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Il regista Ary Zara potrebbe fare la storia agli Oscar 2024 con il corto An Avocado Pit

Dovesse vincere sarebbe il primo regista dichiaratamente trans di sempre a far sua la statuetta. Per ora è in shortlist!

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Archiviati i Golden Globe, la stagione dei premi cinematografici ha ufficialmente preso forma con Hollywood in attesa degli Oscar 2024, la cui serata di premiazione è datata 10 marzo. Il calendario è infatti fittissimo. Oggi, 10 gennaio, saranno svelate le candidature ai DGA Awards e ai SAG Awards, il 14 verranno assegnati i Critics Choice Awards e il 15 gennaio gli Emmy Awards, il 18 gennaio i Bafta riveleranno le proprie nomination e il 23 gennaio toccherà proprio all’Academy annunciare le candidature ufficiali del 2024.

Tra queste potrebbe essercene una storica. Se il cortometraggio An Avocado Pit entrasse infatti nella cinquina definitiva della categoria Miglior cortometraggio Live Action dopo essere già entrata nella shortlist insieme a Strange Way of Life di Pedro Almodovar, Ary Zara diventerebbe il secondo regista dichiaratamente trans di sempre a riuscire nell’impresa. Prima dell’eventualità Zara solo Yance Ford è riuscito a strappare una candidatura agli Oscar nel 2018 come co-regista del documentario Strong Island.  Ford non riuscì a diventare il primo regista trans di sempre a far sua la statuetta, andata poi a Icarus di Bryan Fogel, conquistando comunque uno storico Emmy. Se Ary Zara venisse non solo candidato ma dovesse anche vincere l’Oscar 2024, sarebbe il primo regista trans di sempre a riuscirci.

An Avocado Pit, prodotto da Elliot Page, è un corto di 15 minuti che segue Larissa, una donna trans interpretata da Gaya Medeiros, e Cláudio, un uomo cisgender interpretato da Ivo Canelas, con le loro strade che si incrociano per una notte a Lisbona.

An Avocado Pit ha già raccolto numerosi riconoscimenti nel circuito dei festival, compresa una nomination per il miglior cortometraggio ai prestigiosi Sophia Awards portoghesi. “Siamo capaci di amare. Siamo in grado di divertirci. Siamo in grado di provare la vera felicità. Ed è importante per noi tuttə capire che anche questo è uno strato dell’esperienza trans”, ha detto Zara ad Advocate.

Gaya Medeiros si è augurata che il messaggio del film possa risuonare in tutto il mondo e al cospetto di qualsiasi tipo di pubblico, indipendentemente dal sesso.

“È sempre una questione esistenziale: chi vuoi incontrare, con chi vuoi avere una relazione e che tipo di persona vuoi avere vicino a te”, ha precisato, sottolineando come “[non] riguarda il corpo, ma riguarda i pensieri su chi sei”. Ad oggi è possibile noleggiare An Avacado Pit su Vimeo.

Tra i corti queer in corsa per gli Oscar c’era anche “Le variabili dipendenti” del nostro Lorenzo Tardella, che purtroppo non è riuscito a rientrare in shortlist, senza dimenticare le tante altre speranze LGBTQIA+ tra film, registi, attori e attrici, in quest’ultimo caso capitanate da Trace Lysette.

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