IL PRIDE DI OLIVIERO TOSCANI

Parla il fotografo che ha pubblicato 'Gay pride' storia per immagini del movimento glbt ("il più importante degli ultimi anni"). "Ruini dica il cazzo che vuole, i gay hanno già vinto".

IL PRIDE DI OLIVIERO TOSCANI - OT libro base - Gay.it
4 min. di lettura

MILANO – Che dire di Oliviero Toscani? Le sue fotografie, le campagne pubblicitarie, ormai parte dell’immaginario collettivo, sono più eloquenti di qualsiasi parola. Va da sé, infatti, che in una società basata sull’immagine, il suo è il metodo più immediato per veicolare dei messaggi. Messaggi forti, integrazione razziale, vita, Aids, sesso, sono solo alcuni dei temi trattati da questo genio della comunicazione. Temi scottanti che lo hanno reso celebre in tutto il pianeta.

IL PRIDE DI OLIVIERO TOSCANI - couv gp site - Gay.it

In Francia ha appena pubblicato un libro intitolato Gay pride – L’histoire (Scali éditions). Un documento, foto e testi (francese/inglese), che raccoglie tutte le immagini più significative del movimento glbt e delle sue rivendicazioni negli ultimi trent’anni. Un’antologia della cultura gay su tutti i fronti, moda, musica, sport, religione, politica, eccetera, che rende omaggio a tutti coloro, famosi o no, che si sono battuti per il rispetto della dignità e dei propri diritti.
Signor Toscani, come le è venuta l’idea di pubblicare questo libro?

IL PRIDE DI OLIVIERO TOSCANI - OT foto O. Trullio - Gay.it

Quello gay è il movimento culturale più importante degli ultimi anni e ne ho fatto un libro.
Sarà pubblicato anche in Italia?
Spero da Feltrinelli.
Una domanda retorica, cosa pensa lei dei gay pride?
Penso che sia una battaglia importantissima che ha portato delle conquiste fondamentali. Come ripeto, è il movimento culturale più importante degli ultimi trentacinque anni. Il movimento gay ha portato avanti la cultura e favorito un’emancipazione che ci voleva.
Quest’anno il gay pride italiano è stato improntato sulla battaglia per i PaCS. Che cosa ne pensa lei di questo riconoscimento alle coppie omosessuali?
È incredibile che si discuta ancora se questo debba essere un diritto. Deve esserlo. È un dovere della società che lo sia. La cosa che mi delude un po’ è questa voglia di matrimonio. I gay con il prestigio che hanno non dovrebbero adeguarsi alle norme eterosessuali del vecchio sistema sociale. Il matrimonio in fondo è una vecchia istituzione che dovrebbe essere, in un certo senso, eliminata. È un’azione cattolica, religiosa se vogliamo. Perché adattarsi a questa mentalità bigotta? Una coppia che decide di stare insieme è, in realtà, il vero matrimonio. I gay hanno il potere e la forza, al giorno d’oggi, di contestare certe istituzioni. Quindi no al matrimonio, sì ad un unione civile veramente utile.
Sul tema, un attimo più scottante, delle adozioni, qual è il suo pensiero?
Sono assolutamente favorevole.
Ha citato la religione, che cosa pensa di questa grande influenza della chiesa cattolica sullo stato italiano?
Sono dei rigurgiti che ritornano a galla con questi Ruini, con questi papi, con questa chiesa, con questa religione ipocrita. Ipocrita perché loro veramente sono i primi, e dovrebbero ammetterlo. Mi sembra un po’ come Hoover, quel capo dell’Fbi omosessuale che faceva repressione violenta sui gay. La chiesa fa esattamente così.
Come mai, secondo lei, c’è tutta questa ostilità, questa omofobia, nel riconoscimento dei diritti a tutti i cittadini di un paese indipendentemente dai loro gusti sessuali?

IL PRIDE DI OLIVIERO TOSCANI - 0259 preservativibenetton - Gay.it

È la paura del diverso, la paura magari di accettare anche se stessi come diversi. Si cerca di reprimere chi si pensa sia diverso e non ci si rende conto, invece, che siamo tutti diversi.
Lei si è interessato molto al problema dell’Aids. C’è un vecchio numero di Colors interamente dedicato a questo. Come mai?
L’Aids è un tema estremo, amore, sesso e morte. Una combinazione diabolica che solo il padre eterno o il diavolo può aver inventato.
Lei è credente?
No, o meglio, non credo nelle cose che mi dicono di credere, ma in quelle che scelgo io. Non credo nelle istituzioni, nei prodotti finiti da supermercato religioso.
Vogliamo parlare della posizione della chiesa nei confronti del profilattico che è l’unico modo per potersi difendere dall’infezione Hiv?
La chiesa ha diritto di dire quello che vuole. Quello che mi fa paura è che c’è ancora qualcuno che l’ascolta. Basta guardare le loro foto, le loro immagini, come si muovono, come parlano, come si vestono che uno dice, va be’, adesso David Bowie non è più un fricchettone, ma la chiesa continua ad esserlo! Bisognerebbe solo riderci – come sta ridendo lei. Tutti dovremmo ridere invece di dire: pensa che cosa ha detto Ruini, adesso mi cambierà la vita. Ruini può dire il cazzo che vuole ma la mia vita non la cambierà proprio! È questo il punto.
Scusi, sa perché mi viene da ridere, perché anche a me il papa quando si affaccia con tutti quei paramenti mi sembra un po’ un nuovo David Bowie o un Renato Zero degli anni ’70…
Ma Renato Zero in confronto sembra un impiegato di banca!
Con le sue foto lei ha sempre dato dei messaggi molto forti. Come mai, cosa c’è alla base di questa sua scelta di voler sempre colpire e stupire?
Questo appartiene all’arte. L’arte che non fa questo è inutile. L’arte deve stupire, deve provocare, creare nuovi interessi, sorprendere, deve far spostare la propria percezione. Se non fa questo che arte è?
So che spesso ha ricevuto degli attacchi molto diretti alle sue opere…
Altrochè, anche dai gay una volta. Dalla chiesa, dagli ortodossi, dai fondamentalisti, dai fascisti, dai comunisti, certi comunisti che sono peggio di certi preti.
Che attacchi ha avuto da parte dei gay?
Quando feci quella roba sull’Aids, fui attaccato per la foto di un moribondo. Mi dissero che sfruttavo la morte. Io non sfrutto un bel niente, casomai il contrario, sfrutto la pubblicità per far parlare del problema. Ma sa, le cose nuove non si capiscono subito.
Signor Toscani, vuole aggiungere qualcosa per gay.it?
Io credo che l’integrazione sia una battaglia vinta. La chiesa ha gli ultimi rigurgiti. Non deve esserci discriminazione per chi non vuole essere come gli altri. E non è giusta nemmeno questa affermazione, in realtà. Cosa vuol dire essere diversi? Basta con queste menate! Un giorno ci guarderemo indietro e sorrideremo, come adesso sorridiamo quando uno parla di schiavitù, anche se per arrivare a questo gli schiavi hanno sofferto e combattuto. Quindi non c’è problema, la battaglia, anzi, la guerra sarà vinta. In barba a tutti i papi, ai Ruini, ai Gesù Cristi ed alle Madonne vergini!
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di Francesco Belais

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