Gli uomini gay sopra i 65 anni sono i più soddisfatti a letto

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Questo emerge da una ricerca britannica. La ragione? Il desiderio scende considerevolmente e si è più sicuri e rilassati. La categoria penalizzata in questo senso è quella dei...

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Almeno questo è quello che emerge dalla più estesa ricerca statistica sulle abitudini sessuali dei maschi inglesi, condotta nel 2014 ma pubblicata oggi dall’istituto di statistica inglese Sigma Research (che sin dal 1997 conduce analisi sulle abitudini sessuali della popolazione).

Gli uomini gay e bisessuali più vecchi sono quelli più soddisfatti della loro vita sessuale e, emerge dal trend statistico, più si invecchia più questa soddisfazione si fa forte. E ci sono pure buone notizie per le persone sieropositive: secondo i risultati di questa ricerca essi hanno lo stesso grado di soddisfazione sessuale della loro controparte sieronegativa o che ignora il proprio status. La ricerca indaga ogni aspetto della vita sessuale degli uomini gay e bisex britannici, cercando di dare una chiara fotografia dei comportamenti a rischio per potere poi intraprendere adeguate strategie di informazione e prevenzione.

Cominciamo col dare le proporzioni per classi di età di gay e bisex soddisfatti della loro vita sessuale:
– 15-19: 60%
– 20-24: 63%
– 25-29: 62%
– 30-34: 58%
– 35-39: 55%
– 40-44: 58%
– 45-49: 54%
– 50-54: 55%
– 55-59: 56%
– 60-64: 64%
– 65+   : 70%

Il dottor Hickson, responsabile della ricerca e membro della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha condotto l’analisi su 15.360 per la Terrence Higgins Trust, la più grande organizzazione britannica per la lotta all’HIV.

Dice della ricerca:”Ridurre l’HIV o contrastare l’epidemia delle malattie sessualmente trasmissibili non è abbastanza se si rende il malato un infelice durante e dopo la cura. Questo è il motivo per cui le organizzazioni di salute pubblica cominciano a parlare del concetto di miglior sesso con il minor danno“.

La ricerca evidenzia che la ragione principale di insoddisfazione nella vita sessuale è la mancanza di un ragazzo, un amante o un partner adeguato. Altri motivi sono la poca frequenza di rapporti con il partner o il desiderio di avere una vita sessuale più promiscua. Non è in testa alla classifica la paura di prendere o trasmettere infezioni sessuali.

Quello che non è chiaro è perché gay e bisex della fascia 40-50 anni siano i meno felici in assoluto. Gli uomini di quella età sono in generale meno soddisfatti della loro vita e risultano meno desiderabili, mentre per i 65+ è proprio il desiderio di sesso a ridursi considerevolmente.

Lo studio mette in luce che il 77% di gay e bisex si testa per l’HIV, percentuale salita del 5% rispetto al 2010. Il 55% ha fatto un test negli ultimi 12 mesi, contro il 36% del 2010; il 25% non ha mai fatto un test HIV; il 33% ha fatto almeno una volta sesso anale non protetto con estranei negli ultimi 12 mesi. Per quanto riguarda il chemsex, il 7% ha assunto mefedrone, GBH o crystal meth nelle ultime 4 settimane; il 42% dei sieropositivi ritiene che l’abuso di alcol e droghe abbia avuto un ruolo nell’infezione.
Commenta Hickson: “A livello nazionale il chemsex non è molto comune. Tende a concentrarsi nelle grandi città e in particolare tra gruppi di amici che usano i social network per entrare in contatto. Gli uomini che fanno chemsex non si rivolgono ai centri di cura di malattie sessuali, convinti che non sappiano nulla delle droghe che usano e del loro stato di dipendenza da esse, ma allo stesso tempo evitano i centri di assistenza tossicologica perché convinti che non sappiano niente di chemsex. Si pone il problema di trovare per questa gente un interlocutore valido che curi sia l’aspetto infettivo sia l’aspetto di dipendenza dalle droghe, perché questo è un fattore di rischio importante”.

 

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La prossima indagine si svolgerà nel 2017 e i suoi risultati saranno resi disponibili assieme alle ricerche di altri Stati europei. Non sappiamo se l’Italia farà parte di questa indagine.

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