A 48 ore dal ballottaggio per le presidenziali francesi i sondaggi continuano ad attribuire a Emmanuel Macron una vittoria agevole, e dal punto di vista LGBT sarebbe sicuramente un esito rassicurante.
Ma i sondaggi ci hanno insegnato oramai ad aspettarci o almeno a temere l’esito opposto, ed anche la tradizionale compattezza del voto gay e gay friendly sul candidato moderato è un altro dei paradigmi che potrebbe saltare in queste elezioni.
Vi è infatti una crescente componente che potremmo forse definire “gay populista” che inaspettatamente si schiera con candidati di primo acchito contrari alle istanze LGBT, e contemporaneamente, cosa ancora più contraddittoria, nei ruoli apicali di quegli stessi movimenti vi sono esponenti dichiaratamente omosessuali e la questione dei diritti è trattata in modo ambiguo e spesso spiazzante. Valga per tutti il ruolo di Breitbart News, il media di estrema destra americana guidato da Steve Bannon nella campagna di Trump.

Ma perché un gay su tre, secondo un sondaggio della società Cevipof, vota per un partito tradizionalmente distante dalle istanze queer? Nasce tutto dalla cosiddetta ‘dé-diabolisation’ ovvero l’anti-demonizzazione iniziata da Marine per ‘ripulire’ il passato del Front National da antisemitismo, razzismo e, non ultima, l’omofobia: slogan populisti (‘Né destra né sinistra’), distacco da tutti i finanziatori storici del partito, apertura nei confronti dei gay.
Apertura non esplicita ovviamente, perché le dichiarazioni omofobe per solleticare la pancia dei reazionari duri e puri del suo movimento arrivano sempre nel momento in cui servono, di solito ad opera di Le Pen padre, espulso dal partito due anni fa. Ma c’è una data chiave in questo processo: il 16 ottobre dell’anno scorso Marine decide di non partecipare alla Manif Pour Tous contro il matrimonio gay, scatenando le ire della nipote ‘filo-nonnista’ Marion Maréchal-Le Pen. E c’è il fatto, molto più rilevante, che nel caso dell’ascesa all’Eliseo vi è la concreta possibilità che in posizione di potere siano piazzati degli esponenti omosessuali del suo partito.
Il vero jolly di Marine è infatti un triangolo magico, una sacra trimurti composta da tre politici d’alto rango, tutti gay: il potentissimo Steeve Briois, Presidente ad interim del Front National, vero braccio destro di Marine, deputato europeo e sindaco di Hénin-Beaumont, storico ‘feudo’ di minatori nel nord della Francia dove vota la Le Pen, megrettiano progressista, uomo di grande fascino e carisma, privo del culto della personalità (si direbbe un Presidente ‘ombra’, non ama apparire nei media). A lui sarebbe assegnato il dicastero dell’Interno se Marine conquistasse il potere.
Il controverso spin doctor, Vicepresidente e stratega della comunicazione, è Florian Philippot, autore di campagne originali e ad effetto (la chiave di ‘Casa Francia’ sventolata in tv, i discorsi senza fronzoli scritti per Marine, la sua capacità di apparire sempre e ovunque dove conta).

Vi è quindi una “secolarizzazione” della questione dei diritti, scardinata dalla tradizionale incardinatura politica? E il mondo gay che ruolo ha in questo sommovimento?
Domenica probabilmente vincerà Emmanuel Macron, leader del giovane movimento En Marche, che probabilmente sceglierà per il Ministero della Cultura l’avvenente Mathieu Gallet, direttore di Radio France e presunto amante di Macron, amico di Fleur Pellerin, già alla Cultura nel governo Hollande. Macron ha dichiarato di non essere omosessuale ma di essere ‘un difensore della comunità gay’. Dopodomani sapremo se all’Eliseo avremo un bell’etero protettivo o la fag-hag dei più potenti omosessuali di Francia.




Per capire il voto di una minoranza gay islamofobica a favore del Fronte Nazionale bisogna comprendere come i musulmani siano omofobi e la loro cultura religiosa sua violenta contro le coppie gay. L'islam condanna a morte l'omosessualità e gli omosessuali. In confronto la Le Pen non è diversa da tanti alyri politici conservatori
La comunità LGBT, minoranza della popolazione, spesso discriminata, dai modi queer, dovrebbe votare un partito nazionalista e conservatore? Ma spero di no, indipendentemente dai "gay" presenti nel partito.