FROCI COME GLI ANTICHI GRECI

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Che l'omosessualità fosse comunemente accettata nella Grecia classica, è una convinzione diffusa. Ma era davvero così? E che tipo di sesso si praticava allora? Sveliamo i misteri.

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Fin da molto tempo fa gli Ebrei raccontavano storie sull’ira di Dio nell’antica Grecia, la gloriosa civilizzazione che è il fondamento di tutta la cultura occidentale, e in cui gli uomini, dai miti ai soldati, facendo apertamente sesso gay. In effetti, indipendentemente da ciò che potete aver visto o non visto al cinema, l’eroe Achille era innamorato del suo amico Patroclo. I grandi drammaturghi Sofocle e Euripide avevano un debole per le persone del loro stesso sesso. E una compagine militare molto celebrata come la Sacra Banda di Tebe, era composta da coppie di amanti.

Insomma, la tradizione greca sembra davvero averci lasciato una imponente eredità gay. Ma, come dice un ragazzo gay che conosce la storia, «le persone cercano di forzare il passato perché serva ai loro scopi personali. Così come la storia di Sodoma è stata distorta per perseguire gli scopi degli antigay, dal nostro lato è una trappola equiparare l’omosessualità ellenica con ciò che succede nel bar gay sotto casa».

L’amore omosessuale in Grecia era fortemente strutturato. La coppia culturalmente accettata era formata da un uomo più anziano e uno giovane. Quelle formate da persone della stessa età non erano sconosciute, ma certamente erano rare. In parte questo riflette un forte pregiudizio verso la mascolinità: i ragazzi, non gli uomini, erano fatti per essere penetrati. Un ateniese era un uomo completo finché era l’attivo nel sesso anale, mentre i passivi adulti, soprattutto quelli effeminati, erano visti con quasi universale disprezzo. Perciò non sorprende che ci fosse anche parecchio sciovinismo maschile. E mentre Platone approvava filosoficamente l’amore intergenerazionale, il suo ideale era l’asessualità, un apprezzamento della bellezza giovanile che superava l’espressione fisica. In poche parole, astrazione senza dar via il culo.

Come tutte le civiltà, la Grecia classica ha fatto il suo tempo, anche se il suo declino non è stato dovuto, come alcuni moralisti insinuano, al sesso tra maschi. In effetti è stata conquistata da Filippo il Macedone e dal suo figlio bisessuale, Alessandro il Grande. L’antica Grecia per la grande influenza che ha avuto su ciò che è venuto dopo ha preparato la strada a una visione giudaico-cristiana dell’omosessualità viziosamente antigay. Ciononostante alcuni atteggiamenti ateniesi sono sopravvissuti fino ai nostri giorni.

Quando la Roma cristianizzata cominciò a perseguire gli omosessuali, era originariamente solo il partner passivo a essere punito, e c’è ancora la convinzione in molte società maciste, dal Messico al Medio Oriente, che è ok inculare ma non essere inculati. E coloro che sono meno che mascolini sono spesso oggetto di ironia e disprezzo; anche alcuni omosessuali all’antica vedono gli atteggiamenti da etero con grande apprezzamento e le checche atteggiate con un sollievo comico senza implicazioni sessuali.

Alcuni omofobi possono accettare l’orientamento gay ma, come dei Platone dei nostri giorni, sottolineano che assecondare questi impulsi è sbagliato. E il loro disgusto sul sesso anale fa spesso confusione tra “farsi scopare” e “cercare di essere una donna”.

«C’è un aspetto centrale dell’omosessualità in Grecia – asserisce il nostro storico gay – che sarebbe quasi impossibile per chiunque difendere oggi. La questione inter-generazionale, con uomini fatti che si fanno ragazzi imberbi, adesso sarebbe vista come uno sfruttamento e un abuso scioccante, giusto o sbagliato che sia».

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Allora perché quelli di noi che cercano semplicemente una scopata il sabato sera dovrebbero interessarsi del passato? Beh, da una parte molto di ciò che noi proviamo riguardo ai nostri desideri e a noi stessi ha le sue radici nel tempo trascorso. E ciò che viene considerato una “verità universale” sulla sessualità spesso non lo è affatto: gonfiare l’omosessualità citando famosi finocchi della storia può rivelarsi un po’ fuorviante, dato che i contesti dell’amore tra maschi cambiano.

Ma è vero che il desiderio frocio, lungi dall’essere un prodotto della decadenza o del male, ha una lunga e spesso nobile storia. Perciò tiratevi su la toga e datevi da fare!

di Simon Shephard – Gay.com UK

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