I GAY CHIEDONO IL CONTO

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Francia salva da Le Pen. I gay: "Chirac, t'abbiamo votato, ora prometti e mantieni". Una delle associazioni omosex più potenti mette in guardia il presidente: "Nessun anti-Pacs al...

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PARIGI – Ok, Jacques Chirac ha vinto. O meglio, la Repubblica ha vinto. Il pirata Jean-Marie Le Pen ha preso il largo e non minaccia più, almeno per ora le terre di Francia. Però l’aria che tira, di qui dalle Alpi, non promette molto di buono. La sicurezza è stato il tema principale della campagna elettorale ed è il dossier prioritario che il nuovo primo ministro di "Destra Liberale" Jean-Pierre Raffarin dovrà affrontare con il suo nuovo Governo che sceglierà nelle prossime ore. Entro cinque settimane dovrà agire. Infatti il Presidente Chirac vuole mostrare, prima delle elezioni legislative del 9 e 16 di giugno, di che pasta è fatto il suo Governo "di missione", come lo ha definito.

In Francia però c’è chi confonde ancora sicurezza con ritorno all’ordine. E ritorno all’ordine con restaurazione dell’ordine morale. Ecco allora che la sera delle elezioni, mentre alcune associazioni gay scendevano a Piazza della Bastiglia per attribuirsi manifestando con la sinistra la parte del plebiscito di Chirac che spetta anche a loro, in una lettera aperta al Presidente della Repubblica, l’Interassociativa Lesbica, Gay, Bi e Trans mette in guardia il nuovo presidente da ogni tentazione di ritorno all’ordine morale e ad ogni regressione "che costituirebbe, direttamente o indirettamente, un attaco ai diritti delle persone omosessuali e transessuali". La LGBT ricorda al Presidente che è stato eletto anche con i suoi voti e che già nei giorni successivi al primo turno ha "invitato a sbarrare la strada all’estrema destra". "Tale mobilitazione contro l’estrema destra alla quale abbiamo contribuito" conclude la LGBT "dovrà, al di là dell’elezione presidenziale continuare a far indietreggiare le tesi estremiste. Resteremo quindi particolarmente vigilanti e non accetteremo alcuna deriva omofoba, sessista o familiarista dalla parte del Governo che dovrete dominare". Quello che la LGBT vuole evitare è che la terribile pasionaria anti-Pacs Christine Boutin possa far parte, Bibbia alla mano, del nuovo esecutivo. Anche la virulenta associazione anti-Aids Act-Up Paris, che aveva chiamato i suoi sostenitori a votare Chirac, per mancanza di meglio, al secondo turno delle presidenziali, ha lanciato un nuovo appello al Presidente della Repubblica in cui chiede che assicuri "la sicurezza delle minoranze che noi rappresentiamo: i malati, i gay, gli immigrati, gli utilizzatori di droghe, le donne e le prostitute".

di Giacomo Leso – da Parigi

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