Unioni civili: emendamento dei cattolici del PD contro l’adozione

Prove di inciucio tra NCD e 15 cattolici del PD: anziché la stepchild ci sarebbe l'affido

Unioni civili: emendamento dei cattolici del PD contro l'adozione - rosa maria digiorgi base 1 - Gay.it
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Dopo l’annuncio del nuovo testo del DDL Cirinnà sulle unioni civili, che ha lasciato sperare che dentro il Partito Democratico i mal di pancia dei cattolici fossero passati, e le dichiarazioni successive della stessa relatrice che aveva parlato di partito unito, supportata da adesioni pesanti al suo testo come quelle del potente senatore Andrea Marcucci, i guai non sembrano finiti e le pressioni degli ambienti cattolici sembrano aver trovato un terreno fertile dentro una parte minoritaria del Partito Democratico.

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La coerenza della senatrice Di Giorgi

Ad aprire le danze nel PD è stata ieri la Senatrice fiorentina Rosa Maria Di Giorgi, ex renziana di ferro, ora – dicono i maligni – caduta un po’ in disgrazia e per questo in cerca di nuovo spazio politico. Nel pomeriggio di ieri, è stata lei a dichiarare: “Il ddl sulle Unioni Civili è un testo di legge in fase avanzata ma ancora non conclusa. In particolare, su un punto fondamentale come quello dell’adozione del figlio del partner serve uno sforzo ulteriore, per affrontare una questione fondamentale per la vita e la felicità non solo degli adulti quanto dei bambini. Nel ddl serve infatti più attenzione ai bambini che verranno coinvolti dalla norma sulle adozioni, la c.d. stepchild adoption che devono essere garantiti al di là del desiderio di genitorialità a tutti i costi. Troveremo l’equilibrio necessario tra affido e adozioni, ma certamente non ci distrarremo e non accetteremo soluzioni pasticciate.”. Peccato che fosse proprio la Senatrice una delle prime firmatarie della proposta di legge del Senatore Marcucci sulle unioni civili che sul punto dell’omogenitorialità prevedeva una soluzione che oggi pare iperuranica: la presunzione di paternità in costanza di unione civili. Leggiamo insieme l’articolo della proposta di legge datata dicembre 2013: “In caso di unione civile la parte contraente è considerata genitore del figlio dell’altra parte fin dal momento del concepimento in costanza di unione civile, anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita“. In sostanza, la stessa Di Giorgi che ieri si è messa a capofila dei cattolici del PD contratri alla stepchild adoption nel dicembre 2013 era favorevole a che il figlio di uno dei due partner dell’unione civile (uomo o donna non importava) diventasse automaticamente figlio anche dell’altro membro della coppia, salvo un eventuale disconoscimento. Ma si sa, la coerenza non sempre risiede nei luoghi della politica.

Unioni civili: emendamento dei cattolici del PD contro l'adozione - stefano lepri - Gay.it

E così, dopo che alcuni senatori del PD, sempre di area cattolica, ieri hanno seguito la nostra Di Giorgi, stamani sulle pagine dell’Avvenire è Stefano Lepri, vicepresidente cattolico dei Senatori del PD, a rincarare la dose: “La stepchild adoption non ci convince e Cirinnà mente quando parla di posizione unitaria nel Pd. Sui primi articoli va riconosciuto uno sforzo di approfondimento, ma sulle adozioni siamo sempre stati chiari: anche per molti senatori democratici è un tema dirimente e non rinunceremo al dibattito. Andremo in Aula e vedremo le posizioni e i numeri”. Ed ancora, sul tema di quale maggioranza dovrà approvare le unioni civili: “Per tutte le riforme, anche per quelle che possono avere maggioranze più larghe, bisognerebbe partire dal perimetro della maggioranza. La sfida è allora trovare, prima, una convergenza con i nostri alleati di governo.”. Della serie: occorre assolutamente trovare una intesa con Alfano e l’NCD prima che con i 5 Stelle e SEL, tant’è che Avvenire annuncia ‘cum magno gaudio’ un incontro – ancora non confermato – tra Alfano e Matteo Renzi lunedì proprio su questo tema.

Chi sono i “malpancisti” del PD ed il loro emendamento

Nel frattempo, è ormai certo che una quindicina di senatori del Partito Democratico, di area cattolica, presenteranno oggi un emendamento il cui testo dovrebbe essere il seguente:
“I minori possono essere affidati al partner di un’unione civile tra persone dello stesso sesso quando sono figli anche adottivi dell’altro partner e l’altro genitore è ignoto, deceduto ovvero decaduto dalla responsabilità genitoriale. L’affidamento ai sensi del presente articolo è disposto, di norma, fino al compimento della maggiore età, salvo sussistenza o sopravvenienza di condizioni che possano recare pregiudizio al minore. In caso di scioglimento dell’unione civile tra persone dello stesso sesso durante il regime di affidamento, deve essere comunque tutelata, se rispondente all’interesse del minore, la continuità delle positive relazioni socio-affettive maturate. In caso di morte del genitore naturale o adottivo del minore affidato, il partner affidatario può avanzare richiesta di adozione. 5. In caso di affidamento ai sensi del presente articolo, i servizi sociali, se non richiesti di un intervento dal giudice, sono tenuti esclusivamente alla resa di un parere in sede di decisione sull’affidamento ovvero sul mantenimento dello stesso nel caso di cui al comma 3. Al compimento della maggiore età dell’affidato, il genitore affidatario può chiederne, con il consenso dello stesso, l’adozione.”.

Tra i firmatari sicuri ci sarebbero i senatori Emma Fattorini, Stefano Lepri, Rosa Maria Di Giorgi, Stefano Collina, Gianpiero Dalla Zuanna, Mauro Del Barba, Francesco Scalia, Angelica Saggese e Venera Padua.
Pronti per un tweet-bomb? Ecco i loro account:
@emmafattorini @stefanolepri @rosamdigiorgi @collinastefano @emmedibi @f_scalia @asagge @venerapadua
(Solo il Senatore Dalla Zuanna si ‘salva’ perchè non ha twitter….)

E’ questo il ‘compromesso al ribasso’ cui ieri Monica Cirinnà faceva riferimento , dicendo che in tal caso era meglio lasciar perdere la legge? Probabile, dal momento che molti commentatori sostengono che rispetto alla soluzione dell’affido è molto meglio la situazione attuale, dove una giurisprudenza consolidata assegna un ruolo al membro di una coppia omogenitoriale che non è il padre o la madre naturale. Con l’affido, invece, si entrerebbe in una sorta di limbo peggiore della situazione attuale, fosse solo che ogni due anni va rinnovato e comunque sottoposto a visite dei servizi sociali. Insomma, una nightmare rispetto alla situazione attuale.

Le reazioni

Secondo il Senatore Beppe Lumia, capogruppo del PD in Commissione Giustizia, la proposta della stepchild contenuta nel nuovo DDL Cirinnà è “una soluzione equilibrata che consente di fare un’adozione sotto il controllo del giudice in modo rigoroso. Io sono un cattolico e tanti cattolici, come me, sono per soluzioni progressiste sia nel Pd che nelle altre formazioni politiche come anche nella società italiana. Ce ne sono altri che pensano più all’istituto dell’affido. Penso che le distanze si siano accorciate e sono sicuro che la soluzione che abbiamo individuato sarà valutata dal parlamento e lavoreremo perché diventi la soluzione maggioritaria”. Ed ancora: “Lanceremo una sfida all’intero parlamento per fare in modo che le unioni civili finalmente diventino realtà: ce lo chiedono la società civile in modo massicciamente maggioritario, la Corte europea, la Corte costituzionale italiana. Tanti tribunali si sono pronunciati sull’argomento; la politica non può arrivare ultima: deve avere il coraggio di guardare alla complessità del fenomeno e decidere”.

Alla decisione dei quindici senatori del PD di strappare sul nuovo testo del ddl Cirinnà, intanto, arrivano le prime reazioni. “Le unioni civili che proponiamo sono un istituto giuridico originario che non si sovrappone al matrimonio, ma che non arretra sul piano dei diritti e dei doveri dei partner. Accesso alla genitorialita’, reversibilita’ e i diritti sociali della coppia sono temi non negoziabili per il PD”. Lo ha dichiara la deputata On. Micaela Campana responsabile Diritti della segreteria del PD. “Il nuovo testo e’ stato presentato ieri alle associazioni espressione del mondo Lgbt. E’ stata un’occasione per spiegare che l’ultima versione che andra’ in aula senza relatore e’ nata con l’intento di raccogliere il percorso fatto in commissione in questi mesi, recependo alcuni elementi emersi durante la discussione. E come gia’ annunciato, di fronte al mero ostruzionismo il Pd avrebbe usato tutti gli strumenti a disposizione del regolamento del Senato. – Continua Campana – Abbiamo l’obiettivo di portare l’Italia fuori dalla palude per quanto riguarda il riconoscimento delle coppie omosessuali e il testo proposto recepisce le indicazioni delle Corti italiane e internazionali sui diritti delle persone omosessuali”.

Unioni civili: emendamento dei cattolici del PD contro l'adozione - cirinna boschi base - Gay.it

Resta da capire durante il weekend e prima del 14 che decisione prenderà il capogruppo Zanda ed i grandi strateghi del PD, ad iniziare dalla ministra Boschi e da Luca Lotti per finire allo stesso Matteo Renzi: tirare dritto sulla stepchild adoption mettendo in crisi l’unità del Partito e della maggioranza o cedere su questo tema molto probabilmente perdendo i voti sicuri di SEL e del Movimento 5 Stelle e attirandosi critiche pesantissime da parte del movimento LGBT? O trovare una terza via? Vedremo nei prossimi giorni.

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