Stop al sesso bareback nel porno made in USA

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La battaglia per l'uso obbligatorio del preservativo nelle produzioni porno è vinta dai suoi sostenitori. A Los Angeles le case hard dovranno garantire la sicurezza ai suoi lavoratori.

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Gli attori dell’industria pornografica di Los Angeles saranno costretti a usare il preservativo. Lo prevede un’ordinanza approvata ieri dal Consiglio comunale, prima del suo genere negli Stati Uniti, con nove voti favorevoli e uno contrario. Si trattava del secondo passaggio procedurale per la normativa, che ora attende solo la firma del sindaco. La legge è stata adottata dopo una petizione firmata da oltre 70 mila persone presentata dalla AIDS Healthcare Foundation, organizzazione non governativa che si occupa della lotta all’Hiv.

La Hollywood della pornografia, concentrata nella zona di San Fernando Valley, comprende alcune fra le più grandi compagnie del mondo in un mercato, quello americano, che vale da solo 10 miliardi di dollari l’anno e i costi legati al rispetto delle nuove normative dovranno essere pagati dai produttori. Nel mondo della tripla x, però, in molti si oppongono all’iniziativa. "È solo politica. Non renderà più sicuro nessuno", ha commentato a Fox News l’attrice Nina Hartley, sottolineando che la legge spingerà a far ricorso maggiormente alle produzioni "underground".

Le case hard gay presenti a Los Angeles sono: Falcon Studios, Titan Men, Hot House, Colt Studio, Treasure Island Media (che nel contesto del sesso senza preservativo è la leder indiscussa), Raging Stallion Studios.

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