Ogni tanto dal calcio, non quello italiano, sia chiaro, viene un segnale positivo. Nei giorni in cui ci si stupisce (qualcuno davvero, altri un po’ meno) per i cori inneggianti al regime fascista cantati dai tifosi della nazionale italiana a Sofia, il capitano della nazionale inglese, Rio Ferdinand ha chiesto esplicitamente alla Fifa di impegnarsi per combattere l’omofobia e il razzismo nel mondo del calcio. Un tabù, quello dell’omosessualità nell’ambiente calcistico, non facile da rompere né da affrontare.
Non sappiamo se Ferdinand sia o meno gay, non ci sono chiacchiere e pettegolezzi in merito, anzi, lo scorso anno fu al centro di una polemica per avere dato del ‘frocio’ in televisione a Moyles. In quell’occasione Ferdinand si premurò di chiedere immediatamente scusa dicendo: "Scusate, scusate, scusate: non sono omofobo".
Se a distanza di un anno da quel fatto il capitano inglese sceglie di farsi propmotore di una simile richiesta alla Fifa le cose sono due: o davvero non è mai stato omofobo, o se lo era adesso non lo è più, cose comunque apprezzabile e degna di nota.
Ora sta alla Fifa raccogliere l’appello di Ferdinand e lanciare una campagna contro l’omofobia e il razzismo nel calcio.