Tutta la verità su George Clooney

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L’uragano George sulla presunta omosessualità di Clooney sbarca al Letterman Show mentre in Italia non si parla d’altro. E la Canalis? La ama? La nostra teoria: è un...

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Volete sapere la nostra? Un’idea precisa, dopo l’uragano George a Venezia, ce la siamo fatta. Mentre se ne parla persino al “Letterman Show” dove Matt Damon ironizza sul becerume italiano, cercheremo di dimostrare la nostra teoria. Intanto, frotte di donne sfogliano preoccupate la stampa rosa che le titilla col dubbio supremo, che il loro idolo rifulgente, simbolo massimo di mascolinità ironica, intelligenza e charme possa un giorno far capire che nemmeno in sogno potrebbero averlo nel loro talamo.

Il divo George Clooney – rullo di tamburelli – è un tipico caso di bisentimentale. Ci spieghiamo meglio. Perché, per una volta, non possiamo lasciare da parte le imbarazzanti scritte sulle mutande (Casciari delle Iene, etero, poteva giocarsi meglio l’omoshow un po’ fiacchello), le pruriginose erezioni sospette, i desideri da alcova tarantiniana – nel senso di Tarantini – per arrivare al sodo della questione: e se George amasse sia uomini che donne, quale male farebbe? E per amare mica c’è bisogno di accoppiarsi sudaticci come le capre del suo spassosissimo “The men who stare at goats”, sfogarsi in istinti bestiali magari sotto l’effetto degli allucinogeni – vedrete che tinozze ‘bollenti’, con solo maschi dentro, in questa commedia da spanciarsi in due! – o lanciarsi in angoscianti ammucchiate degne di “Eyes Wide Shut” (al Metropolitan Post dichiarò: “Faccio delle orge pazzesche, non potete immaginare ciò che succede di notte nel mio letto!”).

Suvvia, stiamo parlando di uno dei massimi attori contemporanei, splendido quarantottenne dal talento comico straordinario, molto impegnato nella causa del Darfur e in quella ambientale, intelligentissimo, ottimo produttore e regista (soprattutto di “Good night and good luck”). Che secondo noi una passione ce l’ha: divertirsi con gli amici maschi. Ma proprio tanto. Ecco quindi le riunioni cameratesche e goliardiche con Brad Pitt e Matt Damon, gli scherzi compagnoni e divertiti, le scampagnate in moto dalle parti di Laglio per sfuggire all’assedio della splendida villa L’Oleandra, suo quartier generale italiano. Chi non vorrebbe essere lì, uomo o donna che sia?

Pare che nella villa hollywoodiana George viva piuttosto stabilmente con tre persone di sesso maschile e in Italia ha un forte rapporto di amicizia, si dice, con un napoletano e un meccanico del comasco. Ma ci interessa davvero se con questi ragazzi si diletta eroticamente o meno?

Spezziamo ora una lancia a favore del giornalismo rosa che è ben altra cosa dal becero gossip: non pensate che anche solo l’idea che George Clooney possa essere gay (ad ‘Esquire’ disse: “Non sono gay, gay, gay: il terzo gay è una forzatura!”) serva a far capire, magari al diciottenne spaventato del paesino sperduto in Calabria dove vive malissimo la propria omosessualità, quanto sia importante far passare il messaggio che anche un bell’uomo, virile, realizzato, possa essere gay come lui?

Intanto dobbiamo ascoltare sedicenti giornaliste che ci chiedono “tutto quello che sappiamo sull’ex fidanzato Max” (era il maiale regalatogli da Michelle Pfeiffer, ed è defunto!) e affermano invidiose che dopo “Rupert Everett vogliamo puntare a George Clooney” (magari!). La verità è molto più semplice, ragazzi. Insomma, come nel film di Grant Heslov, sembra la strampalata lotta tra capre ruminanti e soldati un po’ schizzati, “tanta ‘ammuina’ per nulla” come direbbero i napoletani.

Ora non vorremmo essere scortesi con lei, la bella Elisabetta Canalis, che in questo vortice d’illazioni e curiosità morbose, forse non si è potuta gustare fino in fondo la sua prima, vera uscita pubblica con quello che è e resta il suo fidanzato ufficiale e si è quasi presa per i capelli con l’ex gieffina Serena Garitta che voleva sottrarle il bel George. Però. Perché nessun bacio in pubblico? Perché stanze separate e risvegli in due letti diversi come sostiene Libero News? E poi provate a leggere il nome C-anal-is rimescolando un po’ le lettere: non è che ci rivela il vero ‘lato Bi(sex)’ di tutta la vicenda? Forse non lo sapremo mai, ma in ogni caso facciamo i complimenti a George per l’ironia e il self control. E a Elisabetta Canalis che ci sembra simpatica e sa stare al gioco. Insomma, mica stiamo parlando della D’Addario: No casini, no Party!

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