Dopo le minacce di Eugenia Roccella, da giorni in trincea contro le unioni civili, il centrodestra è tornato alla carica per bocca di Silvio Berlusconi, che ha ribadito l’intenzione di ‘modificare’ la legge approvata nel 2016.

Intervistato dal quotidiano Libero, l’ex presidente del Consiglio ha annunciato che un ‘suo’ eventuale Governo rimetterebbe mano sia alla legge sul biotestamento che alle unioni civili.

«Sono leggi sbagliate, alle quali ci siamo opposti con chiarezza, pur rispettando la libertà di coscienza dei nostri parlamentari su temi etici così complessi e delicati. Non abbiamo cambiato idea, quindi è naturale che nella prossima legislatura, se come credo avremo la maggioranza, le modificheremo. Questo non significa necessariamente tornare alla situazione di prima; significa, per quanto riguarda le unioni civili, definire chiaramente la funzione sociale del matrimonio fra un uomo e una donna, orientato alla procreazione e all’educazione della prole».

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L’ex cavaliere, che ha avuto 5 figli da due (ex) mogli differenti, promette di fatto una totale blindatura al matrimonio cosiddetto ‘tradizionale’, affondando qualsiasi ipotesi futura di nozze same-sex. Da definire, a questo punto, la posizione di tutte quelle coppie etero sposate impossibilitate a far figli. Cosa diverrà mai, il loro, se non più un ‘matrimonio’?

Dopo gli attacchi della parlamentare Roccella, che ha più volte parlato di abrogazione delle unioni civili con tanto di ipotetico referendum, la conferma di una tenaglia nei confronti della comunità LGBT è diventata realtà. Soltanto ieri Mara Carfagna, replicando a Vladimir Luxuria su Twitter, negava qualsiasi ipotesi di modifica alle unioni civili perché ‘assente’ dal programma del centrodestra. Così non sembrerebbe.

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