La storia di Billy Haines, attore gay del cinema muto

Tra la fine degli anni venti e i primi anni 30, Billy Haines fu il primo attore apertamente gay ad Hollywood.

La storia di Billy Haines, attore gay del cinema muto
William, detto "Billy", Haines
4 min. di lettura

Oggi non tutti avranno famigliarità con il suo nome, ma tra il 1926 e il 1931 William “Billy” Haines era una delle stelle più promettenti del cinema muto. Sprigionava un fascino fuori dal comune per l’epoca, un allure che il suo manager Irving Thalberg definiva in “totale opposizione al romanticismo del secolo passato” e incarnava “un nuovo modello di star hollywoodiana”.
Qualche giro di valzer per dire che Haines, in sostanza, era gay.

Un segreto di Pulcinella perché nell’industria lo sapevano pure le porte dei camerini, ma Haines viveva la propria sessualità agli occhi di tutti, con quella nonchalance che non merita giustificazioni.

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William “Billy” Haines

Sapeva già di essere gay a quattordici anni, quando scappò di casa con un altro ragazzo che all’epoca definiva il suo fidanzato. I due aprirono insieme una sala da ballo che, stando alla Hollywood Walk of Fame, diventò anche un bordello. Nel 1917 Haines si trasferì a New York, immergendosi nella variopinta realtà queer di Greenwich Village, finché nel 1922 venne scoperto da un talent scout che gli fa firmare un contratto con la Goldwyn Pictures che successivamente diventerà la casa cinematografica Metro Goldwyn Meyer. Trasferito direttamente a Hollywood, Haines tra le fine degli anni venti e l’inizio degli anni Trenta è una delle star di punta del box office americano.

Nel 1926, all’apice del successo, durante una trasferta a New York incrocia gli occhi del marinaio ventunenne Jimmy Shields, e il gioco di sguardi languidi prende presto la forma di una grande storia d’amore. Shields va a vivere ad Hollywood insieme a lui, e trova lavoro come aiutante presso gli studi MGM.

Se la propria sessualità non influiva sulla sua carriera, era solo perché Haines sapeva benissimo sviare l’esposizione pubblica: davanti i riflettori quando i giornalisti gli chiedevano della vita sentimentale, lui li mandava fuori strada con qualche battuta, e finivano per classificarlo come scapolo, accrescendone ancor di più il fascino e l’aurea di mistero al grande pubblico. Tra bugie bianche e dissacrante ironia, nessuno poteva né confermare né negare, ma Haines sapeva che sarebbe bastato un titolo in prima pagina per giocarsi tutto.

Nel 1930 la bolla di Haines ha iniziato a tremare: con l’arrivo del Codice Hays, ogni casa di produzione doveva sottostare ad un preciso di linee guida morali d’applicare rigorosamente per ogni nome coinvolto. Molte star firmarono il contratto cercando di non mettersi troppo nei guai, ma Haines si rifiutò. Nel 1931 recitò in Just a Gigolo, nel ruolo di un playboy che, almeno su carta, era l’esatto opposto della sua personalità sfavillante e autoironica, e molto più in linea con il modello maschile più convenzionale dell’epoca. Haines scelse comunque di interpretare il personaggio a modo suo, non migliorando un’immagine pubblica, che complice la ferrea censura dell’epoca, iniziava a destare sospetti e attirare l’attenzione più del dovuto.

La storia di Billy Haines, attore gay del cinema muto
Billy Haines e Eddie Nugent nel film “The Duke Steps Out” (1929)

Finché un giorno del 1933, Louis B. Mayer, produttore e co-fondatore della Metro Goldwyn Meyer, convocò Heines nel suo ufficio. Nessuno sa cosa accadde veramente durante quell’incontro, quanto è stato romanzato e quanto corrisponde alla realtà dei fatti. Ma più versioni della stessa storia, narrano che Mayer pose Billy davanti un bivio: Jimmy o la sua carriera.

Qualunque sia la verità, abbiamo una sola certezza: Haines scelse Jimmy. O come narra la versione più romanzata della storia, rispose “Sono sposato!” e uscì da quell’ufficio per sempre.

Se la sua carriera cinematografica era ormai sottoterra, l’estro artistico di Haines trovò presto nuova linfa: gestì negozio d’antiquariato che grazie alle sue numerose amicizie nel settore – da  Joan Crawford a Marion Davis – diventò uno dei più affollati e ricercati in assoluto. Il suo tocco raffinato e attento nell’arredo d’interni inizia ad attirare l’attenzione dei registi che iniziano ad incorporare la sua estetica nelle grandi produzioni (pare della sua collezione d’arte è nell’arredo della casa di Rossella O’Hara in Via col Vento), diventando così uno degli interior designer più rinomati delle colline californiane.

Billy e Jimmy erano amatissimi e benvoluto da chiunque, invitati alle feste delle star più note, fornendo consigli e consulti per l’arredo delle loro dimore. Joan Crawford li definiva “la coppia sposata più felice di Hollywood“. Restarono insieme fino al 1973, quando Haines venne ucciso da un cancro ai polmoni. Joan Crawford cercò di restargli affianco, ma la verità è che Jimmy senza Haines era completamente perso. Un giorno si tolse la vita, lasciando un biglietto: “Senza Billy non è bello“.

La storia di Billy Haines, attore gay del cinema muto
William J. Mann autore della biografia “Wisecracker: The Life and death of William Haines” ha definito Haines “l’esempio di un attore in grado di vivere con integrità e senza farsi definire da nessuno, in grado di scegliere l’autenticità prima della carriera e le ambizioni

 

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