Il rischio di trasmissione dell’HIV attraverso rapporti non protetti nella pratica del sesso orale non è ancora ben chiarito e definibile. Al momento possiamo dire con certezza che il rischio è significativamente più basso che nella pratica di rapporti non protetti anali e vaginali.

Nello studio, di cui sotto gli estremi, ricercatori spagnoli hanno cercato di valutare il rischio di trasmissione del virus a causa di rapporti orali non protetti in una coorte di coppie eterosessuali sierodiscordanti. Lo studio contemplava 135 individui sieronegativi (110 donne e 25 uomini), che hanno riportato esposizione all’HIV causa rapporto oro-genitale non protetto, seguiti dal 1990 al 2000. Entrambi i membri della coppia sono stati seguiti ad esami ogni 6 mesi. Varie informazioni di carattere comportamentali ed epidemiologiche sono state prese in questi mesi.

Dei 135 partner infettati, l’8.1% è stato diagnosticato in AIDS, il 15.6% aveva CD4 10.000 cp/ml. Inoltre, nel periodo di osservazione, il 39% dei pazienti ha ricevuto la HAART. I ricercatori hanno trovato che nei 10 anni ci sono stati circa 19.000 esposizioni non protette urogenitali. Si parla, per le donne sieronegative (110) di 17000 rapporti sessuali passivi e/o orali di cui 3600 con eiaculazione nel cavo orale. Per i 25 uomini sieronegativi, partner di donne HIV+, si parla di 1700 esposizioni a rapporti non protetti con 1081 episodi di sesso orale. Nonostante questi numeri elevati e sorprendenti non vi è stata alcuna sieroconversione del partner dovuta ad un rapporto orale non protetto. In 10 anni di follow-up. Si conclude dicendo che 135 persone seguite per dieci anni non hanno avuto sieroconversioni nonostante 19.000 rapporti non protetti urogenitali.

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N.d.r.: si specifica per chiarezza che altri studi non sono così favorevoli sulle basse percentuali di rischio.

Reference: J del Romero and others. Evaluating the risk of HIV transmission through unprotected orogenital sex. AIDS 2002; 16:1296-97.

di Nadir notizie

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