Intervista a Ivana Spagna: “Amo il mondo gay perché, come me, non si nasconde”

Il nuovo singolo, il tentato suicidio, la voglia di raccontare tutto, Sanremo e la fine del rapporto con Loredana Bertè.

Diciamoci la verità: Ivana Spagna è la più grande rock star italiana di tutti i tempi. Tralasciando un periodo fatto da lupi solitari, gente come noi e cerchi della vita, la Spagna più famosa d’Italia ha avuto una vita così borderline che quella di Ozzy Ousborne, a confronto, è una vera e propria passeggiata. Si sposò, nel ’92, con Patrick Debort, ma il loro matrimonio a Las Vegas durò meno di una settimana. Ancor prima di sposarsi, l’immensa Ivana si regalò un naso nuovo per cacciare via i complessi che le avevano rovinato i primi anni della sua esistenza. A seguire ha denunciato (ma poi ritrattato) la sua sosia Wanda Fisher perché si spacciava per lei nei locali. Per non farsi mancare nulla, oltre ad essere un’icona gay come poche e aver cantato al mondo intero la trasgressivissima hit Easy Lady, ha parlato di un periodo dove avrebbe voluto togliersi la vita, raccontando di esser uscita dalla depressione grazie all’aiuto di un gattino, ha cantato, sopportato e supportato Loredana Bertè ed ora, a pochi giorni dal santissimo venticinque Dicembre, dopo aver venduto più di 11 milioni di dischi nel mondo, Ivana Spagna torna con un nuovo singolo dall’oltraggioso titolo A Natale crolla il mondo.

Un nuovo singolo con un titolo che la dice lunga. Che rapporto ha con il Natale?

La verità? Quando ero più piccola, come un po’ tutti, non aspettavo altro. Dietro la povertà della mia famiglia, c’era tanto amore e mi bastava solo quello. Poi, man mano, sono venuti a mancare i miei e, da quel momento, non volevo saperne più nulla. Oggi, invece, con mio fratello, dopo anni di non festeggiamenti, abbiamo riprovato a rivederci la sera della Vigilia e sono molto contenta.

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Secondo lei, a Natale, prevale l’amore o il consumismo più sfrenato?

Vorrei dirle l’amore, ma purtroppo prevale il consumismo ed è quest’ultimo ad aver cambiato il clima del Natale. Il Natale era l’amore, lo stare in famiglia, il preparare l’albero o il presepe tutti insieme. Oggi ci si aspetta solo il bel regalo e guai se viene a mancar quello.

Ho appena finito di leggere la sua biografia. Si rende conto che se fosse nata in qualsiasi altro Paese, lei sarebbe stata una vera e propria rock star?

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Lo pensa davvero?

Sì e mi riferisco alla sua vita, alle sue avventure…

Per certi versi lo penso anch’io, soprattutto visti gli inizi della mia carriera quando prestavo la voce per altri gruppi. In Italia mi dicevano sempre: “Si chiama Spagna, canta in inglese ed è italiana. Non funzionerà mai!”.

Piuttosto: non si è mai pentita di aver messo a nudo tutta la sua vita in un libro?

Pentita? No, anzi. Mi vergognavo di alcune cose, quello sì, ma se non l’avessi scritte non mi sarei mai sentita libera. Ho faticato molto nello scriverlo. Pensi che ho buttato via, almeno due volte, le prime bozze. Ho affrontato le cose più dure della mia vita e son contenta di averlo fatto e sa perché? Grazie a quel libro, se vogliamo anche così struggente, ho aiutato tante persone.

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Neanche quando parlò della volta in cui cercò di togliersi la vita?

No, penso che fosse importante raccontare quel periodo. Venivo da un momento molto difficile e sa cosa mi hanno detto alcune persone che han letto il mio libro? “Grazie Ivana. Se ce l’hai fatta tu, possiamo farcela anche noi!”. Io volevo raccontarmi per quella che ero e non per quella che avrei voluto essere. Non volevo fare la wonder woman della situazione, ma, piuttosto, volevo far vedere che tutti possono uscir dai momenti bui. 

A Vanity Fair, qualche mese fa, parlò della necessità di trovare la serenità persa. Oggi l’ha trovata?

No, la sto ancora cercando nel mondo.

E, sempre nella stessa intervista, parlò anche della voglia di trovare amici dei quali potersi fidare. Possibile che una donna di successo come lei, abbia problemi a circondarsi di persone?

Tante persone, purtroppo, mi si avvicinano per quella che sono agli occhi della gente e non per quella che sono realmente. Poi, grazie a Dio, ho qualcuno. Ho delle persone delle quali mi fido ciecamente e sono il regalo più grande che la vita potesse mai farmi.

Che rapporto ha con la popolarità?

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Non potrei farne a meno. Quando la gente mi si avvicina son io a ringraziarli. Soffrirò se un domani qualcuno non dovesse più chiedermi una foto o un autografo.

Non ha mai pensato, vista la crisi discografica: “Basta, ora smetto!”?

No, perché non ho mai cantato per il successo, ma solo per passione. Grazie al cielo, nonostante la crisi, ho le mie serate. Non rinuncio mai all’idea di esibirmi davanti al pubblico, nonostante talvolta, viste le distanze, non è così facile.

Manca poco a Sanremo: sono vere le voci che la vedono di nuovo in gara?

Quest’anno proprio no! Il mio produttore avrebbe voluto, ma io non me la sentivo, anche se le edizioni di Carlo Conti son state tra le più belle di sempre. Ha ridato lo spazio alla musica. Che bello.

Invece, che aspettative ha da questo nuovo progetto discografico?

Le aspettative non fan parte della mia vita. Ho smesso di farmele in tempi non sospetti, soprattutto dopo tutte le fregature prese. Spero solo che piaccia e che arrivi al cuore delle persone. Ho sempre lavorato per passione e mai per il risultato. Il successo è una conseguenza di un lavoro fatto bene, abbinato alla passione e a tanta fortuna.

A Natale crolla il mondo è un singolo, mentre il disco nuovo?

Non è ancora pronto. Manca poco, ma voglio esser sicura di quel che faccio fino in fondo.

Molte artiste rinnegano i primi successi. Lei ha mai litigato con qualche canzone?

No, io le adoro tutte e non capisco come mai gli altri artisti non seguano il mio esempio. Il pubblico merita di ascoltare anche il nostro passato e noi non possiamo far sempre gli snob. Guardi me: alla mia età canto ancora Easy Lady.

Aveva iniziato un bel progetto con Loredana Bertè. Poi?

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Poi due caratteri così diversi si sono scontrati. Io ringrazierò sempre Loredana per l’opportunità che mi ha dato e non mi stancherò mai di dire che è una numero 1, ma non è stato semplice lavorare con lei. Lei è un terremoto, nell’accezione bonaria del termine, mentre io sono una persona molto più calma. Tutto lì. Ad ogni modo, Loredana, dietro quel carattere così forte, nasconde un gran cuore e una generosità che solo poche persone al mondo hanno.

(KIKA) - SANREMO, 29 FEB - Quarta serata all'Ariston. andrearaffin@kikapress.com

Possibile che il mondo dei Talent non le interessi?

Possibilissimo. Mi hanno proposta un sacco di volte, ma ho sempre declinato e credo che continuerò sempre su questa strada, ma non per spocchia, mi creda. È giusto aiutare le nuove generazioni, è giusto dare una chance a qualcuno ed è ancor più giusto dare dei consigli, ma trovo profondamente ingiusto che sia io a decidere il destino di una persona. Non fa per me.

Si sa: lei è un’icona gay. Si è mai chiesta perché piace così tanto al mondo LGBT?

Perché io, come loro, non mi son mai nascosta. Non ho mai finto di essere quella che non sono, con tutte le mie fragilità. Io vado d’accordissimo con le persone che son se stesse e il mondo gay, per quel che mi riguarda, è il mondo più sincero che c’è.

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Sarebbe favorevole alle adozioni per le coppie omosessuali?

Certo che son favorevole. L’amore è una cosa semplice e le unioni gay son come quelle degli etero. Ho amici gay che stanno insieme da una vita e ai quali affiderei, senza dubbio, un bambino. Famiglia è dove c’è amore. L’unica cosa da combattere è la guerra, e non la guerra al mondo gay come alcuni stanno facendo.

Tutte le star sono un po’ stronze. Lei?

Io? Non credo. Non lo sono mai stata e forse farei bene ad esserlo.