Gli psicologi sconfessano Lorenzin: “Fa considerazioni ideologiche”

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"Nessun rischio per i bambini nelle coppie gay". Il Mieli: "Si dimetta, non è adeguata"

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Falsità. Questo sono, secondo il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Fulvio Giardina, le affermazioni fatte dalla ministra Beatrice Lorenzin durante la puntata di Porta a Porta dello scorso 17 settembre . Quelle della titolare del dicastero della Salute, secondo Giardina, sono “probabilmente considerazioni meramente ideologiche”. “La tesi che un bambino necessita di avere una figura materna e paterna non è assolutamente supportata da ricerche e fonti scientifiche accreditate – ha dichiarato Giardina in un comunicato stampa diffuso sabato scorso -. Non è certamente la doppia genitorialità a garantire uno sviluppo equilibrato e sereno dei bambini, ma la qualità delle relazioni affettive”. “Da tempo infatti – ha spiegato lo psicologo – la letteratura scientifica e ricerche in quest’ambito sono concordi nell’affermare che il sano ed armonioso sviluppo di bambini e delle bambine, all’interno delle famiglie omogenitoriali, non risulta in alcun modo pregiudicato o compromesso. La valutazione delle capacità genitoriali stesse sono determinate senza pregiudizi rispetto all’orientamento sessuale ed affettivo”. “Ritengo pertanto – ha concluso il presidente – che bisogna garantire la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali al pari di quelle etero-composte senza discriminazioni e condizionamenti ideologici”.

E adesso le associazioni chiedono alla ministra di rinunciare al suo incarico e rassegnare le dimissioni. “La Ministra Lorenzin – dichiara oggi in una nota Andrea Maccarrone, presidente del Circolo Mario Mieli di Roma – è doppiamente colpevole: o non sa di cosa parla, ed è quindi ingiustificabile perché anziché ammettere la sua ignoranza in materia promuove come verità scientifica i suoi pregiudizi discriminatori, oppure, pur consapevole dell’infondatezza delle sue affermazioni, dolosamente colpisce migliaia e migliaia di coppie omosessuali e i loro figli e figlie. In entrambi i casi la Ministra sembra del tutto inadeguata al suo delicato ruolo istituzionale, che dovrebbe promuovere la salute e il benessere di tutti i cittadini, scevra da qualsiasi pregiudizio ideologico”.

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