QUEI TRIANGOLI DIMENTICATI

Costretti a frequentare bordelli. Castrati coi raggi X. Sottoposti a interventi sperimentali letali. Usati come bersagli. La Giornata della Memoria ricorda la persecuzione nazista degli omosessuali.

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5 min. di lettura

Nel 1933 il nazismo si afferma in Germania con l’ascesa al potere di Adolf Hitler. Il Reichstag, dopo molte petizioni popolari firmate da Hermann Hesse, Albert Einstein, Thomas Mann ed altri illustri personaggi, sta discutendo un progetto di legge per depenalizzare l’articolo 175 del codice penale che punisce l’omosessualità. Ma il nuovo governo nazionalsocialista impone per quell’articolo pene ancor più severe, con condanne fino a dieci anni di lavori forzati e per molti anche il carcere a vita. Il nazismo alleatosi con il fascismo italiano di Mussolini, porterà l’Europa alla seconda guerra mondiale, all’apertura dei campi di concentramento, allo sterminio di gay, ebrei, zingari e quant’altri; scrivendo una delle pagine più buie nella storia dell’umanità. In Italia la virilità mussoliniana non prende neppure in considerazione che possa esistere l’omosessualità, fin quando in Germania e nei paesi occupati o collaborazionisti inizia una strage insensata rivolta alle minoranze sessuali. Le nefande idee sulla razza superiore scatenano Hitler e i suoi generali contro i gay. La Gestapo riceve l’ordine di recensire gli omosessuali; sotto l’ira del Führer finiscono le SA (Sonder Abteilung), reparti speciali di polizia all’interno dei quali, secondo lo stesso Hitler, esistono uomini “depravati e contro natura” e nel giugno del ’34, nella storica “notte dei lunghi coltelli” vien fatto fuori il loro capo Ernst Röhm. Il 16 novembre 1941 un decreto firma la condanna a morte «a tutti quelli che avranno dei rapporti omosessuali, attivi o passivi». Si aprono le porte dell’Olocausto per milioni di omosessuali. La Germania ha bisogno di una espansione demografica a fronte di un tasso di natalità molto basso e la polizia indica in due milioni il numero degli omosessuali tedeschi. «Quelli che praticano l’omosessualità – tuona il ministro della propaganda e dell’informazione Joseph Paul Goebbels – privano la nostra nazione dei bambini che le sono dovuti».
Il regime nazista tenta goffamente di “guarire” gli omosessuali con le ricette dettate dal capo delle SS Heinrich Himmler. Gli omosessuali vengono portati nei bordelli; tradotti nei luoghi di lavoro forzato con donne il cui compito è “sedurre”; infine la decisione ultima dello sterminio nei lager nazisti.
Quanti ne arrivarono? Quanti furono gasati o lasciati morire di stenti, fame e torture? Oltre un milione, anche se i “triangoli rosa” finiti nei campi di concentramento furono molto di più.
Erano loro i destinatari dei disprezzi più grevi, messi ad aspettare la morte accanto a quei detenuti detestati anche dagli altri deportati. Ad Auschwitz coloro che avevano cucito il triangolo rosa, venivano messi in particolari baracche e sottoposti ad un regolamento speciale che li obbligava a dormire vestiti e con le mani sopra la coperta. Chi veniva trovato a scaldarle sotto era innaffiato con acqua gelida e trascinato all’addiaccio per più di un’ora: tanto bastava per condurlo alla morte siderale. Medici-torturatori studiavano una nuova forma di castrazione ai raggi x. Libertà – dicono – per coloro che accetteranno. Per molti diventa nuovo strumento di afflizione e morte e, per chi resiste, l’invio sul fronte russo nella divisione di disciplina Dirlewanger. Ancora il carnefice Himmler che sperimenta la “pila Vaernet”: un ormone maschile cristallizzato introdotto nell’ano. Nel lager di Sachsenhausen, i “triangoli rosa” vengono costretti dalle SS a costruire un campo di tiro. Durante i lavori i soldati mirano a quel simbolo rosa cucito sulle loro sdrucite giacche sterminandoli tutti.
Eppure questo genocidio non fa parte dei libri di storia, si ricordano gli ebrei, si dimenticano gli altri. La memoria collettiva sembra volersi sbarazzare dei “triangoli rosa”: una storia da dimenticare, un martirio senza diritti!
Jean Boisson, autore di “Le Triangle Rose” (Ed. Robert Laffont), dice: «Trattare in modo diverso le diverse vittime del nazismo, esaltandone alcune e dimenticandone altre, equivale a concludere che le dottrine hitleriane non avevano lo stesso grado di perversità e che ne esistevano addirittura di positive».
Pochi sanno e molti non sapranno che la “Giornata della Memoria” del 27 gennaio commemorerà anche gli omosessuali sacrificati sull’altare dell’odio, grazie al silenzio coatto dei mass media nazionali. Molte associazioni gay hanno in programma iniziative per lunedì 27 a cui vi invitiamo a partecipare, per non dimenticare le vittime della “soluzione finale” nazista, lasciandovi alle parole di Jean Boisson: «Nessun serio lavoro di ricerca è stato fatto dopo la caduta del Terzo Reich per studiare l’Olocausto dei triangoli rosa, né i sopravvissuti hanno voluto parlarne».

^STRIESTE^s * Venerdì 17 gennaio alle ore 18.00 alla Stazione Marittima, sala Vulcania, Molo Bersaglieri, la Prof.ssa Tullia Cattalan presenta il libro “Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo” (a cura del Circolo Pink di Verona) saranno presenti anche Giulio Russo e Gianni Zardini del Circolo Pink di Verona; intervento dell’Euro parlamentare prof. Gianni Vattimo. Sabato 18 gennaio alle ore 10.30 presso il Museo della Risiera di San Sabba, ricordo delle vittime omosessuali perseguitate da tutti i regimi. Lunedì 27 gennaio: Partecipazione di Arci Gay Arci Lesbica di Trieste alla cerimonia in Risiera per il Giorno della Memoria
^SGROSSETO^s * Sabato 25, presso la sala Conferenze del Museo Archeologico di Grosseto dalle ore 17,00, presentazione del libro “Uomini e Demoni” con gli autori Stefano Ardenti e Sara Vedova edito dal Comune e dalla Provincia di Terni. Il libro racconta dell’olocausto dei gay, vittime assieme a ebrei, zingari e prigionieri politici della follia Nazifascista. Lunedì 27 gennaio, alle ore 11.30 ricordo delle vittime presso il Campo di Concentramento di Roccatederighi.
^SBRESCIA^s * Arcigay Orlando e Libreria Rinascita di Brescia saranno lunedì 27 gennaio alle 20.30 in Piazza Loggia per il concerto di musiche Kletzmer e zingare “Io Ricordo”. Martedì, ore 21, alla libreria Rinascita, presentazione del libro “Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo” a cura del Circolo Pink, Ed. Ombre Corte. Saranno presenti: Giulio Russo, Gianni Zardini e Roberto Andrea Lorenzi. Mercoledì 29 incontro di Giulio Russo e Gianni Zardini con studenti di scuole medie e superiori per parlare della persecuzione nazista contro gli omosessuali.
^SS. MARCELLO PISTOIESE^s * “La memoria difficile”, eventi sull’Olocausto: 26 gennaio, ore 15.30 Maresca – Le Ginestre “Gli Olocausti dimenticati:zingari – omosessuali” con Sara Valentina di Palma, Gianfranco Goretti e la soprano Isabel Ricciardi Di Gaudesi. Proiezione di diapositive di Paolo Nannini e Giuliano Ferrari. Lunedì 27 partecipazione alla inaugurazione Lapide commemorativa per gli internati nei lager del comune di San Marcello e presentazione del libro “I.M.I. 156452 Il coraggio del NO” di Nilo Negri.
^SBARI^s * Sabato 25 gennaio 2003 nell’aula consiliare del Palazzo della Provincia di Bari conferenza con Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay; i parlamentari Franco Grillini, Alba Sasso e Nichi Vendola; Marcello Vernola, presidente della Provincia di Bari; Michele Bellomo e Rosaria lodice, portavoce del BariPride2003; Eva Catizone, sindaco di Cosenza; Andrea Benedino presidente del consiglio comunale di Ivrea; Gianni Giannini, capogruppo Ds Comune dl Bari: Gigliola Toniollo, responsabile ufficio Nuovi Diritti della Cgil nazionale; Alessandro Cobianchi, presidente regionale Arci Nuova Associazione; Silvia Godelli, psicologa e docente universitaria. L’incontro, moderato da Teodoro Scordia, è organizzato da Arcigay G. Forti – Bari; Arci Puglia; Arcigay Nazionale; Albalonga; Auser; BariPride2003; Cgil Regionale; Centro Sociale Coppola Rossa; Centro Sociale Fabbrica Sociale: DS U. C. – Bari: Giovani Comunisti; Raff: Rifondazione Comunista: Sinistra Giovanile – Bari; Sinistra Giovanile Puglia; SPI CgiI – Bari; UDU UDS: Ufficio Nuovi Diritti Puglia; Ufficio Nuovi Diritti Nazionale.
^SCREMONA^s * Domenica 26 gennaio alle ore 20,30, spettacolo teatrale “A Come Srebrenica”, regia di Simona Gonela con Roberta Biagiarelli ; al Teatro “A. Ponchielli” (Ingresso: posto unico € 3,50). Lunedì 27 gennaio alle ore 17.00, “Triangoli. Simboli di uno sterminio”, Tavola rotonda per non dimenticare al Centro Culturale S. Maria della Pietà – “Sala Rodi”: Intervengono Ernesto Rossi, Componente direttivo “Opera Nomadi”, Yasha Reibman, Portavoce comunità ebraica di Milano, Aurelio Mancuso, Segretario Nazionale ARCI Gay, Francesco Pellegri, Coordinatore Testimoni di Geova di Cremona. Martedì 28 gennaio alle ore 21.00, proiezione del film “Sobibor, 14 octobre 1943, 16 heures”, regia di Claude LanzmannTeatro “Filo”.
^SMILANO^s * Elementogaio, collettivo gay lesbico dell’Università degli Studi di Milano, aderisce alla giornata della memoria. Domenica 26 gennaio parteciperà al Corteo che parte alle ore 15.00: appuntamento alle 14.30 davanti allo SpazioOberdan, p.zza Oberdan M1 Porta Venezia.
^SBOLOGNA^s * Venerdì 31 gennaio presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna si terrà un pubblico dibattito sull’Olocausto, cui parteciperanno il presidente nazionale Arcigay Sergio Lo Giudice, lo scrittore e musicista Moni Ovadia, il presidente nazionale dell’associazione ex deportati Gianfranco Maris e lo storico Valerio Marchetti.

di Mario Cirrito

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