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Una squadra di calcio queer in Cambogia: benvenutə al The Lotus Sports Club

I registi Tommaso Colognese e Vanna Hem ci parlano del documentario vincitore del Diversity Awards 2023.

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The Lotus Sports Club
The Lotus Sports Club
4 min. di lettura

Che siano produzioni di piattaforme di streaming o circuiti indipendenti, le storie queer sullo schermo crescono sempre di più.

Uno step in avanti rispetto il passato, quando di rappresentazione LGBTQIA+ nei media nemmeno se ne parlava. E se la prospettiva è tre volte su quattro sempre quella bianca e cisgender, The Lotus Sports Club è la conferma che le nostre storie non rimangono circoscritte all’esperienza occidentale.

Dopo aver fatto il giro del mondo – dall’Hong Kong Lesbian and Gay Film Festival, al BFI Flares di Londra, passando per il NewFest Film Festival di New York – il documentario di Tommaso Colognese e Vanna Hem si è portato a casa il prestigioso Diversity Tv Awards (nello specifico, MIPCOM Cannes Diversify TV Awards for Best Representation of LGBTQIA+ Non-Scripted) a Cannes.

È stato davvero inaspettato e incredibile” ci racconta Colognese “Eravamo in competizione contro 2 programmi commissionati da Channel 4 e ABC Australia, che avevano programmi o film prodotti o distribuiti da grandi networks come BBC, Apple TV+, Disney, Netflix – ma nel nostro caso c’era stato nessun committente o grande network che avesse prodotto il documentario. Siamo solo una piccola produzione indipendente, nata dalla comunità LGBTQIA+ cambogiana”.

Un viaggio iniziato nel 2014, quando Vanna Hem – entrato in contatto con RoCK (Rainbow Community Kampuchea Organisation) principale organizzazione LGBTQIA+ in Cambogia, gestita interamente da attivistə cambogianə – ha unito le proprie forze insieme all’ONG Olandese Document Our History Now per finanziare e raccontare le storie di comunità marginalizzate sul territorio.

Il sodalizio tra Hem e Colognese comincia nel 2015, sul set di First They Killed My Father, produzione Netflix diretta da Angelina Jolie: “Angelina mi disse di un assistente alla regia che aveva diretto dei documentari brevi su argomenti di Human Rights e LGBTQIA+ e mi diede un drive con i suoi corti da visionare.” racconta Colognese a Gay.it “Ho guardato i suoi lavori e son rimasto sorpreso dalla bellezza dei cortometraggi. Siamo diventati amici e Vanna successivamente mi coinvolse nel progetto di documentario a cui stava lavorando, che oggi è diventato The Lotus Sports Club”.

Nel 2017, dopo aver visionato il primo assemblaggio della storia, sia Colognese che l’altra co-sceneggiatrice Martina Serafin hanno sentito l’urgenza di far conoscere il Lotus Sports Club al resto del mondo.

Il film segue le giornate di Pa Vann, uomo trans di 61 anni e allenatore della squadra di calcio Lotus Sports Club, a Kampong Chhnang, composta interamente da ragazzə under 21, di cui ampia parte queer e transgender (“I miei genitori lo conoscono da quando ero bambino. All’epoca era un tassista e per anni ha insegnato nella scuola dove studiavo” ci racconta Hem).

Tra tuttə conosciamo Leak e Amas, due adolescenti transgender che in Pa Vann trovano una chosen family dove esprimersi liberamente e sentirsi davvero a casa.

Ma durante la fase di editing arriva il colpo di scena: sia Leak che Amas scelgono di lasciare la squadra e trasferirsi in città per cercare un lavoro ed essere indipendenti.

Un cambio di rotta che ribalta le aspettative e contribuisce a rendere il film qualcosa di più: non solo un documentario su una realtà sportiva inclusiva in Cambogia, ma un vero e proprio coming of age avvenuto sotto gli occhi dei due registi. “Nelle interviste del film Leak ci diceva che nonostante volesse restare nel team di Pa Van, sentiva la pressione dei suoi genitori e l’urgenza di trovare un vero lavoro” racconta Colognese “Non capivamo perché fosse così emotivo sul momento, e nel giro di una settimana abbiamo saputo che aveva lasciato il Lotus Sports Club senza dire nulla, e successivamente Amas l’ha seguito”.

Dopo cinque anni – tra rallentamenti vari (Hem doveva spesso viaggiare da Phnom Penh a Kampong Chhnang per dedicarsi alle riprese) e una pandemia globale di mezzo – il loro piccolo grande film è diventato realtà.

Un documentario che amplia lo sguardo di chi guarda e soprattutto sfugge al tranello delle narrazioni pietistiche e tragiche di tante rappresentazioni odierne. Quello di Leak, Amas, e Pa Vann è un racconto inter-generazionale che mantiene tutti gli elementi cardine della storia di formazione, e al contempo li eleva senza spettacolarizzare o romanticizzazzioni hollywoodiane.

Al contrario, ci accompagna nella loro quotidianità con delicatezza, ironia e un crescente senso di empowerment che permette alle realtà queer più marginalizzate di riconoscersi un futuro migliore.

Ho avuto la possibilità di ampliare la mia conoscenza della comunità queer e del sud-est asiatico . Immergermi in questa chosen family di persone che si sostengono e prendono cura l’unə
dell’altrə a vicenda è stato di grande ispirazione” ci dice Colognese.

Un traguardo condiviso con Vanna Hem che investendo energie e tempo nel progetto che ha più a cuore, non solo ha firmato il suo primo lungometraggio, è fiero di aver imparato così tanto e soprattutto di essere riuscito a condividere una storia sulla comunità queer cambogiana con tutto il mondo.

Ma la loro storia non si ferma ai titoli di coda: quest’anno il team di Lotus Sports Club si prepara al primo viaggio intercontinentale ad Hong Kong, accoltə da Salun Chhim – gender e cultural consultant del film che sta utilizzando la storia del film come “case study” del suo dottorato di ricerca sull’utilizzo di termini LGBTQ+ occidentali nei confronti della comunità LGBTQ+ cambogiana – e per partecipare ai Gay Games 2023, evento multisportivo internazionale e culturale organizzato ma persone LGBTQIA+ che si terrà dal 3 all’11 Novembre.

Il film farà tappa il 28 Ottobre a Copenaghen per il MIX CPH, il 2 e 7 Novembre in Svizzera al Queersicht LGBTQIA+ Film Festival Bern 22 October 2023, al Perspektiven – Human Rights for Youth Film Festival di Chemnitz in Germania, e dall’8 al 17 Novembre al Bajo Nuestra Piel International Film Festival on Human Rights in Bolivia.

In attesa di vederlo al più presto anche nel nostro paese, potete sostenerlo partecipando alla raccolta fondi importante per coprire le spese del team durante i Gay Games 2023 a questo link o alla seconda campagna di fund-raising, organizzata da un gruppo di donne queer in Cambogia a quest’altro link.

Link ulteriori per saperne di più:

https://rockcambodia.org

http://documentourhistorynow.org/

https://www.gghk2023.com

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