ALESSANDRA MUSSOLINI: STO CON I GAY

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Lo dichiara a 'Pride'. Anteprima su Gay.it

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Le parole di Alessandra Mussolini sono destinate a lasciare il segno, se non altro all’interno del suo partito, Alleanza Nazionale, che spesso si è mostrato nemico dei gay: si pensi alle dichiarazioni di Gianfranco Fini su quanto fosse poco opportuno che un insegnante fosse gay, o alle considerazioni della sua consorte Daniela sui gay e il mondo del calcio, o ai volantini distribuiti da An e Fronte della Gioventù all’inaugurazione della gaystreet di Roma (vedi articolo).

Ma nel prossimo numero del mensile gay di attualità e costume Pride, verrà pubblicata un’intervista ad Alessandra Mussolini dal titolo "Una breccia nella destra". L’esponente di An, a colloquio con il giornalista Massimo Allen, esprime opinioni piuttosto aperte sulla questione dell’omosessualità. La posizione di Alessandra Mussolini sui gay, decisamente ‘friendly’, non è proprio una novità, ma è probabilmente la prima volta che la parlamentare di An si schiera così’ apertamente, e dalle pagine di un giornale gay. Nelle pagine di Pride, riconoscendo la contraddizione di uno schieramento di governo che si proclama "rinnovatore" sul piano politico, istituzionale ed economico ma "tradizionalista" in campo sociale, quasi che il Paese andasse modernizzato solo in alcuni suoi aspetti e non complessivamente, la Mussolini rilascia dichiarazioni che non piaceranno di certo a tanti suoi colleghi di partito e di governo. Eccone alcune, in anteprima su Gay.it:

"Credo che la famiglia vada certamente tutelata, ma essa può essere, non deve essere necessariamente fondata sul matrimonio. Esistono anche tante persone che convivono e meritano tutela anche se non sono sposate. Non le si può certo costringere alle nozze…"

E ancora:

"I gay sono una minoranza, ma ci sono, esistono, e non possono essere penalizzati, dato che pagano le tasse come gli altri ma subiscono soprusi di fronte alla legge".

Dichiarazioni forti, quelle della Mussolini. Dal senso chiaro: un invito perentorio, quasi una strigliata, ai vertici del suo partito ora al governo. Sul prossimo numero di Pride, l’intervista per intero.

di Daniele Fauno

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