Torna il festival Gender Bender: quest’anno ‘lotta libera’ tra le varie arti queer

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A Bologna, da mercoledì 25 ottobre a domenica 5 novembre.

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È tutto pronto per il 15° Gender Bender, il festival bolognese che più di ogni altro in Italia s’interroga sulla contaminazione queer tra le arti attraverso un approccio interdisciplinare volto all’analisi dell’evoluzione di tutto ciò che fa cultura LGBT.

Da mercoledì 25 ottobre a domenica 5 novembre il programma è davvero fitto, tra cinema, danza, teatro, letteratura, fotografia e sperimentazioni varie.

Lo slogan di quest’anno è agonisticamente militante: ‘Lotta libera’.L’aggettivo ‘libera’ che l’accompagna – spiega il direttore Daniele Del Pozzorichiama, allo stesso tempo, il confronto disciplinato tra corpi della pratica sportiva e un movimento di liberazione. Tra questi due poli apparentemente inconciliabili Gender Bender costruisce quello spazio ideale di libertà, ancora necessario e mai scontato, in cui far scontrare in maniera feconda visioni e linguaggi potenzialmente conflittuali. È quella stessa libertà che accomuna molta della ricerca degli artisti e delle artiste presenti quest’anno; un termine che si declina nei loro lavori come un reale esercizio di autodeterminazione e di assunzione di responsabilità”.

S’inaugura mercoledì alle 22 presso il cinema Lumière col drammatico After Louie di Vincent Gagliostro con una coppia d’attori d’eccezione, Alan Cumming e Zachary Booth, che interpretano rispettivamente l’attivista gay Sam, disilluso e sfibrato dalla perdita di molti amici a causa dell’Aids, e il giovane Braeden, il quale rimetterà in discussione la disamorata visione del mondo di Sam.

Da non perdere assolutamente il notevole Beach Rats di Eliza Hittman di cui abbiamo ampiamente parlato, gli eccentrici musical Hello Again di Tom Gustafson e Holy Camp! di Javier Calvo e Javier Ambrossi, il biopic su Emily Dickinson A Quiet Passion di Terence Davies con un’inedita Cynthia Nixon (Miranda di Sex And The City) e il drammatico Lola Pater con una sorprendente Fanny Ardant trans.

È in prima visione europea il road movie filippino Jesus is Dead di Victor Villanueva, presentato come un Little Miss Sunshine irriverente e iconoclasta, sul viaggio a bordo di un pullmino sgangherato di una madre coraggio coi tre figli tra cui un transgender intenzionati a partecipare alle esequie del padre. Nel ruolo della protagonista ritroviamo l’acclamata Jaclyn Jose premiata a Cannes come miglior attrice l’anno scorso per Ma’ Rosa di Mendoza.

Potrebbe rivelarsi la cinesorpresa di quest’edizione una coproduzione franco-cubana-colombiana, Santa y Andres di Carlos Lechuga, passata al Festival di Toronto, su uno scrittore gay dissidente nella Cuba del 1983 costretto a essere sorvegliato da una ragazza di campagna su ordine delle autorità locali.

Tra i documentari segnatevi l’ottimo Yes, We Fuck! su erotismo e disabilità, vincitore al Fish & Chips International Film Festival di Torino, e la prima nazionale del danese What He Did di Jonas Poher Rasmussen su un caso che scosse l’opinione pubblica scandinava nel 1988: l’omicidio dello scrittore di successo Christian Kampmann da parte del fidanzato psicologo Jens Michael Schau.

Ricchissimo il cartellone degli spettacoli di danza, dal gender WoMan & Woman col coreografo Andreas Costantinou e la ballerina trans Daniel Mariblanca alla performance R.ose di Silvia Gribaudi, one woman show dell’artista curvy Claudia Marsicano che frulla le rotondità di Botero con le esibizioni ginniche di Jane Fonda negli anni Ottanta. In Sons of Sissy il coreografo austriaco Simon Mayer rivisita in chiave queer danze e musiche popolari del suo Paese. Per questi spettacoli è previsto un dibattito col pubblico.

Una delle ospiti più attese è la talentuosa Julie Maroh, fumettista francese autrice de Il Blu è un Colore Caldo da cui fu tratto il capolavoro lesbico La Vita di Adele: giovedì 26 ottobre alle 18.30 presenterà alle Librerie Coop Ambasciatori la sua nuova graphic novel Corpi Sonori pubblicata da Panini.

Tra le altre iniziative in programma, lodevole è la presentazione de L’amore cieco, un laboratorio teatrale sulla percezione e costruzione dell’identità affettiva, sessuale e artistica, liberamente ispirato al libro Il dono oscuro. Nel mondo di chi non vede di John M. Hull. È aperto a tutte e tutti, vedenti e non vedenti, di diverse età, anche senza precedenti esperienze teatrali.

Sabato 4 novembre alle 18.30 presso l’Oratorio San Filippo Neri da appuntarsi l’incontro letterario col maestoso scrittore gay Walter Siti che presenterà il suo ultimo, controverso romanzo Bruciare tutto edito da Mondadori.

Trovate l’intero programma all’indirizzo web: www.genderbender.it.

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