Sei un maschio omofobo perché sotto sotto ti piacciono i maschi, lo dice la scienza

Caro omofobo, questo è un call out ufficiale.

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omofobia interiorizzata omobitransfobia
omofobia interiorizzata omobitransfobia
4 min. di lettura

Il sipario si apre su un uomo di mezza età adagiato mollemente sul proprio divano, il sonno post cena sale prepotentemente. Con gli occhi fissi sul proprio telefono scrolla, annoiato, il proprio feed su Facebook.

Finché non si sofferma su un articolo ricondiviso in un gruppo di cui fa parte. “Coppia gay romanticamente mano nella mano in riva al Po: insultati e minacciati di morte”. Nella didascalia, si legge “Ben gli sta, la prossima volta imparano a fare queste cose a casa loro!”.

Sono due le emozioni che travolgono questo fine esemplare di maschio medio italiano. La prima è frustrazione. Frustrazione perché, in questo paese ormai ci sono solo più “fr*ci e lesbiche ovunque”.

E allora, mosso da questo istinto nobile e patriottico, comincia a scrivere.

Un commento che lascerà il segno, che lo annovererà tra i padri fondatori di un’Italia più giusta, che torna alle sue tradizioni. È una battaglia senza quartiere, quella che combatte contro la famigerata lobby gay, pronta convertire i suoi figli in drag queen da locale notturno.

D’accordo con chi ha postato. Ormai in questo paese non si capisce più niente, ai miei tempi di gay ce n’erano pochi e se ne stavano a casa loro. Altro che minacce, qui ci va un’azione più decisa!”.

E… posta.

Soddisfatto, l’esemplare legge e rilegge il commento. E gode delle risposte affermative dei suoi camerati. Ma il suo sguardo si sofferma su uno in particolare. Non è tanto il commento in sé che attira la sua attenzione, ma l’immagine del profilo. Un petto nudo.

Un liscio, scolpito, glabro petto nudo. Che scrive “Siamo nel 2023, la smettiamo con queste retoriche fasciste?”. Ma in questo momento, nella testa del nostro paladino, c’è ben altro. Scaltro come una volpe, si gira verso sua moglie, intenta a fare zapping sulla televisione. Non lo sta guardando.

E allora, clicca su quell’immagine del profilo. Ed ecco che subentra, prepotente, la seconda emozione. Un’emozione che parte un po’ più dal basso, sotto la cintura. Il nostro esemplare prova vergogna, ma – sicuro di non essere visto – apre Grindr.

Ebbene, si tratta di una situazione fin troppo comune, e, a quanto pare fisiologica. Almeno, secondo uno studio condotto dal Journal of Abnormal Psychology, una rivista accademica pubblicata dall’American Psychological Association (APA), il primo di una lunga serie.

Denominato “Is homophobia associated with homosexual arousal?” – ovvero “L’omofobia è associata con l’eccitazione omosessuale?” – lo studio si occupa di un argomento estremamente interessante: il ruolo dell’eccitazione omosessuale negli uomini esclusivamente eterosessuali che ammettono di provare un atteggiamento negativo verso gli individui omosessuali.

Insomma, gli omofobi.

I ricercatori hanno suddiviso i partecipanti in due gruppi: un gruppo di uomini omofobi autodichiarati (n = 35) e un gruppo di uomini non omofobi (n = 29).

Successivamente, i partecipanti sono stati esposti a stimoli erotici espliciti attraverso video che rappresentavano relazioni eterosessuali, omosessuali maschili e lesbiche, mentre venivano monitorate le variazioni nella circonferenza del pene.

Entrambi i gruppi hanno mostrato un aumento della circonferenza del pene in risposta ai video raffiguranti relazioni eterosessuali e omosessuali femminili. Solo gli uomini omofobi hanno mostrato un aumento dell’erezione in risposta ai video che raffiguravano relazioni omosessuali maschili.

Pertanto, sembra che l’omofobia sia correlata a un’attrazione omosessuale di cui l’individuo omofobo può non essere consapevole o negare.

In sostanza, sembra che alcune persone che manifestano un forte pregiudizio contro gli omosessuali possano provare, in modo incoerente, un’attrazione sessuale verso persone dello stesso sesso. Si tratta di un paradosso piuttosto ironico, no?

Eppure, non si tratta di uno studio isolato. Diversi ne sono stati condotti in Germania e negli Stati Uniti, e tutti confermano il teorema secondo il quale un omofobo è molto più incline ad essere un semplice gay represso con omofobia interiorizzata.

Nel lontano 2012, il dottor Richard Ryan condusse uno studio simile, concludendo che:

Se provi una reazione viscerale del genere nei confronti di un gruppo esterno, dovresti chiederti il perché. Queste intense emozioni dovrebbero spingerti a una riflessione su te stesso

La ricerca, pubblicata nell’aprile 2012 sulla rivista Journal of Personality and Social Psychology, rivela le sfumature dei pregiudizi come l’omofobia, che possono avere conseguenze disastrose, ma anche risvolti decisamente inaspettati.

A volte le persone si sentono minacciate dalle persone LGBTQIA+ che vivono liberamente la propria sessualità perché temono i propri impulsi, in un certo senso hanno paura di esprimere sé stessi”, ha dichiarato Ryan a LiveScience. “Inoltre, sembra che talvolta coloro che opprimono gli altri siano stati oppressi loro stessi e questo dovrebbe spingere a provare compassione anche per loro. Potrebbero non accettare gli altri perché non riescono ad accettare sé stessi

Tornando al nostro maschio alfa, è quindi facile pensare che la sua risposta apparentemente determinata non sia altro in realtà che un istinto difensivo. Perché, alla fine della fiera, per quante corna possa aver fatto a sua moglie (probabilmente ignara) con giovani e avvenenti ragazzi trovati su Grindr, alla fine è lei la sua ultima ancora. La moglie ignara.

L’ultimo baluardo a dimostrazione che lui “non è così”. Lui è maschio, a lui piacciono le femmine. Ha una moglie e un paio di figli, questo vorrà pur dire qualcosa, sant’iddio! Quel crocifisso dorato adagiato sul petto villoso, i fischi rivolti alle belle fighe che vede per strada, tutto riporta a un uomo indiscutibilmente eterosessuale.

E sono questi i concetti che ripete ogni volta che sale in macchina per recarsi a un appuntamento, con fare circospetto. Come se dissociasse, come se fosse qualcun altro a tenere il volante, a salutare eccitato l’ennesimo flirt da una notte, a rivestirsi in tutta fretta dopo l’amplesso.

Al di là degli insulti, dei pestaggi, dell’omobilesbotransfobia rampante a tutti i livelli nel nostro paese – e in altri, con situazioni ancora peggiori – possiamo almeno consolarci, portando sulle spalle il grave peso della libertà. Qualcuno, come abbiamo visto, non ha questo privilegio.

 

Foto di Harry Grout su Unsplash

 

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Fulvio Magni 16.5.23 - 12:23

Vai a vedere che sono eterofobo perché, sotto sotto, mi piace la vagina!

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