PERCHÉ MI BUTTO VIA NEL SESSO?

“Sono bello, muscoloso, potrei avere tutto e tutti. Ma da quando è finita con lui non c’è spazio per nessuno. Posso solo collezionare decine di partner da ‘usare’. Cos’è che non va?”.

Ciao, sono Adriano, meridionale d’origini ma vivo e lavoro come operaio a Roma ormai da tre anni. Sono il classico bel ragazzo per definizione: quello a cui si chiede “… e come mai un bel ragazzo come te non è fidanzato?”, molto carino, maschile, molto alto e muscoloso, nonostante i miei soli 21 anni, uno di quelli che quando passano gli si apre la strada davanti, tutti gli occhi addosso, e tanta gente che “ronza” attorno. Caratterialmente sono molto aperto, solare e sempre sorridente con i miei amici, benchè abbia la tendenza a “tirarmela un po’” nei confronti delle persone che non rientrano in questa stretta cerchia.

Sono gay e vivo questa situazione serenamente: la mia famiglia sa di me (famiglia numerosa a cui sono legatissimo, nonostante la distanza, e che reputo la cosa più importante che ho), e se qualcuno mi chiede i miei gusti sessuali, non ho problemi a dire che sono gay, così come non ho problemi a baciare un altro ragazzo per strada. Ho iniziato ad avere rapporti sessuali omo a 18 anni e fin da subito mi sono dato molto da fare: molti amanti e qualche flirt quindicinale, finché un anno e mezzo fa mi sono innamorato. Ero ritornato per qualche giorno a casa dei miei genitori e durante quei giorni ho incontrato un ragazzo, con il quale ci eravamo contattati via internet qualche giorno prima. Lui 10 anni più grande di me, etero fidanzatissimo (prossimo al matrimonio), in cerca di puro divertimento senza strascichi di alcun tipo… esattamente ciò che cercavo anche io!

Ma ahimè… è bastato un solo sguardo per innamorarci l’uno dell’altro. Avevo davanti a me il ragazzo più bello che avessi mai visto, il ragazzo dei miei sogni: bello, alto, muscoloso (e dopo ho scoperto essere anche molto ben “equipaggiato” ed estremamente intelligente e sensibile). Facendola breve, dopo una settimana lui era da me qui a Roma… ed aveva lasciato la ragazza. Ci si vedeva circa un week-end ogni 15-20 giorni, è ed andata avanti per circa 6 mesi, i 6 mesi più belli della mia vita.

E’ cambiato tutto nella mia vita quotidiana: lui era il mio buon giorno e la mia buonanotte, eravamo costantemente l’uno nei pensieri dell’altro, c’era tra di noi come un vero rapporto telepatico, che si concretizzava in sms o telefonate simultanee. Per me esisteva solo lui, nessun altro: per strada o in discoteca quando lui non c’era ed ero solo con i miei amici, tutti gli altri ragazzi non esistevano, davanti ai miei occhi c’era solo e sempre lui. Una vera favola, confermata anche dalla gente che ci stava attorno, che non si risparmiava apprezzamenti e complimenti circa “la coppia più bella di Roma” come spesso ci hanno definito.

Intanto anche lui iniziò a fare un po’ di vita gay nella sua zona, a farsi qualche amico, a parteciapre a qualche serata. Tutto bene finché un giorno mi confida una sua incertezza nei miei confronti… subito dopo smentita, vista la mia (nonché poi anche la sua) reazione di disperazione e contemporaneamente di completo rifiuto nei suoi confronti. Sembrava ritornato tutto a posto… finchè poi le cose ad inizio agosto precipitano: di nuovo insicurezze, ma questa volta niente mie reazioni disperate dinanzi a lui, solo tanta freddezza nei suoi confronti.

A metà agosto decido di troncare, quella situazione indefinita mi stava distruggendo psicologicamente: o con me o senza di me, niente vie di mezzo. Lui non la prese molto bene; quasi tre ore a piangere e a chiedermi come poteva fare senza di me. Da questo momento è iniziato il vero tormento: 7 mesi in cui non ci siamo mai visti, ma è successo di tutto, finché non gli ho bruscamente detto che non doveva più cercarmi, 7 mesi in cui ha continuato costantemente a cercare la mia presenza e poi la mia amicizia, 7 mesi che hanno provocato in me il totale rigetto nei suoi confronti ed il crollo di tutti i miei buoni propositi nei suoi confronti, 7 mesi che mi hanno distrutto, 7 mesi durante i quali la gente che non sapeva mi chiedeva cosa mi fosse successo, perchè stavo cambiando, che fine avesse fatto il mio sorriso, fino ad allora sempre pronto a sbocciare sulle mie labbra, 7 mesi in cui il mio migliore amico mi ha dovuto sostenere tutti e dico tutti i giorni, sorbendosi i miei pianti e le mie domande, sempre le stesse stupide domande… insomma 7 mesi in cui sono davvero tanto cambiato, in cui ho perso e poi per fortuna ritrovato il sorriso, in cui ho totalmente cambiato la mia predisposizione verso gli altri, ho alzato barriere.

Oggi va molto meglio, ma ancora mi capita di pensare a lui, o di sognarlo, come la scorsa notte, ed è inutile dire che queste cose mi turbano non poco. Ed ora eccomi qui ad interrogarmi e ad interrogarvi: mi si sono proposti una quantità sprositata di ragazzi come fidanzati, molti dei quali davvero dei bellissimi ragazzi, alcuni anche dei gran bravi ragazzi, che gli amici spessissimo mi hanno “invidiato”, oggettivamente i fidanzati ideali ma non per me evidentemente. Pare che da un anno a questa parte l’unica cosa che mi interessi è la ricerca frenetica di sesso con ragazzi il più belli e muscolosi possibile e sempre diversi, ragazzi che la stragrande maggioranza degli altri probabilmente non avrà mai la fortuna di “farsi” e che invece io mi permetto di “usare” e al massimo “riusare” un paio di volte e poi buttare nel dimenticatoio, glissando abilmente ogni loro eventuale proposta di una frequentazione più approfondita e magari esclusiva. All’inizio li contavo per curiosità, ma ho perso il conto verso il 53esimo… ed eravamo solo a marzo, a tutt’oggi credo di aver abbondantemente superato le tre cifre. Ho iniziato anche a frequentare saune ed hard club, benchè sporadicamente ed anche lì ho trovato tanta gente che mi chiedeva come mai fossi in posti del genere.

Ora vi chiedo: a cosa è dovuto questo mio comportamento? Qual’è il legame, sicuramente esistente, con la mia relazione finita? Cosa devo fare? Come devo pormi? Insomma perché un ragazzo come me, che potrebbe avere davvero tutto dalla vita si spreca così?

Grazie per la considerazione e l’aiuto…

Caro Adriano,

è raro che che mi trovi di fronte una persona che così ben si definisce almeno per quanto riguarda i fatti e i tormenti che ne derivano. Fai un’accurata descrizione della tua relazione che sembrerebbe la tua “prima” intensa e coinvolgente e dove, come ben sappiamo, la fusione trepidante e il Noi prevalgono. Ma è da te ufficialmente conclusa e sulla tua situazione attuale sei molto chiaro e ti stimo per questa chiarezza.

Mi chiedi il perchè di tante cose. Ma i perchè sono qualcosa che nascono e si alimentano nella “testa” nel razionale e che soddisferebbero solo elevate elucubrazioni mentali delle quali sembra che tu sia ampiamente e freneticamente avvolto. Non che non siano importanti: a volte sapere con certezza il perché di una data situazione ci permette di agire nel modo più appropriato. Ma il “troppo” storpia, come si suol dire.

La tua è stata e rimane una storia bellissima (e non è detto che sia finita) e, se ho ben capito, dipenderebbe da te rivalutare un’accoglienza e una contrattazione possibile, ma credo e suppongo che la ferita della delusione (che c’è solo e sempre se c’è stata un’illusione) è forte e può toccare nuclei dell’orgoglio di sé che a volte fa brutti scherzi. Il legame tra voi, almeno per quello che leggo, comunque si è “spezzato”.

Se mi posso permettere, visti i tuoi 21 anni e gli innumerevoli riscontri che ottieni, “fermati” per un po’ e cerca in questo tempo che potrai concederti un ascolto profondo e distrazioni meno goderecce, forse più intellettuali o sociali nel senso stretto del termine, con impegni comunitari per esempio. Come si fa? Spesso scegliere di parlare e aprirsi a persone che comprendono piuttosto che capiscono è fondamentale, a volte mancano e spesso non facciamo le scelte giuste, ci rivolgiamo magari a chi sta dalla nostra parte e ci dà sempre ragione e, quindi, c’è poco contraddittorio. Sicuramente capirai, meglio sentirai dentro di te quando è il momento giusto per porti pronto verso l’Altro in una veste nuova più consona ad una persona che ritorni ad essere bella e interessante per te con un coinvolgimento reciproco, fondamentale per la crescita progettuale della coppia.

Di solito ci vuole del tempo per elaborare un “lutto”. Dicono gli psicologi americani, sempre pronti con le statistiche in mano, che per chiudere con una relazione importante e significativa ci vuole un terzo del tempo della durata dell’intero del rapporto. Una cosa che mi sto chiedendo ora sul vostro menage un po’ geograficamente complesso ma intenso e sincero: quale era il vostro progetto di coppia aldilà dell’amore e dell’incontro potente dei muscoli?

Anche a me è successo di incontrare il famoso principe azzurro che si è stinto col tempo e ho avuto, come conseguenza della rottura, la tua stessa bulimia di uomini sino al momento in cui mi sono fermato e ho detto basta! Lo stop dentro di me fu un malessere profondo e la consapevolezza che ripetevo copioni atti a scaricare tensioni e rabbia, che invece sapevo benissimo a chi era veramente diretta. Ci sono modi più sereni per vivere le relazioni saltuarie che possono anche essere nutrienti e appaganti sia sessualmente sia sul piano della relazione intima… anche per una sola notte, ma queste sono possibili quando noi siamo “centrati” e sereni, sappiamo cioè dove siamo e cosa vogliamo, e fondamentalmente sappiamo di aver chiuso col passato.

Allora qualsiasi stile di vita diventa così una scelta, un modo di essere e di gestire se stessi che alla fine è sempre temporaneo, poiché dinamico e tendente a cambiare col tempo e quindi con l’età. Infatti, non passa molto tempo che ci ritroviamo a ri-sentire forti i bisogni di intimità, di calore, e la sensazione di volerci “fermare” per approfondire e per capire chi siamo e quale progetto è possibile per la nostra esistenza futura, sia da single sia in una coppia.

Anche gli piscologi, counselor e gli operatori del sostegno sono uomini e sono stati anche giovani e, nel mio caso (ancora “giovane uomo”, eh eh!) gay consapevole del mio orientamento fin da quando ciucciavo il biberon (l’ho abbandonato a 4 anni dietro ricatto materno), e, aggiungo, nonostante da tempo seguissi un percorso di psicoterapia didattica, a volte non riuscivo a venirne fuori, reiterando i soliti comportamenti che lasciavano l’amaro e l’insoddisfazione profonda del “dopo”. Oggi me la cavo meglio!

Spero farai presto ad attraversare il tutto.

Un saluto carissimo,
dr Maurizio Palomba

Un contributo a questa risposta mi è stato offerto da un giovane counselor di 27 anni del mio staff che ringrazio: dr Antonio Bardini

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Relazioni.

di Maurizio Palomba

Ti suggeriamo anche  Colton Haynes, sesso bollente in American Horror Story Cult