Guida alla stepchild adoption in collaborazione con Rete Lenford

Una guida per affrontare il prossimo futuro che l'Italia ci ha riservato. In attesa di vincere la battaglia del matrimonio egualitario, ecco cosa possiamo comunque fare con le nostre famiglie.

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stepchild adoption guida rete lenford
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4 min. di lettura

GUIDA ALLA STEPCHILD ADOPTION
COS’È, COME FUNZIONA, CHI NE PUO’ USUFRUIRE

Con lo stop alle registrazioni civili nei Comuni imposto dalla destra del Governo Meloni, cosa accadrà a famiglie omogenitoriali e loro figliə in futuro?

Rete Lenford ci ha aiutati a preparare questa guida rapida e sintetica per approcciare l’unica strada ad oggi possibile per le famiglie arcobaleno.

Alle domande di Gay.it ha risposto il Presidente di Rete Lenford, avv. Vincenzo Miri.

 

E adesso? Cosa accadrà alle famiglie omogenitoriali e allə loro figliə in futuro?

Purtroppo non c’è una legge che consenta a due mamme o a due papà di riconoscere sin dalla nascita i propri figli. Ad oggi soltanto la donna che partorisce o il papà che abbia un legame genetico con il figlio sono considerati dalla legge genitori. Per consentire il riconoscimento anche all’altra mamma o all’altro papà (c.d. ‘ genitori intenzionali’) la soluzione individuata dalla giurisprudenza è la c.d. “stepchild adoption”. Invece due mamme devono essere riconosciute automaticamente dallo Stato quando il bambino sia nato all’estero senza ricorso a ‘surrogazione di maternità’ e l’atto di nascita indichi due mamme.

 

Esattamente cos’è la stepchild adoption? E quando è possibile?

La c.d. stepchild adoption consiste nell’adozione del figlio del proprio partner. È possibile quando si dimostri l’interesse del bambino ad instaurare un legame di filiazione con chi fa domanda di adozione. Non è necessario che la coppia sia sposata all’estero (dove è ammesso il matrimonio tra persone dello stesso sesso) o unita civilmente. Occorre presentare una domanda al Tribunale per i minorenni territorialmente competente, il quale incarica i Servizi Sociali di compiere un’indagine sull’idoneità affettiva e sulla capacità educativa di chi presenta domanda di adozione.

 

Possiamo fare esempi concreti di applicabilità della stepchild adoption?

Se due donne hanno espresso entrambe il consenso alla procreazione assistita, realizzata all’estero perché in Italia è vietata per le coppie same sex, e il bimbo nasce in Italia, quel bambino sarà automaticamente figlio della donna che lo partorirà e la propria compagna potrà adottarlo. Se due uomini sono riconosciuti all’estero entrambi genitori di un figlio nato a seguito di ‘gestazione per altri’ (modalità riproduttiva che la nostra legge n. 40/2004 chiama ‘surrogazione di maternità’), in Italia sarà riconosciuto genitore soltanto colui che ha un legame genetico con il nato, mentre l’altro, pur essendo già genitore per lo Stato estero, potrà solo adottarlo.

 

Perché la stepchild adoption è “meno” della precedente registrazione civile, che sia iscrizione o trascrizione?

1) se il genitore che richiede l’adozione muore prima della sentenza, l’adozione non potrà essere pronunciata e il bambino non avrà tutela

2) il bambino non può “costringere” il genitore intenzionale ad adottarlo e rimane, quindi, sprovvisto di tutela nell’ipotesi in cui quest’ultimo abbandoni la famiglia

3) sempre in caso di dissidi tra genitori, chi è già mamma o già papà potrebbe non prestare l’assenso all’adozione, negando al genitore intenzionale la possibilità di adottare (su questo, le S.U. della Corte di Cassazione, con la sentenza 38162/2022, hanno affermato la superabilità del dissenso nel superiore interesse del minore, ma è una questione dibattuta: la Cassazione tornerà presto a esprimersi).

Resta, poi, la discriminazione di fondo: due persone eterosessuali che fanno accesso alla fecondazione assistita sono entrambi genitori automaticamente riconosciuti dalla legge, mentre una persona omosessuale deve passare per il vaglio di un Tribunale prima di assumere un rapporto genitoriale analogo a quello attribuito al proprio partner legato biologicamente al nato.

C’è poi il paradosso di dover adottare bambini che sono già riconosciuti come propri figli per un altro Stato o, comunque, bambini venuti al mondo solo perché voluti anche da chi ne chiede l’adozione, dopo la sentenza n. 79/2022 della Corte Costituzionale e a seguito di alcune preclusioni derivanti dalla legge sulle unioni civili, i limiti più gravi restano questi.

 

Quanto può costare il processo di ottenimento della stepchild adoption e quanto può durare?

I costi dipendono dalla complessità e dalla specificità della singola procedura e, comunque, dall’attività che viene richiesta dai singoli Tribunali alle parti e ai Servizi Sociali. Mediamente, sul territorio nazionale il costo oscilla intorno ai 2.500,00 Euro, ma, ripeto, ogni situazione va considerata a sé. Quanto ai tempi, dipendono dal singolo Tribunale: a Roma la media è di circa un anno, mentre in altre circoscrizioni (es.: a Milano o a Brescia) i tempi sono di oltre due anni.

 

Quindi ora una coppia di donne o una coppia di uomini che vuole avere un bambino tramite GPA, che è vietata in Italia, cosa deve fare quando torna nel nostro paese con il loro figlio?

I bambini nati all’estero a seguito di GPA vedranno automaticamente riconosciuto il rapporto con il genitore a cui sono legati geneticamente, mentre il genitore ‘intenzionale’ potrà fare domanda di adozione. Qualora, invece, un bambino nasca all’estero senza ricorso a GPA e l’atto di nascita straniero indichi due mamme, quell’atto dovrà essere automaticamente trascritto ed entrambe saranno mamme anche per lo Stato italiano.

Invece: una coppia di donne, una delle quali tramite fecondazione eterologa mette al mondo un bambino in Italia, cosa deve fare ora che le due donne non possono fare registrazione civile in Comune come genitori?

La donna che partorisce sarà madre perché potrà riconoscere alla nascita il bambino, mentre la compagna potrà fare domanda di adozione. Purtroppo in ben nove pronunce la Corte di cassazione ha sempre detto questo, ma auspichiamo che presto la Corte costituzionale torni a esaminare la questione, perché da questo Governo e da questo Parlamento non ci aspettiamo soltanto silenzio, ma vera e propria ostilità nei confronti delle famiglie arcobaleno.

 

 

Si parla di “trascrizione” o di “iscrizione”: qual è la differenza? E cosa si intende per “formazione” o “registrazione”?

Quando si parla di “trascrizione” ci si riferisce all’ipotesi di bambini nati all’estero e al riconoscimento in Italia dei loro atti di nascita formati all’estero, che vengono appunto “trascritti”, cioè copiati, nei registri italiani dello stato civile.
Quando i bambini nascono in Italia, si parla di “iscrizione” dell’atto di nascita nei registri dello stato civile; le parole “formazione” o “registrazione”, invece, ricomprendono sia gli atti che vengono inseriti nei registri italiani a seguito di “trascrizione”, sia quelli che vengono lì inseriti a seguito di “iscrizione”, ma comunemente sia “formazione” sia “registrazione” sono riferite soprattutto a quest’ultima ipotesi.

 

Ora che non ci sono le registrazioni civili nei Comuni, cosa rischiano i bambini italiani figli di coppie omosessuali nella vita pratica di tutti i giorni?

Fino alla sentenza definitiva di adozione i bambini rimarranno legalmente privi di uno dei genitori e non avranno alcun diritto di successione rispetto all’altro genitore o a parenti di quest’ultimo o a eventuali fratelli o sorelle. Prima dell’adozione il ‘genitore intenzionale’ potrà occuparsi dei bambini soltanto tramite delega ma solo in alcuni casi (ad esempio per prelevarlo o accompagnarlo a scuola), mentre per le vaccinazioni, le cure mediche o anche solo per le autorizzazioni alle gite scolastiche l’unico genitore che potrà occuparsi dei bambini sarà quello legalmente riconosciuto alla nascita.

 

 

Si ringrazia l’avv. Vincenzo Miri e Rete Lenford

Foto di Melissa Askew su Unsplash

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© Riproduzione riservata.

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