Rai3 replica a Vladimir Luxuria: ‘nessuna censura, abbiamo spostato ‘Alla Lavagna’ per motivi di palinsesto’ (ma in seconda serata!)

La puntata con Vladimir Luxuria protagonista andrà in onda a gennaio, ma in 2° serata.

Ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri il ‘caso’ Alla Lavagna/Vladimir Luxuria, con l’ex parlamentare che ha denunciato il secondo sospetto slittamento della sua puntata dedicata all’omofobia e al bullismo, al cospetto di giovanissimi studenti.

Immediata la richiesta di chiarimenti da parte non solo di Vladimir bensì anche delle principali associazioni LGBT. “La puntata di Vladimr parlava di bullismo ed omofobia, pertanto troviamo molto strano che tutte le precedenti puntate sono state confermate ed andate in onda, comprese quella del ministro Salvini. Pertanto chiediamo, all’Amministratore Delegato della RAI Fabrizio Salini un incontro per chiarimenti su quanto accaduto, ed essere rassicurati che la nuova Rai non ritorni indietro di 20 anni, quando parlare correttamente di lesbiche gay e trans era un tabù“, ha tuonato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, seguito a ruota da Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay: “La domanda che Luxuria pone, e cioè se il continuo rinvio sia da attribuire a una censura dall’alto a temi come il contrasto al bullismo omotransfobico, è legittima e interpella direttamente la direzione di Rai 3, alla quale anche noi chiediamo spiegazioni esaurienti. Quel format, vogliamo dirlo chiaramente, ci ha lasciati perplessi sin dall’inizio: la nostra esperienza di interventi nelle scuole ci porta a pensare che l’avvicinamento di ragazzi e ragazze così giovani (dai 9 ai 12 anni) a temi che attraversano il dibattito pubblico (la lotta alla mafia, il razzismo, l’immigrazione, solo per citarne alcuni), debba essere costruito attraverso un processo graduale, progettato assieme alle figure educative, e non attraverso un format televisivo che tenta di spettacolarizzare questo percorso sovrapponendolo a un intrattenimento per il pubblico generalista. La perplessità si trasforma in vero e proprio allarme nel constatare che il programma ha già mandato in onda due puntate con in cattedra rappresentanti del governo (i ministri Salvini e Toninelli) e nel frattempo ha scelto di censurare la puntata di Luxuria, che evidentemente rappresenta temi non graditi alla maggioranza parlamentare. Questa lettura, che trova riscontro nei fatti, trasformerebbe quella trasmissione da format educativo, a nostro avviso già discutibile, a vera e propria propaganda che strumentalizza i minori. E’ perciò indispensabile che la rete fornisca a questo punto i dovuti chiarimenti”.

E dalla rete, dopo una giornata di attacchi, è finalmente arrivata risposta. Rai 3, fanno sapere da Viale Mazzini, “ha deciso di spostare, esclusivamente per ragioni di palinsesto, l’ultima settimana di programmazione di Alla lavagna dall’access feriale di dicembre alla seconda serata del sabato di gennaio. Dal 12 gennaio al 9 febbraio le puntate di Alla lavagna che hanno come protagonisti Paolo Cirino Pomicino, Vladimir Luxuria, Nicola Molteni, Daniela Santanchè e Maurizio Landini andranno quindi in onda subito dopo Le parole della settimana”.

La rete ha inoltre definito “sorprendente che una scelta tecnica di palinsesto possa aver suscitato tanto clamore, proprio nei confronti di una rete come Rai3 che recentemente ha dedicato Stato civile alle unioni civili e Storie del genere ai percorsi di transizione di genere. Una rete che da sempre fa servizio pubblico dando spazio a tutte le voci“.

Vero, verissimo, però è ancor più vero che spostare per ben due volte Vladimir dall’annunciato access time ad una futura 2° serata, equivale di fatto ad una chiara ed inequivocabile decisione censorea. Anche perché Alla Lavagna, checché se ne dica, nasce come trasmissione educativa anche, se non soprattutto, nei confronti dei più piccoli, che a quell’ora staranno già nel mondo dei sogni. ‘Meglio mandare prima i bimbi a letto?si chiede ora Vladimir sui social, per una brutta e discutibile pagina di programmazione televisiva, probabilmente figlia dei (preoccupanti) tempi che stiamo vivendo.