Lady Diana, principessa del popolo ed eterna icona LGBT: il ricordo a 24 anni dalla sua morte

Un omaggio a Lady Diana, a 24 anni dalla sua tragica scomparsa.

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Lady Diana abbraccia un paziente malato di AIDS.
2 min. di lettura
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Lady Diana, eterna icona LGBT.

 

24 anni fa la vita di Diana Frances Spencer volgeva al termine. Ex moglie dell’erede al trono Carlo, futura principessa del Regno Unito, Lady Diana è morta il 31 agosto 1997 per un incidente avvenuto nel tunnel del Pont de l’Alma, a Parigi, assieme al compagno Dodi Al-Fayed e al loro autista.

La sua morte fu una tragedia non solo per la sua famiglia, ma anche per tutti i britannici. E dietro i complotti e i misteri che avvolgono e collegano la sua morte e la famiglia reale inglese, oggi ricordiamo Lady Diana quando era ancora in vita. Ricordiamo il suo impegno a difesa dei più deboli. Per ricordarla come una grande icona gay.

Lady Diana era davvero un’icona gay?

Diana ha detto “no” all’oppressione, ha sfidato le regole e i paletti che la famiglia reale doveva rispettare. Una ribellione nei confronti del potere patriarcale maschile rappresentato dall’ex marito Carlo, e una voglia di libertà, di vivere la propria vita.

Anche solo per questo, la comunità LGBT ha visto in Lady Diana una figura da ammirare, da rispettare, da prendere come icona. Certo, non è molto simile alla nostra Raffaella Carrà, o a Madonna, o ancora a Cher. Ma a modo suo, Lady D ha saputo stare dalla parte della nostra comunità.

La lotta all’HIV

L’azione più significativa è stata senza dubbio quando inaugurò la prima unità per la cura dei malati di AIDS al Middlesex Hospital di Londra. In un periodo storico in cui l’AIDS stava uccidendo, quando anche solamente toccare una persona sieropositiva era impensabile, Lady Diana strinse la mano a tutti, senza guanti, senza paura.

Con il suo gesto, portò conforto a decine di pazienti che sapevano che non sarebbero vissuti ancora a lungo. E grazie a questo gesto, la principessa contribuì a sradicare la convinzione che anche il solo contatto fisico era veicolo di trasmissione del virus dell’HIV. Un impegno che non si concluse qui. Diana non si fermò a una comparizione davanti le telecamere, ma si spese anche in discorsi, fatti concreti, tutti volti a prevenire il diffondersi della malattia e a convincere che le istituzione dovevano fare qualcosa per evitare migliaia di morti.

Stesso impegno per le mine antiuomo, accusando direttamente e senza mezzi termini la NATO e perfino il Regno Unito per non essere mai intervenuto in merito.

Elton John, Freddie Mercury, George Michael

Inutile ricordare un fatto reso noto solo pochi anni fa riguardo Lady Diana e il cantante dei Queen, Freddie Mercury. I due, assieme ad amici, passarono la serata presso il Royal Vauxhall Tavern. Per tutta la sera Diana non venne riconosciuta, poiché travestita da uomo.

Chiudiamo, con la profonda amicizia della principessa con Elton John e George Michael, con i quali si sentiva davvero felice.

Lady Diana era un’icona LGBT

Quindi, alla domanda se Lady Diana è stata davvero un’icona gay, la risposta è sì. Anzi, non era. Lo è ancora. E lo sarà per sempre.  

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massimom76icloudcom 31.8.20 - 20:24

davvero interessante. non sapevo nulla di Lady D....

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