COS’È LA CLAMIDIA?

Dolori da infezioni trasmesse sessualmente

Lo scorso agosto mi sono "beccato" un infezione da clamidia che è stata curata con i dovuti antibiotici. Da un paio di settimane a questa parte ho ancora dei dolori nella zona genitale, con delle strane fitte nell’uretra e attorno ai testicoli. Effettivamente non sono gli stessi sintomi della clamidia, infatti non ho un dolore forte alla minzione e neppure delle secrezioni dall’uretra. Sono stato dal medico che farà le analisi delle urine per appurare se si tratta di clamidia. Il medico mi ha comunicato che se non dovessi risultare positivo alla clamidia potrei aver preso la prostatite (puoi spiegarmi meglio come si prende?). Ha anche aggiunto che non esiste un esame specifico, o per lo meno affidabile al 100% per appurare la prostatite, di conseguenza dovrò prendere per 10 giorni gli antibiotici.

Sono un po’ preoccupato, innanzitutto per il fatto di essere "soggetto" a tutte queste malattie sex. trasmissibili. Sono molto attento ad usare il preservativo ma a quanto pare questo non è sufficiente a fermare questi virus, anche perché da quanto ho appreso a volte basta un semplice contatto per infettarsi. Mi chiedo se puoi darmi qualche consiglio ed inoltre indicarmi se queste malattie possono compromettere la mia salute. In questo periodo devo evitare di avere rapporti sessuali con altre persone? Se invece faccio sesso come devo comportarmi per non infettare i miei eventuali partner?

Grazie in anticipo per la risposta.

Mike

Caro Mike,

se ho ben capito ad agosto hai avuto una Uretrite da Clamidia (che non è un virus ma un batterio) che il tuo medico ha curato con gli antibiotici (ma quali e per quanto tempo?) poi, suppongo, che tu sia guarito ed ora dopo 5 mesi hai dei sintomi che hanno fatto ipotizzare al tuo medico che tu possa avere una prostatite. La prostatite in effetti può trasmettersi con i rapporti sessuali e può far seguito ad una uretrite non completamente guarita.

Una prostatite può essere acuta (ma in questo caso avresti la febbre e staresti molto male) oppure cronica. La prostatite cronica è difficile da diagnosticare e comunque non è sufficiente un esame delle urine. Bisogna eseguire una esplorazione rettale (cioè palpare con il dito la prostata), eseguire un esame del liquido prostatico (che quasi sempre risulterà privo di batteri ma con la presenza di numerosi globuli bianchi), eventualmente fare una ecografia prostatica. Se al termine di queste procedure (generalmente praticate da un urologo) si sarà fatta diagnosi di Prostatite cronica si dovrà fare una terapia antibiotica che dura almeno un mese (non 10 giorni!) e questo perché è difficile far arrivare gli antibiotici in quantità sufficiente dentro la prostata.

E’ da tener presente però una ulteriore possibilità, cioè che non si tratti affatto di una infezione della prostata ma di una condizione chiamata "prostatodinia" ed in questo caso nel liquido prostatico non solo non saranno trovati batteri ma neanche i globuli bianchi, se la diagnosi sarà questa non dovrai fare nessuna terapia antibiotica. Il mio consiglio è che tu chieda al tuo medico di essere visto da un urologo.

Per quanto riguarda la prevenzione questa si basa sull’uso del preservativo (anche se il preservativo non protegge completamente) ma finché non sarà chiara la diagnosi è prudente astenersi dai rapporti sessuali.

Francesco Allegrini

di Francesco Allegrini

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