Irene Ghergo: “Ho infrocito la tv! I gay? Il mio miglior investimento”

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"A Signorini, salutandolo, dissi: 'Farò di te una star!'. Costantino? Una persona complicata!" Fermi tutti: parla Irene Ghergo.

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Rosa Luxemburg disse: “il primo gesto rivoluzionario è chiamare le cose con il loro nome”, ma trovare un nome ad una che della rivoluzione intellettuale ha fatto la sua cifra, non è facile come può sembrare. Irene Ghergo conosciuta da tutti, temuta da molti, è l’autrice televisiva più iconica della tv. Nata sotto il segno del Toro, è stata il braccio destro di Gianni Boncompagni, ma anche l’autrice cult di programmi come Macao, Non è la Rai, Domenica In, Markette, Pronto Raffaella e ultimo, non per importanza, Matrix ChiambrettiLa Repubblica delle Donne’. Lontana dal mondo dei social e da sempre appassionata di vite e sentimenti, la Ghergo della tv, nota per un caratterino niente male e per un talento inimitabile, si racconta per la prima volta ai lettori di Gay.It tra passioni, pentimenti e sani istinti.

Le confesso che non è stato facile rintracciarla. Non è su Instagram, Facebook e nemmeno su Twitter. 

Lo immagino. 

Posso chiederle perché è così sfuggente?

Non ho tempo da perdere e di seccature, mi creda, ne ho già abbastanza. Il cellulare è il mio strumento di lavoro, ma detesto chi ne fa un uso spasmodico.

Quindi immagino la fatica ad uscire con gli amici. Oramai, a cena, nessuno parla più..

Oramai è una cosa endemica, oltre che una cafonata senza precedenti. Non troppo tempo fa sono stata a cena dalla mitica Domietta Hercolani e tra i commensali c’erano tre generazioni: nonni, padri e figli. Nessuno ha osato tirar fuori uno smartphone. Tutto ciò ha reso l’atmosfera unica e speciale.

Una vita intera dietro le quinte. La lucina rossa rossa della telecamera non le ha mai fatto gola?

No, non ho mai investito nell’apparire e Gianni Boncompagni lo sapeva bene. Per dispetto, ogni tanto mi inseguiva con la telecamera mentre io fuggivo. È stato un sano istinto.

Anche se in un certo periodo è stata la prima ‘giudice’ di un talent show..

Sì, in un momento di passaggio, ebbi una breve parentesi come giudice nel programma tv Popstars. Ricordo che in quel contesto non avevo filtri, non avevo copioni ed esercitavo la mia naturale propensione alla critica.

Non le hanno più proposto nessun programma dopo quell’esperienza lì?

Qualcosina, ma non ho più accettato. Ha sempre prevalso il resto. 

E quindi non accetterebbe più nulla?

Mai dire mai. Tutto dipende dall’occasione. 

Negli anni ha collezionato più amici o nemici?

Metà e metà. 

Magalli, ad esempio, oggi, in quale categoria rientra?

Un nemico del passato. Oggi quando c’incontriamo ci abbracciamo.

Conosce qualche leggenda o diceria sul suo conto?

Dicono che sono una stronza. Io direi una stronza sentimentale. Suscito da sempre sentimenti forti. 

E certe chiacchiere le fanno male?

No, assolutamente. Essendo così diretta, ci sta che qualcuno possa averlo pensato, ma compenso con chi mi ama molto.

I gay, ad esempio..

Loro sono stati il mio miglior investimento! Mi sono sposata a diciotto anni, e sa cosa mi diceva mio marito? “Tu non sei sposata con me, tu sei sposata con loro!”. 

Sarebbe favorevole alle adozioni per le coppie omosessuali?

Sì, purché sia un gesto di vero amore e non un capriccio.

Crede che possano esserci altre motivazioni dietro un’adozione?

Delle volte ho paura che qualcuno voglia ‘imitare’ un po’ troppo la famiglia tradizionale. Detto ciò, i bambini hanno bisogno solamente d’affetto e sono fortemente convinta che due uomini, piuttosto che due donne, possano darglielo.

Pierluigi Diaco, suo grande amico, ha parlato di una grande storia d’amore, seppur platonica, tra di voi. Allora è vero che è una seduttrice seriale…

Se lo dice lui.. (ride, ndr).

Sempre Diaco, in un’intervista al sottoscritto, disse: “Non sopporto quelli che fanno i gay di professione!

A me lasciano indifferenti. Ognuno fa quel che può fare. Io poi non posso proprio parlare: ho infrocito la tv!

Parteciperebbe mai al Gay Pride?

Beh, sì. Se ho del tempo, perché no?

Parla sempre di tempo.

Oggi il lusso più grande è avere del tempo libero da dedicare al ‘cazzeggio’. Tempo che io non ho.

A proposito di tempo, ha inventato personaggi come Costantino della Gherardesca, ma anche Sandro Mayer, Palombelli, Ambra e tutte le ragazze di Non è la Rai. Col senno di poi si è mai pentita di aver dato luce a qualcuno? 

No, non ho pentimenti. Sandro Mayer, ad esempio, a Ballando è stato definito “l’uomo delle emozioni”.

Ingratitudine ne ha subita?

Da Costantino della Gherardesca! Lui lascia un po’ a desiderare. L’ho conosciuto in sala parto e l’ho sempre accolto a braccia aperte. Pensi che abitò anche a casa mia per un lungo periodo. È una persona molto complicata. 

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