Il successo di Michael Lucas

La storia di Ramzes Kairoff, in arte Michael Lucas: da attore a produttore pluripremiato nel mondo dell'hard gay. un po' come il nostro Rocco Siffredi, ma con una differenza...

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4 min. di lettura

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Rocco Tano (meglio noto come Rocco Siffredi) è entrato quasi per caso nel mondo dell’hard, mentre si trovava in Francia in cerca di fortuna. Poco alla volta la sua fama è cresciuta, è diventato un personaggio cult e si è messo in proprio, fondando la Rocco Siffredi Production.

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Una simile scalata al successo sarebbe possibile anche per un performer gay? In Italia forse no, ma negli Stati Uniti sì, perlomeno a giudicare dai risultati ottenuti da Michael Lucas. Il suo vero nome è Andrei Treivas , ed è nato a Mosca trentasei anni fa, anche se ha deciso di lasciare presto  la madre Russia per tentare la via dell’hard in Europa, nonostante una laurea in legge e un posto sicuro in un’agenzia di viaggi.

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Nei primi anni novanta, con pochi soldi e tanta ambizione, arriva in Germania dove partecipa ad alcun video etero, ma la svolta arriva quando decide di andare in Francia e lavorare in un paio di film diretti da J.D. Cadinot (sotto lo pseudonimo di Ramzes Kairoff). Questo però non gli basta, e così nel 1996 parte alla volta degli Stati Uniti, dove viene messo sotto contratto dalla Falcon per cinque film. Come spesso accade per i performer con nomi poco "americani", gli viene trovato un nuovo nome d’arte: Michael Lucas, che è quello con cui si firma tutt’ora. Nel frattempo diventa anche un escort di alto profilo, e con i soldi messi da parte grazie a queste attività realizza il suo sogno e già nel 1998 fonda una propria casa di produzione, la Lucas Entertainment, con base a New York (per non entrare in competizione diretta con il porn-system californiano).

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Sapendo che il mondo dell’hard gay è estremamente competitivo, Michael Lucas – che oltre ad essere un’interprete è ora anche regista e produttore dei suoi film – decide di puntare sull’originalità dei canovacci e delle situazioni. Gli inizi non sono facili, ma il successo è crescente, grazie anche ad alcune scelte molto oculate (tra cui quella di fondare una propria società di distribuzione, la Lucas Distribution) e ad un innato senso del marketing. Infatti Lucas ha sempre investito molto sul suo personaggio e sulla sua immagine, suscitando  un certo interesse anche al di fuori del mondo dell’hard. Non è un caso se nel suo video del 2005 Dangerous Liasions (ispirato al romanzo "Le Relazioni  Pericolose") hanno fatto la loro apparizione (in ruoli non hard, ovviamente) diverse icone gay anglofone, tra cui RuPaul, Boy George, Graham Norton e Bruce Vilanch (più o meno come  fece Rocco Siffredi quando coinvolse in un suo video Elio e le Storie Tese). Michael Lucas ha quindi pensato bene di continuare su quella strada, e nel 2006 ha addirittura realizzato la sua personale versione de "La Dolce Vita" di Fellini, che è stato uno dei più premiati nella storia dell’hard gay, e nei soli Gay Video Awards del 2007 ha vinto in ben quattordici categorie!

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Forte di questo successo nei film successivi Michael Lucas ha cercato di dare sempre più spazio alla parte recitata rispetto alle semplici scene di sesso. Recentemente ha anche tentato, con successo, di proporre una vera e propria hard-comedy, "The Intern", deliziosamente godibile a prescindere dalle scene più spinte. La popolarità di Michael Lucas, comunque, è in crescità anche al di fuori dell’ambito gay, tant’è che l’anno scorso era stato invitato a parlare all’Università di Stanford, anche se poi  è stato fortemente contestato (non per il fatto che era un performer gay, ma perchè aveva detto di non capire perchè i gay non prendessero le distanze dalla cultura islamica). Fra polemiche, camei in film mainstream, copertine e partecipazioni ad eventi mondani, Michael Lucas sta per festeggiare il decennale della sua casa di produzione con il suo primo libro fotografico (in uscita a ottobre), ed è ben deciso a tenersi stretto il titolo di "magnate del porno" che si è guadagnato con tanta determinazione.

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Fra il suo successo e quello di Rocco Siffredi, però, c’è una certa differenza. Quando Rocco aveva debuttato erano i primi anni 80 e spiccava fra tanti pornoattori etero non particolarmente belli, capaci o dotati (i 24 cm di Rocco erano una rarità!), anche perchè il porno etero fino a quel momento aveva puntato solo sulle attrici. Michael Lucas, invece, fin da subito ha dovuto farsi strada fra i bellissimi e popolarissimi performers gay degli anni 90, per i quali un pene di 24 cm non era niente di straordinario, e forse il suo successo merita un pizzico di considerazione in più.

 

Se volete conoscere meglio lo stile di Michael Lucas, ecco il video:

di Valeriano Elfodiluce

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