15-24 maggio 2023: anche in Italia l’European Testing Week di primavera per HIV, IST ed Epatiti

In Europa vivono circa due milioni e trecentomila persone con l'HIV e tra queste almeno una su cinque non sa di aver contratto il virus. Ecco perché fare i test è fondamentale.

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Dal 15 al 24 maggio tutta l’Europa si mobiliterà per moltiplicare l’offerta di test, volti alla diagnosi precoce dell’HIV, delle epatiti virali e di altre Infezioni sessualmente trasmissibili (IST).

“Test, Treat, Prevent” è lo storico slogan della European Testing Week (ETW), promossa da Eurotest.

L’iniziativa è volta ad ampliare la consapevolezza del proprio stato sierologico e a sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull’importanza di una promozione attiva e differenziata dei test. Conoscere le proprie condizioni è fondamentale per favorire un rapido accesso alle cure, per preservare il proprio stato di salute e per evitare che queste infezioni possano essere, inconsapevolmente, trasmesse.

Inaugurata nel 2013, la Testing Week si tiene in primavera e in autunno coinvolgendo circa cinquanta paesi della regione europea dell’OMS. Nel corso degli anni è arrivata a impegnare fino a 740 organizzazioni: ONG, amministrazioni, servizi sociali e sanitari pubblici e privati, dando vita ad una delle più importanti mobilitazioni internazionali per la salute pubblica.

In Italia la LILA aderirà come sempre alla ETW rafforzando l’offerta di test anonimi e gratuiti per HIV, HCV e sifilide sui territori e nelle proprie sedi per un totale di diciassette date in otto città (Bari, Cagliari, Como, Firenze, Livorno, Milano, Torino e Trento) e ben cinquanta ore di impegno volontario. In alcune sedi sarà possibile ritirare kit gratuiti per il self test, allo scopo di promuovere anche questa opportunità di diagnosi precoce.

L’offerta di test da parte di ONG e Community in contesti non sanitari, viene considerata cruciale da ONU e UNAIDS per il raggiungimento di persone che non si rivolgerebbero a strutture tradizionali, gravati, talvolta, da troppe barriere (richiesta di documenti o prescrizioni, minore età, orari non flessibili ecc). Oltre ai servizi di testing presso sedi, territori e luoghi d’incontro, la LILA mette a disposizioni da alcuni anni anche un servizio di supporto da remoto per chi voglia acquistare un auto-test disponibile nelle farmacie e farlo nella propria casa o in altro luogo privato.

I vantaggi di una diagnosi precoce e, dunque, di un accesso tempestivo alle terapie disponibili sono immensi: nel caso dell’HIV le ART possono salvaguardare la vita e la salute delle persone evitando il decorso verso l’AIDS. Inoltre, le terapie permettono di sopprimere in breve tempo la carica virale rendendo il virus non trasmissibile per via sessuale. Non essere consapevoli di aver contratto l’HIV, al contrario, può costituire un grave rischio per la salute dei singoli e aumentare le occasioni di trasmissione.

A questa diffusa inconsapevolezza, legata alla scarsa opera di prevenzione e a percezioni del rischio errate, si deve l’esistenza di una consistente fascia di sommerso, fonte principale dei nuovi casi d’infezione.

Ultima stima fornita da Eurotest, è che nella regione europea dell’OMS vivano circa due milioni e trecentomila persone con HIV e che, tra queste, almeno una su cinque non sappia di aver contratto il virus.

Altra grave conseguenza dello scarso ricorso al test è l’altissimo numero di diagnosi tardive (late presenter): in Europa, oltre la metà delle nuove diagnosi avviene quando le persone sono già in AIDS o prossime a questa condizione.

In Italia questa percentuale arriva a superare il 63%. Si tratta di un fenomeno inaccettabile a fronte delle grandi opportunità terapeutiche disponibili.

Analogo discorso riguarda le epatiti virali, causa di gravi patologie epatiche. L’epatite C (HCV), secondo stime fornite da Eurotest, colpisce circa quattordici milioni di europei/e ma con una quota di diagnosi che non supera il 4,6%.

Gran parte delle persone colpite non accede, dunque, alle cure che, pure, permetterebbero una guarigione totale.

Largamente non diagnosticata, è anche l’epatite B (HBV) che, secondo le stesse stime, colpisce quindici milioni di persone in Europa. I trattamenti esistenti permettono di convivere al meglio con questa infezione, che può anche essere prevenuta con un vaccino.

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