Airola (M5S): “Nessuna trattativa al ribasso sulle unioni civili”

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Il senatore chiarisce la posizione del Movimento dopo le polemiche sugli emendamenti.

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La pubblicazione degli emendamenti al DDL Cirinnà, ieri, ha provocato non poca indignazione nella comunità lgbt. Al netto dell’immenso volume di proposte di modifica che puntano chiaramente solo a rallentare il percorso della legge, se non direttamente ad affossarla, hanno destato scalpore alcuni emendamenti presentati da forze che, fino ad ora, si erano dette favorevoli al testo della senatrice del Pd. Tra questi, a scatenare feroci polemiche sui social network, le proposte di modifica firmate da due senatrici del Movimento 5 Stelle, Serenella Fucksia e Enza Blundo, apparsi non migliorativi del testo, ma anzi peggiorativi.

Cos’è successo? M5S ha cambiato idea? Lo abbiamo chiesto al senatore Alberto Airola, che della commissione Giustizia è stato membro e che segue in prima persona l’evoluzione dell’iter del DDL sulle unioni civili.

Senatore Airola, qual è la posizione ufficiale del M5S sull’attuale testo?

La posizione è quella che è uscita dalla votazione sul blog dove una schiacciante maggioranza si è espressa per il sì al DDL Cirinnà, quindi a favore delle unioni civili sia per le coppie omosessuali che per quelle eterosessuali.

Comprese le stepchild adoption e la reversibilità della pensione?

Sì, certo. Anzi, vi dirò di più. C’è un impegno con le associazioni, gli attivisti e le persone LGBT che abbiamo incontrato secondo il quale se il testo, che per noi è già il minimo possibile, dovesse essere ulteriormente depauperato e svuotato, noi ritireremo il nostro appoggio. È un messaggio trasversale anche al Pd: noi ci siamo, ma non accetteremo ulteriori compromessi. Del resto sono loro che hanno i maggiori problemi interni, su questo tema, con l’ala più conservatrice.

Si riferisce all’emendamento Lepri che punta a sostituire le stepchild adoption con l’affido?

Anche. Poi sulla questione delle adozioni c’è un discorso culturale da affrontare, in questo paese. Qui qualcuno è convinto che le adozioni cominciano dal giorno in cui la politica le autorizza e domani mattina le coppie gay possono adottare bambini. Non si vuole riconoscere che i figli delle coppie gay e lesbiche esistono già, sono una realtà di cui bisogna prendere atto. E ci sono sentenze dei tribunali dei minori che continuano a chiedere il supporto del legislatore su questo. E lo chiedono, va chiarito, ‘nell’interesse supremo del minore’. O si prende atto di questa realtà e ci si fanno i conti, oppure si continua a chiudere gli occhi, come fa Ncd.

Qual è il limite di modifiche al testo sotto il quale il M5S non intende scendere e superato il quale, ritirerà l’appoggio?

È una buona domanda. Discuteremo di tutte le proposte di modifica. Se ricordo la discussione dul DDL sull’omofobia, mi vengono in mente emendamenti che erano veri e propri insulti. Se il tenore è questo, è chiaro che non si può discutere. Personalmente penso che questo sia già il testo minimo oltre il quale non si possa andare, ma diciamo che i punti cruciali sono quelli che sappiamo: stepchild adoption e reversibilità. È su questo che puntano i detrattori della legge. Poi, certo, ci sono anche altre proposte di modifica che vorrebbero

introdurre limiti temporali, ad esempio chiedendo alle coppie di dimostrare un certo numero di anni di convivenza prima di poter registrare l’unione. Cose che trovo veramente inaccettabili. Ma ci confronteremo anche con chi subisce sulla propria persona gli effetti di queste discriminazioni.

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Beh, c’è un emendamento della senatrice Fucksia, una dei vostri, che chiede proprio questo. Come la mettiamo?

Ecco, dobbiamo chiarire questa storia. Questi emendamenti saranno ritirati. Il fatto è che sono usciti prima che ci fosse la prima seduta utile per ritirarli. Sono stati presentati in autonomia, per motivi diversi e con delle buone intenzioni. Il tentativo di Enza Blundo parte, probabilmente, da una scarsa conoscenza del testo di per sé e un po’ dall’idea, sbagliata, che ci sia sempre il rischio di ledere le famiglie già riconosciute. Quella proposta, di unificare le due parti del testo per migliorarlo, risulta anche tecnicamente sbagliata. Ma è stato chiarito con Bruno e l’emendamento sarà ritirato. Quello di Serenella Fucksia è anche un po’ una provocazione, perché contemporaneamente all’emendamento ha presentato un ODG per il matrimonio egualitario. Ma, ripeto, saranno ritirati.

Di fatto, io concordo con chi, da una parte, ritiene che questo sia comunque già un compromesso al ribasso che rischia, in contrattazione, di ridursi ancora, dall’altra mi rendo conto che questo paese può far passare le unioni civili, mentre sul resto non c’è alcuna certezza. E capisco anche chi dice che non lo si chiama matrimonio per una questione esclusivamente nominale. Sì, è vero, in Italia il problema è anche come lo chiami. Dobbiamo fare i conti con questo.

Adesso lo scoglio vero sono quei 4000 e rotti emendamenti. Ci sono degli strumenti tecnici che permettono di superarlo?

Qualcuno parla già del canguro o della ghigliottina, già usati in altre occasioni. Ci sono strumenti poco leciti e altri leciti. Con il canguro, ad esempio, che si basa su argomenti in comune tra gli emendamenti, il rischio è che si saltino una serie di emendamenti che, pur avendo parti in comune con altre, hanno differenze sostanziali di contenuti. Per questo lo abbiamo contestato. Detto questo, però, dato che è stato il modo di operare della maggioranza in molte altre occasioni, lo utilizzassero anche adesso, no? La responsabilità è del Pd, hanno loro il coltello dalla parte del manico.

Quindi, se si ricorresse a questi metodi, voi non vi opporreste?

No, certo che no. È vero che ci sono delle questioni di principio. Noi, ad esempio, siamo contrari al voto segreto, ma quando c’è stato da votare sulla riforma costituzionale al Senato, con la possibilità di mandare sotto il

governo, su una vergogna come quella riforma, io per primo ho chiesto che si usasse. Ci sono circostanze in cui anche le questioni di principio vanno ammorbidite, perché ne va del Paese. Ma, ripeto, la responsabilità è del Pd perché sono loro che hanno il problema maggiore di posizioni contrapposte al loro interno.

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