posto).

Dual Gang, Sarà la primavera – Eliminato senza indugi tra le Nuove Proposte di Sanremo 2002, il duo formato da Silvio Magurno e Paolo Bianco non si è perso d’animo ed è riuscito ad allungare il brodo con questa canzone fino all’estate in modo da portarla sul palco del Festivalbar riscuotendo il successo che all’Ariston era mancato. Motivetto simpatico per un testo da dimenticare che, in sostanza, ribadisce la filosofia maschile del ‘ndo cojo cojo e del “purché respiri”. Fosse uscita nel 2024, chissà…



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