Gay Village a rischio. Ritirata la location

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Un decreto della Soprintendenza mette sotto tutela tutti i parchi dell'Eur e la manifestazione gay della capitale è costretta a trasferirsi. Investimenti persi e 370 persone a rischio...

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A dodici giorni dalla prevista inaugurazione, il Gay Village di Roma non ha un luogo dove allestire le proprie strutture. A causa di un decreto attuativo della Soprintendenza statale dei Beni Architettonici e del Paesaggio, infatti, tutti i parchi dell’Eur – il quartiere dove c’è anche il Parco del Ninfeo, sede della manifestazione già dallo scorso anno – sono stati messi sotto tutela.

La più grande manifestazione estiva romana del mondo gay rischia così di non potersi svolgere lasciando a casa 370 persone e mettendo a rischio i 100 mila euro spesi per la campagna pubblicitaria. «Siamo in una situazione gravissima e di emergenza» dichiara Imma Battaglia, che insieme agli altri organizzatori del Gay Village (Alessio De Giorgi di Gay.it e la Gavi E20 Srl) lancia la denuncia pubblica, chiedendo a tutte le istituzioni coinvolte una immediata soluzione.

«L’irresponsabilità manifestata dalla Soprintendenza di fronte ad una manifestazione che fa bene alla cultura e all’economia della città di Roma, ci mette a serio rischio. A dieci giorni dall’inizio della manifestazione scopriamo che i parchi dell’Eur si sono trasformati in una sorta di museo e che tra Soprintendenza e Ente Eur non ci danno l’autorizzazione per il Parco del Ninfeo. Apprezziamo lo sforzo del Comune di Roma e dell’Assessorato alla Cultura che in queste ore stanno cercando una soluzione, ma bisogna fare presto.»

«Il Gay Village – aggiunge la Battaglia – si è classificato secondo nel bando del Comune di Roma per l’Estate Romana a dimostrazione del valore dell’iniziativa, ma al momento è assolutamente una manifestazione virtuale che rischia di essere vittima di strumentalizzazioni politiche. A rischio con il Gay Village ci sono 370 posti di lavoro e investimenti economici già effettuati su comunicazione e booking degli artisti, che potrebbero trasformarsi in un grave danno, che già oggi rischia di minare il rapporto con gli altri partner e gli sponsor. C’è da aggiungere che nella stessa situazione di totale incertezza si trovano tutte le altre manifestazioni previste nella zona dell’Eur".

Nell’attesa che si sblocchi la situazione di stallo che si è venuta a creare e che possa essere trovata una soluzione per far sì che il Gay Village possa aprire i cancelli come tutti gli anni, l’organizzazione ha dovuto rimandare l’inaugurazione dal 25 giugno, come previsto, a non prima del 2 luglio.

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